Sindacati a Roma dal ministro Urso: attese risposte concrete sulla vertenza ex Ilva

Lunedì 15 giugno alle ore 18, presso la sede del Ministero delle Imprese e Made in Italy, si sarebbe svolto l’incontro tra il ministro Adolfo Urso e i sindacati metalmeccanici di Taranto dedicato alla situazione dell’ex Ilva. Un appuntamento che rappresenterebbe un momento decisivo per la vertenza siderurgica tarantina, che ormai da mesi occupa l’attenzione del territorio.

Come è nato il vertice

Fiom, Uilm e Usb avevano formalmente richiesto nelle scorse settimane a Palazzo Chigi e in occasione dell’inaugurazione a Taranto dell’ampliamento della produzione di Vestas Blades, un incontro urgente al Ministro delle Imprese e del Made in Italy per affrontare le criticità che investono lo stabilimento ex Ilva di Taranto. Il Mimit aveva inizialmente rinviato l’incontro a causa di impegni istituzionali, secondo quanto riportato dai sindacalisti. Le organizzazioni sindacali avevano segnalato il rinvio come occasione mancata.

Chi ha partecipato

All’incontro avrebbero partecipato tutte le sigle sindacali: Fiom Cgil, Uilm, Usb, Fim Cisl e Ugl metalmeccanici. Una partecipazione che sottolinea l’importanza di questo momento per il mondo del lavoro tarantino, dove la situazione dell’ex Ilva riguarda l’intera comunità.

Cosa avrebbe detto il ministro

Il ministro Adolfo Urso avrebbe affermato che quella dell’ex Ilva rappresenta una sfida difficile, su cui servirebbe un’azione sinergica e la massima responsabilità da parte di tutti gli attori. Il ministro avrebbe sottolineato la volontà del governo di garantire la continuità produttiva, ricordando gli esempi di Terni e Piombino nel rilancio siderurgico.

La posizione dei sindacati

Secondo quanto riferito, l’incontro non avrebbe portato ulteriori novità rispetto a quanto già noto. I sindacalisti avrebbero ribadito al ministro la necessità di riaprire il confronto a Palazzo Chigi, poiché la vertenza coinvolge diversi ministeri, dall’Ambiente alla Salute, oltre al Mimit.

La situazione dei lavoratori

Lo stabilimento rappresenta il più grande complesso siderurgico d’Europa con 15 milioni di metri quadri. Secondo gli ultimi sviluppi noti, la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) dovrebbe decorrere dal 1° marzo 2026 con una durata di 12 mesi, interessando la maggior parte dei 4.450 lavoratori dello stabilimento di Taranto. Una situazione che vede gli operai in attesa di chiarimenti sulla cassa integrazione e sulle prospettive occupazionali.

I nodi cruciali

I sindacati avrebbero affrontato il processo di vendita dell’acciaieria, mentre rimane aperto il confronto tra i due soggetti interessati all’acquisizione: Flacks Group e Jindal Steel International. Le organizzazioni sindacali avrebbero invocato chiarezza sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito e sulle ripartenze degli impianti.

Prossimi passi

Secondo quanto riferito da fonti locali, il confronto avrebbe prosecuzione nei prossimi giorni. La vertenza dell’ex Ilva rimane una priorità assoluta per il sindacato tarantino e per una città che ha pagato negli ultimi decenni il prezzo della crisi siderurgica italiana. L’incontro di Roma rappresenterebbe un passaggio intermedio in una vertenza che continua a riguardare i destini di migliaia di famiglie tarantine.

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