Il Castello di Massafra emerge come una delle più significative testimonianze dell’architettura difensiva medievale pugliese, arroccato sullo sperone sinistro della Gravina di San Marco. Questa fortezza non è soltanto un monumento del passato, ma un luogo vivo dove la storia si incrocia con la cultura contemporanea, ospitando al suo interno una biblioteca civica di pregio e un museo storico-archeologico che raccontano secoli di civiltà rurale e tradizioni enogastronomiche.
Mille anni di storia del castello
I primi riferimenti documentari sul castello risalgono al 970 d.C., quando un documento longobardo custodito nell’archivio dell’Abbazia benedettina di Montecassino attesta l’esistenza della fortezza. Nel diploma del 1081, il castello risultava proprietà di Riccardo Senescalco, che lo controllava quale parte di un grande feudo insieme a Mottola e Castellaneta. La struttura ha subito trasformazioni significative nel corso dei secoli: con il dominio angioino assunse l’aspetto di una vera fortezza con bastioni e torri merlate; nel 1497 la famiglia Pappacoda restaurò l’edificio, danneggiato dai francesi, aggiungendo nuovi bastioni e cortine murarie. Nel XVIII secolo, gli Imperiali commissionarono all’architetto leccese Mauro Manieri la ricostruzione della celebre torre ottagonale e della facciata verso la gravina. Nel secondo dopoguerra il castello ha subito diversi restauri: nel 1965 venne riparata la torre a sud-ovest crollata; nel 1975 fu consolidato il parapetto franato; intorno al 2000 la torre est fu consolidata, il piazzale fu risistemato e fu installato un moderno ascensore per migliorare l’accessibilità.
Architettura e struttura difensiva
Il castello presenta una forma quadrilatera caratteristica con quattro torrioni disposti agli angoli e collegati da cinte murarie. Tre torri possiedono una pianta circolare e rappresentano le strutture più antiche della fortezza, mentre il torrione a sud-est si distingue per la sua forma ottagonale, elemento costruttivo che lo rende unico nel panorama dei castelli pugliesi. Le murature rivelano chiaramente i diversi periodi costruttivi: fondamenta normanne, ristrutturazioni angioine e modifiche rinascimentali creano un vero palinsesto della storia meridionale italiana. L’ingresso principale, su via La Terra, immette nella cosiddetta piazza d’armi e conduceva a una rampa che portava al ponte levatoio, di cui sono ancora visibili le carrucole. Una scalinata nel cortile interno permette l’accesso al piano superiore dove erano ubicati gli ambienti della residenza signorile. Nei piani inferiori erano presenti locali adibiti a diversi usi: scuderie, fienili, armeria, prigioni (situate nelle torri su via La Terra e nella torre ottagonale), magazzini, neviere e pecerie dove si conservava la pece per le fiaccole. Vi era anche una cappella dedicata a San Lorenzo.
La Biblioteca Civica Paolo Catucci
Oggi la Biblioteca Civica occupa una sede prestigiosa all’interno del castello, in via Lo Pizzo 38, trasformando la fortezza in un centro culturale di primo piano per la comunità massafrese. La biblioteca custodisce oltre ventimila volumi e rappresenta una delle istituzioni culturali più importanti del territorio. Possiede un patrimonio librario di particolare pregio proveniente dall’ex Convento dei Cappuccini di Massafra, con volumi databili tra il 1500 e il 1830, inclusi testi di diritto, medicina, filosofia e libri liturgici finemente decorati. Il fondo più raro è costituito dalle cinquecentine, edizioni di estremo valore storico. L’istituto bibliotecario aderisce al progetto Bibliorete, coordinato dalla biblioteca Acclavio di Taranto, che consente attività di catalogazione a livello nazionale e fornisce informazioni in tempo reale sui documenti e sulle possibilità di prestito in rete telematica. Gli orari di apertura sono: da lunedì a venerdì dalle 15.30 alle 19.00; martedì e giovedì anche dalle 9.30 alle 13.00. Contatti: Tel. 099.8858223/099.8858224 – Email: biblioteca@comunedimassafra.it
Il Civico Museo Storico-Archeologico della civiltà dell’olio e del vino
All’interno del castello trova spazio il Civico Museo Storico-Archeologico dedicato alla civiltà dell’olio e del vino, un’istituzione museale che raconta il legame inscindibile tra Massafra, il suo territorio delle gravine e le antiche tradizioni economiche e culturali. Il percorso museale è articolato in macro-tematiche che spaziano dalla storia della civiltà rupestre del territorio delle gravine al museo del castello stesso, passando per la leggenda locale del mago Greguro e le erbe officinali, fino alla storia della vita castellare. L’allestimento contemporaneo utilizza tecnologie multimediali e installazioni illuminotecniche per creare esperienze altamente emozionali durante la visita, rendendo la fruizione del patrimonio culturale coinvolgente e accessibile. Questo approccio museografico «cuce insieme i diversi argomenti in un’unica narrazione che connetta il patrimonio culturale e le risorse ambientali» di Massafra con il bene architettonico stesso. Il museo rappresenta un importante strumento per comprendere come l’olio e il vino siano stati protagonisti nella storia economica e culturale della regione, con la produzione agricola che ha sostenuto le comunità rurali nei secoli.
Come arrivare e informazioni pratiche
Il castello si trova nel centro storico di Massafra, in località lo Pizzo, facilmente raggiungibile a piedi dal centro urbano. Massafra è situata in provincia di Taranto, in Puglia, a circa metà strada tra il capoluogo di provincia e Matera. L’accesso al castello è garantito via Lo Pizzo 38. Per i visitatori con difficoltà motorie, il moderno ascensore installato negli ultimi restauri facilita l’accesso ai vari livelli della struttura. Il castello domina panoramicamente la gravina sottostante, creando una cornice spettacolare: dalle terrazze superiori lo sguardo si apre sull’altopiano delle Murge a nord e, nelle giornate limpide, è possibile intuire la costa ionica a sud. Questo panorama rappresenta uno dei motivi per cui Massafra fu premio ambito per i governanti successivi nel corso dei secoli.
Un monumento ancora vivo e misterioso
Nonostante i restauri conservativi effettuati, il Castello di Massafra custodisce ancora segreti: molte stanze rimangono inesplorate, chiuse da detriti e macerie, aggiungendo un elemento di scoperta affascinante. Secondo la tradizione popolare esisterebbero passaggi segreti e persino una galleria che colleggherebbe il castello al mare, ipotesi che alimenta l’atmosfera di mistero che circonda la fortezza. Nel 2007 il castello è stato raffigurato come simbolo della città di Massafra in un francobollo emesso il 13 aprile, riconoscimento che sottolinea l’importanza di questo monumento nell’identità collettiva della comunità. Visitare il Castello di Massafra non significa soltanto ammirare un’opera di architettura medievale, ma immergersi in una narrazione stratificata di dominazioni, trasformazioni e continuità culturale che ha plasmato la civiltà pugliese nel corso di quasi mille anni.
