La Chiesa di San Francesco è una delle testimonianze più rilevanti della spiritualità e dell’architettura religiosa di Castellaneta, con origini che risalgono al Quattrocento. Situata in Via San Francesco, 138, la chiesa sorge nel quartiere contrada Fontanelle, così denominato per la presenza di numerosi pozzi e sorgenti naturali. Un complesso architettonico che riassume in sé il percorso spirituale della comunità castellanetana attraverso i secoli.
Le origini medievali e lo sviluppo del complesso monastico
La prima documentazione della chiesa di San Francesco risale al 1463, quando l’edificio fu realizzato grazie al contributo economico dei cittadini e dell’Università di Castellaneta. Pochi anni dopo, nel 1471, ebbe inizio la costruzione del convento adiacente, destinato a ospitare i frati francescani. L’insediamento religioso rappresentò un importante polo di spiritualità non solo per la città, ma anche per il territorio circostante, in linea con la missione dei Francescani di porsi al servizio delle comunità attraverso la predicazione e l’assistenza caritativa.
La collocazione del complesso, originariamente a una distanza di circa un miglio dal centro urbano, rispecchiava una scelta deliberata dell’Ordine Francescano: vivere al margine della città, senza distaccarsi completamente da essa. Questo equilibrio caratterizza ancora oggi la relazione tra il convento e il tessuto urbano castellanetano.
Trasformazioni architettoniche tra il Seicento e il Settecento
Agli inizi del Seicento, dopo la riforma francescana, il complesso edilizio subì una profonda ristrutturazione e ampliamento. La data del 1609 è incisa tra i due archi a destra della chiesa e testimonia questo importante intervento di rinnovamento. Nel corso della seconda metà del XVII secolo, la chiesa conobbe ulteriori modifiche, che le conferirono l’assetto generale che è possibile ammirare ancora oggi.
L’architettura interna riflette i principi tipici delle chiese degli Ordini Mendicanti, caratterizzate da uno spazio interno a sala facilmente percorribile dai fedeli, con copertura a tetto con travi di legno a vista. Questa configurazione sottolinea la semplicità e l’accessibilità della fede francescana, evitando gli elementi di ostentazione presenti in altre tipologie di chiese.
L’interno: arte e devozione tra tre navate
L’interno della chiesa è articolato in tre navate, uno spazio che facilita la partecipazione della comunità ai riti liturgici. Il fulcro del complesso è l’altare maggiore, una straordinaria opera in legno dorato attribuita a fra Francesco Maria da Gallipoli, realizzata intorno al 1697. Lo stesso maestro intagliò il tabernacolo, oggi conservato all’interno del convento. La tela centrale dell’altare è opera di fra Giacomo Diso da Galatina, contemporaneo della scultura lignea.
Lungo la navata sinistra si allineano altari lignei della metà del Seicento, dedicati a Sant’Antonio da Padova, attribuiti a fra Giuseppe da Soleto. Sul primo di essi spicca una tela firmata da fra Francesco da Martina, opera della prima metà del XVII secolo. La navata destra conserva una tela del primo altare attribuita a fra Giacomo da San Vito, sempre del medesimo periodo. Questi insegnamenti artistici testimoniano come all’interno delle comunità religiose francescane fossero presenti maestri di notevole talento artistico.
Gli affreschi: la decorazione parietale di fra Ludovico da Gioia
Le pareti della chiesa sono quasi completamente rivestite di affreschi, elemento che sottolinea l’intenzione di trasformare lo spazio interno in una vera e propria catechesi visiva. Cinque pannelli dipinti sormontano gli archi della navata centrale, raffigurando episodi cruciali della vita di Maria e di Gesù: la Nascita di Maria, la Visitazione, la Nascita di Gesù, l’Arrivo dei Tre Re Magi e la Circoncisione. Negli spazi superiori si riconoscono i dodici Apostoli, l’Annunciazione e San Francesco in compagnia di altri santi.
La complessa decorazione vegetale che riempie le superfici rimanenti, caratterizzata da una raffinata composizione di foglie, palmette, frutti e fiori, è stata realizzata nel 1708 dal frate Ludovico da Gioia. Questa opera rappresenta uno degli ultimi significativi interventi decorativi della chiesa, che conclude il processo di arricchimento artistico iniziato secoli prima.
Come arrivare e informazioni pratiche
La chiesa è situata in Via San Francesco, 138, facilmente raggiungibile nel centro storico di Castellaneta. Il complesso dispone di un parcheggio accessibile e l’ingresso è accessibile in sedia a rotelle, garantendo l’inclusività per tutti i visitatori. Le messe vengono celebrate secondo gli orari feriali alle ore 18:30 e nei giorni festivi alle ore 10:30 e alle ore 18:30, permettendo ai fedeli e ai visitatori di partecipare alla vita liturgica della comunità.
Oltre il culto: il valore culturale e spirituale
La Chiesa di San Francesco non rappresenta soltanto uno spazio di culto, ma costituisce anche un centro attivo di attività culturali e sociali. Nel corso dell’anno vengono organizzati eventi regolari, mostre d’arte e concerti che attirano persone di ogni età e interesse, consolidando il ruolo della chiesa come ponte tra la tradizione religiosa e la contemporaneità. L’atmosfera tranquilla e spirituale del luogo offre ai visitatori una pausa significativa dalla frenesia della vita moderna, invitando alla riflessione e al contatto con le proprie radici culturali e spirituali.
Visitare la Chiesa di San Francesco rappresenta un’occasione per comprendere il ruolo che la spiritualità ha giocato nella storia di Castellaneta e come l’arte, nella sua molteplicità di forme, sia stata nel corso dei secoli al servizio della fede e della comunità. Ogni elemento dell’edificio, dalle linee architettoniche agli affreschi parietali, racconta una storia di dedizione, talento artistico e profonda convinzione religiosa che continua a ispirare e a commmuovere chi varca la sua soglia.
