Un’operazione congiunta condotta nel Mar Piccolo avrebbe portato al sequestro di circa 40 chili di mitili e tre filari abusivi per un totale di 20 tonnellate, oltre al sequestro di un’ampia area del demanio marittimo occupata senza autorizzazioni.
La scoperta della mitilicoltura abusiva
Grazie alla rilevazione delle coordinate geografiche tramite sistema GPS in dotazione alla Guardia Costiera, nel seno del Mar Piccolo sarebbe stata accertata la presenza di impianti abusivi destinati alla coltivazione di mitili, realizzati all’interno di una vasta area del demanio marittimo in assenza delle previste autorizzazioni e senza la necessaria concessione.
Nel corso dell’operazione sarebbero stati sequestrati circa 40 chili di mitili, trovati all’interno di un’autovettura nella disponibilità degli indagati. In mare, invece, sarebbero stati individuati e posti sotto sequestro tre filari abusivi per complessive 20 tonnellate.
Le accuse
Tre persone sarebbero state denunciate all’Autorità Giudiziaria in quanto ritenute responsabili, secondo le indagini, del reato di commercio abusivo di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione. Per due dei denunciati sarebbe scattato anche il deferimento all’Autorità Giudiziaria per violazioni al Codice della Navigazione, relative all’occupazione abusiva del demanio marittimo, e per invasione di terreni.
Tutela della salute pubblica nel Mar Piccolo
L’intervento, realizzato con il supporto del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinario della Asl, rientra nelle attività di controllo sulla filiera della mitilicoltura e di tutela della salute pubblica. L’operazione si inserirebbe in un contesto di contrasto sistematico agli allevamenti illegali nel Mar Piccolo, uno specchio d’acqua con caratteristiche ambientali critiche per la produzione di molluschi. I mitili coltivati abusivamente, secondo quanto ricostruito, non verrebbero sottoposti ai dovuti controlli sanitari e sarebbero privi di tracciabilità, rappresentando un rischio potenziale per i consumatori e per l’equilibrio dell’ecosistema marino locale.
Per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
