Olio extravergine in crisi, Confagricoltura Puglia: “Servono misure urgenti e nuovi mercati internazionali”

Intervento di Confagricoltura Puglia sulla crisi dell’olio extravergine. Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia, si è espresso sulla necessità di misure urgenti a sostegno dei produttori olivicoli, sottolineando l’importanza di interventi su più livelli. Il comparto olivicolo-oleario, che rappresenta una colonna portante dell’agricoltura regionale, affronta sfide strutturali che richiederebbero una doppia strategia.

Le misure urgenti richieste

Confagricoltura Puglia condivide la necessità di attivare con urgenza misure straordinarie a sostegno del comparto olivicolo e oleario, penalizzato da un mercato debole, da scambi rallentati e da una crescente carenza di liquidità delle imprese. La richiesta di strumenti immediati, avanzata da Confagricoltura nazionale, Unapol, Assofrantoi e dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, includerebbe accesso al credito, sostegno finanziario, misure di stoccaggio e maggiore trasparenza lungo la filiera. Secondo l’organizzazione agricola, tali misure apparirebbero indispensabili per accompagnare le imprese verso la prossima campagna olivicola senza ulteriori contraccolpi economici.

La partita internazionale: il vero nodo della questione

Per Confagricoltura Puglia, tuttavia, l’emergenza non potrebbe essere affrontata soltanto con misure difensive: accanto agli interventi tampone, servirebbe una vera strategia di mercato. L’olio extravergine di oliva italiano avrebbe una qualità riconosciuta e una forte identità territoriale, ma faticherebbe ancora a conquistare quote significative nei grandi mercati internazionali degli oli e dei grassi alimentari, dominati da prodotti a più ampia diffusione e da consumi di massa.

Secondo i dati disponibili, l’extravergine made in Italy avrebbe assorbito un terzo del mercato oleario complessivo nella grande distribuzione italiana a gennaio 2026, mentre le vendite all’estero di olio extravergine italiano avrebbero chiuso tra gennaio e novembre 2025 con 1,9 miliardi di euro, registrando una contrazione del 16% sui valori dello stesso periodo 2024.

La Puglia: centrale nella battaglia dell’olio italiano

La Puglia giocherebbe un ruolo chiave nel panorama oleario nazionale, contribuendo con circa il 50% del prodotto nazionale. In questa direzione vanno il confronto al Masaf sul rilancio del settore e l’iniziativa della Regione Puglia, che avrebbe portato la crisi dell’olio extravergine di oliva all’attenzione della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni.

La proposta: nuovo corso commerciale

Secondo Bruno, sarebbe necessario affiancare alle misure di sostegno una forte azione di apertura e consolidamento di nuovi sbocchi commerciali, in Italia e soprattutto all’estero. Il rafforzamento dei controlli e della tracciabilità resterebbe un punto decisivo per tutelare il valore dell’olio extravergine italiano, ma questi aspetti da soli non basterebbero. La trasparenza, sebbene necessaria, non venderebbe il prodotto se i mercati non lo conoscessero o non comprendessero il suo valore aggiunto.

Cosa servirebbe concretamente

Le indicazioni di Confagricoltura Puglia punterebbero a un’azione simultanea su tre livelli: primo, interventi immediati per evitare il collasso economico delle aziende; secondo, controlli più stringenti sulla filiera; terzo, una vera e propria strategia di internazionalizzazione che vada oltre la semplice esportazione e si concentri sulla narrazione del valore qualitativo e territoriale dell’olio italiano.

Nel contesto di un settore dove l’Italia vanta il primato mondiale nei consumi e il terzo posto nella produzione globale con 284mila tonnellate, il paradosso apparirebbe evidente: abbondanza di produzione eccellente, ma difficoltà nel collocare il prodotto sui mercati di riferimento con prezzi remunerativi.

Confagricoltura Puglia ha organizzato il convegno “Le organizzazioni di produttori olivicole. Esperienze a confronto e prospettive future” nell’ambito di Evolio Expo 2026 alla Fiera del Levante di Bari, piattaforma ritenuta importante per il confronto tra operatori, istituzioni e mercati.

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