Giochi del Mediterraneo 2026: Ferrarese chiarisce le cifre. Fondi a 275 milioni, niente aumenti per gli impianti

Il commissario straordinario dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, Massimo Ferrarese, è tornato a ribadire in questi giorni che il ministro Raffaele Fitto ha garantito un finanziamento di 275 milioni di euro per le opere necessarie ai Giochi, formalizzato con i decreti emanati nell’aprile e nell’agosto 2024. Una cifra che rimane invariata, secondo le sue dichiarazioni, e che rappresenta il perimetro finanziario entro il quale si collocano tutti gli interventi in programma.

I 275 milioni assorbono i rincari dei materiali

Uno dei punti cardine chiariti dal commissario riguarda la gestione dei rincari. Le risorse sono state utilizzate per gli interventi previsti dal Masterplan, assorbendo anche l’aumento dei costi delle materie prime pari a circa 15 milioni di euro, senza ulteriori stanziamenti. Ferrarese ha sottolineato che questa operazione è stata possibile grazie ai ribassi conseguiti nelle gare d’appalto e ai risparmi gestiti dalla struttura commissariale, permettendo anche la realizzazione di migliorie progettuali.

La questione dei finanziamenti aggiuntivi viene precisata ulteriormente. Il finanziamento aggiuntivo di 6,5 milioni di euro non riguarda in alcun modo gli impianti sportivi, ma opere di contesto urbano e manti stradali richiesti dal Comune di Taranto.

Centro Tennis Magna Grecia e il chiarimento sui costi

Ferrarese ha provveduto anche a smentire ricostruzioni ritenute errate circa il Centro Tennis Magna Grecia. Il commissario ha smentito categoricamente le notizie secondo cui sarebbero state realizzate, o anche solo progettate, strutture di rappresentanza dal costo di milioni di euro presso il Centro Tennis Magna Grecia, chiarendo che il costo complessivo riguarda la riqualificazione dell’impianto.

Il villaggio atleti sulle navi: una scelta non del comitato

Uno degli aspetti più discussi rimane l’ospitalità degli atleti. Sul villaggio atleti sulle navi, Ferrarese ha ribadito che la scelta non è stata assunta dal comitato organizzatore, ma costituisce una previsione espressamente richiesta dal Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo molti anni prima del suo insediamento. Il commissario ha spiegato che, al momento della sua nomina, i 150 milioni di euro stanziati dal governo precedente risultavano insufficienti per realizzare contemporaneamente oltre venti impianti sportivi, il villaggio atleti e l’organizzazione della manifestazione.

Per questo motivo la soluzione delle navi ormeggiate nel porto di Taranto, secondo la ricostruzione di Ferrarese, è stata l’unica alternativa concretamente praticabile.

Il cronoprogramma dei lavori

Il cronoprogramma prevedeva fin dall’origine il completamento delle opere principali entro il 30 luglio 2026. Si tratta di una scadenza inevitabilmente molto vicina all’inizio dei Giochi perché, dopo i quattro anni perduti prima del suo insediamento, non era più possibile disporre di alcun margine temporale ulteriore.

Un appello ai fatti verificabili

Il commissario ha concluso con un appello rivolto al dibattito pubblico. Il commissario ha invitato a riportare il dibattito “sui fatti, sui documenti e sui numeri”, evitando ricostruzioni che possano generare confusione nell’opinione pubblica. Saranno coinvolti oltre 30 impianti sportivi tra riqualificati e costruiti ex novo, distribuiti tra Taranto, Brindisi, Lecce e la Puglia, in quella che sarà la quarta edizione dei Giochi del Mediterraneo organizzata in Italia e la seconda in Puglia.

L’evento rimane in programma dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Con meno di due mesi al via, il focus rimane sulla conclusione dei cantieri principali e sulla verifica dei numeri dichiarati.

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