La Giunta comunale di Taranto ha approvato un atto di indirizzo che sancisce la volontà dell’amministrazione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali relativi ai fatti che possano arrecare un danno al Comune, sia sotto il profilo economico sia sotto quello dell’immagine istituzionale.
Il provvedimento si inserisce in una più ampia strategia di tutela degli interessi pubblici e rappresenta uno strumento attraverso il quale l’Ente intende difendere in modo più incisivo la città e la comunità amministrata. Si tratta di una scelta finalizzata a rafforzare la presenza del Comune nei procedimenti penali di maggiore rilevanza, soprattutto nei casi che possano avere un impatto negativo sull’immagine dell’amministrazione.
L’obiettivo è consolidare la presenza del Comune nei procedimenti giudiziari di maggiore rilevanza, in particolare nei casi in cui le condotte contestate possano compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa o arrecare un danno alla reputazione dell’istituzione. La decisione copre dunque non solo i danni patrimoniali diretti, ma anche quelli reputazionali e all’immagine istituzionale.
Il Comune avrebbe già esperienza in questa materia. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, il Comune avrebbe valutato la costituzione di parte civile nel procedimento relativo all’omicidio di Bakari Sako, il migrante deceduto in Città vecchia nel maggio scorso. Inoltre, il Comune di Taranto risulterebbe già costituito parte civile in processi per rifiuti smaltiti nelle campagne ioniche, con danni quantificati in un milione di euro.
Attraverso questo indirizzo, l’amministrazione comunale intende promuovere una maggiore cultura della legalità, della responsabilità e della trasparenza, consolidando al contempo gli strumenti di difesa del bene pubblico e della reputazione dell’Ente. Per la collettività, l’atto di indirizzo rappresenterebbe un rafforzamento della capacità dell’amministrazione di tutelare il patrimonio pubblico e la reputazione della città.
