La storica riunione di Taranto del 5 giugno
L’iniziativa denominata ‘Un caffè per l’acqua’ si terrà il 5 giugno alle ore 10.30 presso il Palazzo del Governo, sede della Provincia di Taranto. È un format informale e operativo pensato per favorire il confronto diretto tra i tecnici dell’Autorità Idrica e le amministrazioni locali chiamate a svolgere un ruolo sempre più centrale nella governance del servizio idrico integrato.
Non è un semplice convegno. L’incontro rappresenta il primo passo di un percorso che interesserà progressivamente l’intero territorio regionale e trae origine dalle recenti disposizioni normative nazionali e regionali. Taranto è stata scelta per lanciare una trasformazione che coinvolgerà tutti i 260 comuni pugliesi serviti da Acquedotto Pugliese.
Come funziona il trasferimento: il 20% gratuito ai Comuni
Il nuovo quadro legislativo prevede il trasferimento gratuito ai Comuni di una quota del capitale sociale dell’Acquedotto Pugliese fino a un massimo del 20 per cento complessivo, rafforzando così il carattere pubblico della gestione dell’acqua. Nel quadro normativo del D.L. n. 153/24 e della Legge Regionale n. 14/2024, la Regione trasferisce a titolo gratuito una quota del capitale sociale agli enti locali, trasformando i Comuni da semplici utenti a ‘comproprietari’ del gestore idrico.
Il trasferimento delle azioni è stato già sottoscritto presso la sede della Presidenza della Regione per i Comuni di Bari, Mesagne, Cellamare, Minervino Murge, Crispiano e San Marco in Lamis. Ora il processo si allarga con gli incontri territoriali che partiranno proprio da Taranto.
Il significato della trasformazione per la governance locale
Il cambiamento punta a valorizzare il ruolo delle comunità locali, chiamate a diventare protagoniste nelle decisioni relative a un bene considerato sempre più strategico per lo sviluppo e la sostenibilità dei territori. L’elezione dei sindaci nel Comitato di Coordinamento e Controllo di AQP ed il passaggio delle quote sono le condizioni necessarie affinché l’Autorità Idrica Pugliese possa perfezionare l’affidamento del servizio ad AQP mediante il modello dell’in house providing, evitando il ricorso a procedure di gara.
Le azioni trasferite ai Comuni confluiranno in una ‘società veicolo’ che fungerà da ‘cabina di regia’ unica, permettendo ai sindaci di esercitare il controllo analogo congiunto. Questo meccanismo trasforma la governance: non sarà più solo la Regione a decidere le strategie idriche, ma l’insieme dei sindaci.
Un percorso che continuerà nelle altre province
Dopo la tappa tarantina, il ciclo di incontri proseguirà nelle altre province pugliesi, con l’obiettivo di accompagnare tutti i Comuni interessati verso il completamento di un percorso che segna una delle principali novità degli ultimi anni nel settore dei servizi pubblici locali.
L’Autorità Idrica Pugliese ha messo in campo risorse e competenza per supportare gli amministratori nel processo. L’acquisizione delle quote da parte dei Comuni rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare una governance pubblica e partecipata della risorsa acqua, sottolinea Gianluca Vurchio, presidente dell’AIP.
Il contesto più ampio: acqua e crisi climatica
La decisione dei Comuni di diventare azionisti di Acquedotto Pugliese si inserisce in una strategia più ampia per affrontare le sfide idriche della regione. Taranto è un territorio particolarmente esposto poiché alimentato da una sola linea di approvvigionamento extraregionale e sotto stress, lo schema Sinni-Pertusillo. Per questo motivo, dal 2027 il dissalatore di Taranto supporterà la sicurezza idrica di 385mila persone nell’area ionica.
Con l’ingresso dei Comuni nella compagine azionaria, le decisioni sulla gestione della risorsa acqua potranno essere prese in modo più partecipato e vicino alle esigenze territoriali. Una risposta pubblica ai problemi idrico-climatici che affliggono la Puglia.
