Ex Ilva, operaio ferito nella notte tra le fiamme. L’allarme della Uilm sulla sicurezza

Un grave infortunio si sarebbe verificato nella notte tra le fiamme all’interno dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto (ex Ilva). Un operaio della struttura avrebbe riportato ferite questa notte verso le 3,30 nel settore Gestione rottami ferrosi di Acciaieria 2, con fratture multiple a seguito di una caduta da un escavatore interessato da un principio di incendio mentre cercava di abbandonare il mezzo.

Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe avuto luogo un principio di incendio sull’escavatore causato da un problema alla batteria. Il lavoratore, originario di Massafra, si sarebbe trovato alla guida del mezzo quando le fiamme lo avrebbero sorpreso, costringendolo a balzare fuori dalla cabina cadendo e riportando fratture al femore e al braccio oltre a contusioni alla gamba, al polso e al costato. Dopo il soccorso da parte dei sanitari e dei Vigili del Fuoco dello stabilimento, sarebbe stato trasportato prima nell’infermeria aziendale e poi all’ospedale SS. Annunziata per gli opportuni accertamenti.

L’incidente riaccende il dibattito sulle condizioni di sicurezza nello stabilimento tarantino. Piero Vernile, operaio dell’ex Ilva e delegato Rsu della Uilm, ha segnalato come il lavoratore avrebbe cercato di mettersi in salvo da un escavatore interessato da un principio d’incendio.

Nel reparto Grf della discarica Paiole episodi con dinamiche analoghe si sarebbero verificati più volte nel corso degli anni, secondo quanto denunciato dalle rappresentanze sindacali. La mancata comunicazione aziendale solleva ulteriori preoccupazioni: i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fiom, Fim, Uilm e Usb hanno segnalato di aver appreso l’accaduto soltanto in maniera informale, senza alcuna comunicazione ufficiale attraverso i canali previsti.

I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb hanno richiesto un tavolo di confronto e l’avvio di una indagine congiunta sull’episodio, includendo il direttore dello stabilimento, il direttore di reparto Acciaieria 2, il capo area Sac Grf, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e l’ufficio relazioni industriali.

È stata richiesta la trasmissione della documentazione tecnica relativa al mezzo coinvolto, in particolare il libretto d’uso e manutenzione e il registro degli interventi effettuati, con verifica degli impianti elettrici e idraulici. È stata inoltre segnalata l’esigenza di verificare la presenza e l’efficienza dei sistemi antincendio a bordo dell’escavatore.

L’episodio si inserisce in un contesto di criticità strutturali. L’area GRF dove si sarebbe verificato l’incidente è sotto sequestro dal 2012 per le note vicende giudiziarie del siderurgico. Nel mirino dei sindacati è finita anche la gestione della manutenzione: il reparto continuerebbe a fare un ricorso massiccio alla cassa integrazione per il personale manutentivo, con addetti anche a zero ore, una scelta che potrebbe incidere direttamente sui livelli di sicurezza.

Secondo Vernile, l’incidente ripropone il tema delle condizioni di sicurezza nello stabilimento tarantino. La Uilm continua a segnalare come la sicurezza resti un’emergenza strutturale, non risolta da anni di gestioni commissariali.

Lascia un commento