La salma di Bakary Sako lascia Taranto verso il Mali

Il viaggio della salma verso il Mali

Dopo gli eventi del 9 maggio, la salma di Bakary Sako avrebbe lasciato il cimitero di Taranto alla volta di Roma, accompagnata dal personale delle onoranze funebri D’Oronzo, che avrebbe anche donato la bara. Domenica mattina era previsto il volo da Fiumicino alle 13, con scalo a Tunisi prima di arrivare a Bamako, non essendoci collegamenti diretti per il Mali. Da lì avrebbe proseguito verso Mouline, il villaggio dove risiedono i genitori di Bakary.

Una vita di lavoro interrotta

Poco dopo le 5 di mattina di sabato 9 maggio, un uomo maliano di 35 anni, Bakary Sako, sarebbe stato aggredito e ucciso a coltellate nel centro storico di Taranto, mentre stava per andare a lavorare. Secondo le ricostruzioni, il bracciante stava percorrendo il centro in bicicletta quando sarebbe stato preso di mira. Le indagini hanno accertato che il cittadino originario del Mali risiedeva regolarmente in Italia, era impiegato come bracciante agricolo ed era incensurato.

La dinamica della tragedia in piazza Fontana

La salma sarebbe stata rinvenuta in piazza Fontana, nella città vecchia. Secondo la ricostruzione della procura, un gruppo di persone sarebbe stato in giro per Taranto alla ricerca di qualcuno da colpire, senza conoscere Sako. A quell’ora il 35enne stava andando a prendere il treno che lo avrebbe portato in campagna a lavorare. Secondo quanto ricostruito, Sako sarebbe riuscito momentaneamente a entrare in un bar lì vicino per cercare aiuto, ma il gruppo lo avrebbe inseguito e il pestaggio sarebbe proseguito all’interno del locale. Un’analisi autoptica avrebbe confermato che il 35enne sarebbe stato colpito da tre coltellate, due al torace e una all’addome, con una ferita che avrebbe lesionato organi vitali.

Le indagini e i fermati

Per l’omicidio sarebbero state fermate sei persone: due uomini di 22 e 20 anni e quattro minorenni tra i 15 e i 17 anni, tutti indagati per omicidio aggravato. Uno dei minorenni avrebbe confessato il gesto. Sarebbe stato inoltre indagato per favoreggiamento il proprietario del bar dove Sako aveva cercato rifugio.

Le ipotesi investigative

Gli investigatori starebbero vagliando diverse ipotesi, inclusa quella di una scelta della vittima basata sulla vulnerabilità o su fattori legati all’origine. Le indagini sarebbero ancora in corso per chiarire gli aspetti della dinamica e le motivazioni del gruppo.

Il ricordo della comunità

Una funzione religiosa per Bakary Sako si sarebbe svolta presso il locale di via Cavallotti che nel centro cittadino funge da moschea, con accesso riservato a familiari e amici stretti.

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