Si incrina l’equilibrio politico della maggioranza che governa Grottaglie. I consiglieri comunali Alessandra Lacava e Giovanni Annicchiarico, eletti nella lista Sud in Movimento e parte della coalizione “Grottaglie Next” che nel 2021 sostenne la riconferma del sindaco Ciro D’Alò, hanno annunciato la propria presa di distanza dall’attuale assetto amministrativo.
Le ragioni della rottura
La decisione nasce dalla profonda trasformazione politica che, negli ultimi mesi, ha progressivamente allontanato la maggioranza dall’identità e dai valori originari del progetto civico e di centrosinistra che aveva raccolto il consenso dei cittadini. “Il percorso politico che avevamo contribuito a costruire era fondato su una chiara visione progressista, alternativa a determinate esperienze e logiche politiche che, invece oggi vengono accolte”, dichiarano Lacava e Annicchiarico.
Lacava e Annicchiarico evidenziano, inoltre, come la segreteria di Sud in Movimento, storicamente collocato nell’area della sinistra alternativa cittadina, avallando una scelta in netta contraddizione con la propria identità, abbia finito per tradire la propria storia, il proprio elettorato e anni di battaglie condotte nel segno dell’alternatività rispetto a logiche, figure ed esperienze politiche sostenute da chi oggi viene accolto all’interno della maggioranza.
Dichiarazione di indipendenza, non abbandono
Alessandra Lacava e Giovanni Annicchiarico annunciano la propria decisione di dichiararsi indipendenti all’interno della maggioranza, riservandosi di valutare, di volta in volta, i singoli atti amministrativi sottoposti al giudizio dell’assise, con senso di responsabilità e nel pieno rispetto del mandato ricevuto dagli elettori.
Una crisi che affonda le radici nel passato
La rottura non è improvvisa. Nel voto sul rendiconto 2025 di fine aprile, due astensioni pesanti – Alessandra Lacava e Giovanni Annicchiarico, già presidente del Consiglio nel primo mandato D’Alò – hanno aperto una crepa evidente nella coalizione. Tutto accade nell’ultimo anno del secondo mandato del sindaco, non più rieleggibile, mentre sono già in corso le manovre per costruire la successione e portare sulla poltrona di primo cittadino una figura a lui gradita.
Da circa un anno, in coincidenza con il rinnovo della Giunta, i due consiglieri risultano contemporaneamente assenti in modo ripetuto e continuativo – sette mesi consecutivi, con ben otto consigli comunali saltati di seguito – anche in occasione di atti essenziali per il funzionamento dell’ente.
La replica del movimento e il controreplica
Il colpo non è passato inosservato. A dicembre 2025, Sud in Movimento ha emesso un comunicato durissimo. Alla luce di un comportamento che non risponde più alla linea amministrativa del movimento e che appare orientato più agli interessi personali che a quelli collettivi, Sud in Movimento prende formalmente le distanze dai consiglieri Giovanni Annicchiarico e Alessandra Lacava.
I due consiglieri hanno replicato duramente alle accuse. Secondo loro, la segreteria di Sud in Movimento sceglie di screditare i due consiglieri più rappresentativi dello stesso, nel tentativo di indebolire il movimento e favorire quanti intendono liberarsi di un ormai inappropriato orpello di purismo per muoversi con maggiore agilità nel panorama politico.
Lo scenario politico più ampio
Il quadro si complica ulteriormente perché, contemporaneamente, emerge un movimento opposto: i voti favorevoli di Maria Santoro, Ciro Gianfreda e Ottavio Orlando al rendiconto 2025 hanno segnato un punto di svolta. Non sono stati tre sì episodici, ma tre scelte che, secondo molti osservatori, certificano un riallineamento politico ormai evidente. La consigliera Santoro, proveniente da Forza Italia, ha progressivamente avvicinato il suo voto alla maggioranza.
L’annuncio apre nuovi interrogativi sugli equilibri politici al Comune di Grottaglie e sul futuro della maggioranza che sostiene il sindaco Ciro D’Alò. Con Lacava e Annicchiarico in posizione di indipendenti critici, la coalizione che ha governato la città negli ultimi quattro anni mostra evidenti segnali di logoramento proprio nel momento in cui il sindaco, già al termine del suo secondo mandato e non rieleggibile, vede cristallizzarsi le prime mosse verso la successione.
