Nell’udienza al Riesame di Taranto per l’omicidio di Bakari Sako, il 35enne originario del Mali deceduto all’alba del 9 maggio in Città vecchia, la difesa avrebbe chiesto per tre minori coinvolti il trasferimento in comunità. I tre sarebbero attualmente ristretti negli istituti di pena minorili di Lecce e Bari.
I minori coinvolti e le accuse
Quattro sarebbero i minori coinvolti nel pestaggio di Bakari Sako in piazza Fontana. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, un 15enne avrebbe inflitto tre coltellate all’addome e al torace. I sei coinvolti complessivamente avrebbero partecipato all’aggressione. Secondo gli atti dell’inchiesta, il gruppo avrebbe accerchiato la vittima mentre si recava al lavoro in bicicletta nella mattina del 9 maggio.
Le richieste della difesa
La difesa dei minori avrebbe richiesto per tre di loro l’annullamento della misura per mancanza di gravi indizi di colpevolezza e la sostituzione con una misura meno afflittiva, dal trasferimento negli istituti penali minori di Bari e Lecce alla presa in carico in comunità. Tra questi figurerebbero il minorenne che avrebbe inflitto i colpi fatali – attualmente sedicenne – e altri due che, nel corso degli interrogatori, avrebbero dichiarato di non essersi accorti dell’accoltellamento.
Timeline e prossime udienze
La decisione del Riesame è attesa entro giovedì. Il 4 giugno è prevista l’udienza per i due maggiorenni coinvolti, attualmente detenuti nel carcere di Taranto. Per loro, la difesa avrebbe chiesto l’annullamento della misura, sostenendo che non avrebbero avuto un ruolo attivo nella vicenda.
Le misure cautelari originarie
I magistrati avevano disposto il trasferimento dei minorenni negli Istituti Penali Minorili e dei due maggiorenni in carcere, evidenziando nei provvedimenti cautelari l’elevato rischio di recidiva. Contro quelle decisioni il collegio difensivo, composto dagli avvocati Salvatore Maggio, Andrea Maggio, Pasquale Blasi e Fabio Falco, avrebbe chiesto misure meno afflittive.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori negli atti dell’inchiesta, la vittima avrebbe subito una serie di colpi prima di ricevere le coltellate. Gli inquirenti avrebbero utilizzato filmati di videosorveglianza per ricostruire la sequenza degli eventi quella mattina in piazza Fontana.
