«I Giochi del Mediterraneo non bastano»: Confartigianato chiede una cabina di regia per lo sviluppo del territorio

Lo scenario: grandi cantieri, ma pochi benefici locali

Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto, avverte che confondere una vetrina con una svolta strutturale sarebbe un grave errore. La preoccupazione non è irrazionale: secondo l’associazione, la percezione diffusa tra imprese e operatori economici è che Taranto veda i cantieri, ma fatichi a veder crescere la propria economia, con benefici economici che troppo spesso si spostano altrove, come evidenziato dall’appalto per il Mercato Fadini aggiudicato a imprese non locali.

I nodi storici del territorio riguardano industria, occupazione, bonifiche, transizione economica, economia di vicinato, servizi e qualità della vita. Questioni che, secondo Confartigianato, non possono essere rinviate al periodo successivo ai Giochi perché già oggi rappresentano una criticità concreta.

Il tema della ricaduta economica: quando l’evento finisce

Paolillo invita a una riflessione sull’efficacia degli investimenti pubblici arrivati negli ultimi anni: le risorse non erano destinate soltanto a costruire infrastrutture o impianti sportivi, ma a risollevare un territorio ferito, diversificare l’economia, rafforzare il sistema produttivo e creare lavoro.

La vera sfida inizia dopo l’evento. Taranto costruisce impianti sportivi per i Giochi del Mediterraneo 2026, ma la domanda che Confartigianato mette sul tavolo è: cosa accadrà a quelle strutture il giorno dopo? L’associazione ha inviato una nota ufficiale al Comune, chiedendo di affrontare subito il tema della gestione operativa post-evento.

La proposta della cabina di regia: coordinamento che manca

La proposta di istituire una cabina di regia per Taranto è stata più volte avanzata da Confartigianato insieme ad altre rappresentanze economiche e sociali: uno strumento di coordinamento che, pur condiviso a parole da istituzioni e forze politiche, non ha ancora trovato attuazione concreta.

Secondo il segretario generale, il territorio continua a muoversi per compartimenti separati, mentre la complessità delle sfide richiederebbe una visione unitaria e un coordinamento stabile tra istituzioni, politica e parti sociali.

Confartigianato chiede che qualcuno faccia la prima mossa subito: che lo faccia il Presidente del Comitato Organizzatore, il Sindaco di Taranto, o insieme, convocando immediatamente un tavolo operativo e mettendo nero su bianco un programma unico, concreto e realizzabile.

La visione più ampia: trasformare i visitatori in risorsa

Per Confartigianato, il successo dei Giochi non si misurerà soltanto dal numero di presenze registrate, ma dalla qualità dell’esperienza che Taranto saprà offrire: ogni ora trascorsa in più in città può tradursi in opportunità per commercio, ristorazione, artigianato, servizi e attività culturali.

Un progetto condiviso dovrebbe prevedere: calendario unico di eventi, iniziative e accoglienza; pacchetti turistici e itinerari integrati tra città e provincia; standard di qualità su ospitalità, servizi, informazione e mobilità; una narrazione coordinata e riconoscibile del territorio; valorizzazione delle imprese locali e delle produzioni identitarie.

Confartigianato si dice pronta a collaborare con l’Amministrazione comunale, il Comitato Organizzatore e tutte le realtà del territorio per rafforzare il coordinamento tra associazioni di categoria, imprese, operatori turistici, ristoratori, commercianti, associazioni culturali, enti del terzo settore e istituzioni, costruendo una rete territoriale capace di valorizzare il patrimonio economico e culturale della città attraverso eventi diffusi, percorsi tematici, aperture straordinarie, servizi dedicati ai visitatori e iniziative di promozione delle eccellenze locali.

Il contesto degli investimenti: 300 milioni in gioco

Il Governo ha stanziato 300 milioni di euro per la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto nel 2026, dal 21 agosto al 3 settembre, e oltre 4mila atleti provenienti da 26 nazioni parteciperanno a 28 sport. Sono stati avviati cantieri per opere del valore di 275 milioni di euro, distribuiti su 41 progetti in 21 comuni.

Un investimento straordinario per il territorio, ma la domanda posta da Confartigianato resta aperta: come assicurare che questi fondi generino sviluppo duraturo e non evaporino una volta spenti i riflettori dell’evento internazionale?

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