Il Castello Aragonese di Taranto: un simbolo di storia millenaria da scoprire con i bambini

Il Castello Aragonese di Taranto, noto anche come Castel Sant’Angelo, è molto più di una semplice fortificazione: è il simbolo vivente della città pugliese e una finestra aperta su millenni di civiltà. Situato in Piazza Castello presso il celebre Ponte Girevole, il castello sovrasta le acque del canale navigabile offrendo ai visitatori un’esperienza indimenticabile, soprattutto quando condivisa con i bambini che rimangono affascinati da torri, cortili e storie di epoche lontane.

Un palinsesto di tremila anni: dalle origini greche al Rinascimento aragonese

Le fondamenta del Castello Aragonese poggiano su un autentico palinsesto straordinario di civiltà. Sotto le imponenti mura aragonesi si trovano tracce di strutture greche risalenti al IV-III secolo a.C., seguite da fortificazioni bizantine edificate intorno al X secolo per proteggere l’abitato medievale. Successivamente, i Normanni, gli Svevi e gli Angioini costruirono una loro fortezza nello stesso luogo, caratterizzata da torri alte e sottili.

Il miglioramento dell’artiglieria nel XV secolo rese però i castelli medievali obsoleti: le sottili mura non potevano più resistere contro i cannoni degli attaccanti. La conquista di Otranto da parte dei turchi nel 1480 dimostrò chiaramente che questo tipo di fortificazione era ormai inadeguato. Per questa ragione, il re di Napoli Ferdinando d’Aragona decise di rinforzare le difese costiere e affidò il progetto di ricostruzione al grande architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

L’opera aragonese: una fortezza moderna per il Cinquecento

Ricostruito tra il 1487 e il 1492, il nuovo castello aveva una forma vagamente simile a quella di un aquilone con 5 torrioni rotondi, posti agli angoli della costruzione. I torrioni erano denominati San Cristoforo, San Lorenzo, Sant’Angelo (verso il canale navigabile), Annunziata e Bandiera (verso la città vecchia). Torrioni e mura avevano la stessa altezza di 20 metri e uno spessore di circa 7 metri per i torrioni e 8 metri per le mura, progettati per resistere ai cannoni.

Verso il Mar Grande fu aggiunto anche un puntone triangolare, chiamato impropriamente rivellino, per migliorare la capacità di difesa del fossato, che fu ampliato dagli aragonesi fino a raggiungere una larghezza di 25 metri. Nel 1502, gli Spagnoli che subentrarono agli Aragonesi completarono la costruzione ampliando ulteriormente il fossato fino a 63 metri di larghezza, rendendo la fortezza praticamente inespugnabile.

Dalla gloria militare alla prigionia di Alexandre Dumas

Dopo essere stato per quasi un secolo il centro della difesa di Taranto, il castello respinse con successo l’assalto turco nel 1594 comandato dall’ammiraglio Cicala, dimostrando l’efficacia delle sue difese. Tuttavia, col passare dei secoli, divenne progressivamente obsoleto e fu convertito a caserma e prigione.

È in questo ruolo che il castello entró nella leggenda: tra il 1799 e il 1800, il generale francese Alexandre Dumas (padre dello scrittore) fu imprigionato nella fortezza dopo che la sua nave, danneggiata, cercò riparo nel porto di Taranto. La prigionia durò 16 mesi e, secondo la tradizione letteraria, ispirò il racconto che suo figlio Alexandre trasformò nel celebre romanzo «Il Conte di Montecristo». Con Dumas fu imprigionato anche il generale Jean-Baptiste Felix de Manscourt du Rozoy, catturato nella stessa circostanza.

Dal Medioevo al presente: le trasformazioni del castello

Nel 1883, il castello subì modifiche significative: la torre di San Angelo fu demolita per permettere la costruzione del Ponte Girevole (detto anche Ponte di San Francesco di Paola), che avrebbe collegato il borgo antico con la città nuova. Altre due torri furono anch’esse demolite per l’ampliamento del canale navigabile. Da allora, il castello presenta quattro torrioni principali, invece dei cinque originali.

Nel 1887, la struttura divenne sede della Marina Militare Italiana, che ne è custode tuttora. A partire dal 2003, la Marina Militare ha intrapreso un sistematico lavoro di restauro degli interni sotto la supervisione della Sovrintendenza ai beni Archeologici e Architettonici. Durante questi lavori sono state riportate alla luce numerosi reperti dei diversi periodi, tra cui una moneta dell’epoca di Federico II e un’altra risalente alla prigionia di Dumas.

Cosa vedere all’interno: un viaggio attraverso la storia

Entrando nel castello, i visitatori incontrano subito la splendida Cappella di San Leonardo, probabilmente progettata da Francesco Di Giorgio Martini nel XVI secolo. Secondo la tradizione, qui è stato celebrato il matrimonio tra la Principessa di Taranto Maria d’Enghien e Ladislao, re di Durazzo e primo re di Napoli.

L’interno del castello rivela un ampio cortile centrale, sale dalle volte a botte che ospitavano le baracche militari, la cosiddetta «scala reale» utilizzata dai regnanti in visita, e numerosi ambienti dotati di cannoni originari. Particolarmente affascinante per i bambini è la sala delle torture, con il grande buco che attraversa la volta: aveva il compito di amplificare le urla dei torturati per terrorizzare gli altri prigionieri.

Durante la visita guidata viene proiettato un filmato che racconta la storia della fortezza e illustra le varie sezioni della costruzione. Le precedenti strutture greche, bizantine e normanno-svevo-angioine sono ancora leggibili e visibili durante il tour. Una delle esperienze più suggestive è la camminata sulle mura esterne, da dove si gode un paesaggio incredibile sul mare azzurro e sulla struttura del Ponte Girevole.

Orari e come visitare

Il Castello Aragonese è aperto al pubblico gratuitamente tutti i giorni dell’anno, incluse le festività. L’accesso è consentito solo tramite visite guidate gratuite organizzate dalla Marina Militare. Le visite si svolgono in più turni durante la giornata: le principali fasce orarie sono la mattina dalle 9:00 alle 13:00 e il pomeriggio dalle 14:00 alle 20:00, con visite guidate che partono ogni ora circa. Gli orari specifici includono turni alle 9:30, 11:30, 16:00, 18:00 e 20:00, con una durata di poco più di un’ora. Sono disponibili anche visite serali (18:00 e 20:00) che offrono vedute suggestive del tramonto e dell’illuminazione notturna del monumento.

La visita è completamente gratuita, così come le guide ufficiali fornite dalla Marina Militare. Per prenotazioni e informazioni è possibile contattare il numero 099 7753438 oppure inviare un’email a infocastelloaragonese@libero.it. Le visite guidate gratuite per gruppi particolarmente numerosi devono essere prenotate con preavviso di almeno 48 ore.

Come arrivare e informazioni pratiche per famiglie

Il castello è situato in Piazza Castello presso il Ponte Girevole nella Città Vecchia di Taranto. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, le linee bus 1/2, 601 e 8 hanno fermate presso Castello Aragonese-Ponte Girevole. È disponibile anche il collegamento ferroviario tramite la stazione locale.

Si consiglia di indossare scarpe comode poiché la visita prevede la salita di scale e il percorso su sezioni inclinate, oltre a tratti all’aperto. La visita è accessibile a famiglie con bambini, anche se è importante prestare attenzione nelle aree con scale ripide e nei punti panoramici. Sono presenti rampe e ascensori che permettono l’accesso a gran parte delle aree visitabili, sebbene alcune aree storiche come le torri o le parti sotterranee potrebbero non essere accessibili a persone con mobilità ridotta per la presenza di scale o passaggi stretti.

Si consiglia di scegliere orari nelle fasce diurne se sensibili ai luoghi poco illuminati, sebbene gli orari serali (18:00 e 20:00) offrano vedute particolarmente suggestive. Prima della visita è utile contattare l’amministrazione del castello per eventuali aggiornamenti sull’accessibilità e per assicurarsi che l’esperienza sia conforme alle esigenze della famiglia.

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