La Basilica di San Martino di Martina Franca rappresenta uno scrigno di tesori artistici, dove ogni elemento decorativo narra una storia di maestria artigianale e devozione spirituale. Superando la magnificenza della facciata rococò, l’interno rivela un patrimonio di straordinaria ricchezza, composto da sculture, affreschi e opere in marmo che abbracciano secoli di tradizione artistica.
La scultura monumentale: il gruppo di San Martino
L’elemento di maggior pregio artistico della basilica è indubbiamente il gruppo scultoreo centrale della facciata, raffigurante San Martino che taglia il mantello per donarlo a un povero. Questa composizione, realizzata da Giuseppe Morgese e inserita all’interno di una conchiglia (elemento decorativo caratteristico del rococò), rappresenta un capolavoro della scultura civica martinese. Gli angeli scolpiti adagiati sui lati del frontone e le due grandi statue in marmo bianco poste sui corni completano un linguaggio decorativo di straordinaria eleganza.
La facciata, alta 37 metri e poggiante su una base di 24 metri, è realizzata in pietra calcarea locale e presenta quattro nicchie inferiori contenenti le sculture di San Giuseppe con il Bambinello e il bastone fiorito, San Paolo che regge l’elsa della spada, San Pietro che stringe le chiavi e San Giovanni Battista rivestito di pelle di capra. All’apice dell’arco trionfale campeggia il Cristo benedicente in altorilievo, mentre una luminosa finestra a conchiglia reca la vetrata istoriata con San Martino e il povero, opera eseguita nel 1956 dalla Scuola Superiore d’Arte Sacra Beato Angelico di Milano.
Gli altari policromi e le statue lignee
L’interno della basilica si articola in una navata unica con graziose cappelle laterali decorate da intarsi di marmi policromi. L’altare maggiore, realizzato nel 1773 in marmi policromi secondo lo stile napoletano, rappresenta il cuore della basilica. Su di esso è collocato un paliotto decorato con un bassorilievo in marmo raffigurante il velo della Veronica con il Volto di Cristo, opera attribuita a Giuseppe Sanmartino, il celebre scultore del Cristo velato della Cappella Sansevero di Napoli.
L’altare di Santa Comasia, costruito nel 1764 in stile rococò, presenta la scultura lignea opera di artisti leccesi del XVII secolo. La statua di Santa Comasia, conservata nel suo interno, reca nella mano sinistra una palma (simbolo del martirio) e nella destra un libro, mentre due statue di angeli in marmo si rivolgono verso la nicchia contenente la reliquia. L’altare di Santa Martina, eretto tra il 1770 e il 1775 in pietra rococò, raffigura la santa in atteggiamento ieratico con la palma del martirio nella sinistra e il mantello nella destra.
La cappella della Natività, con balaustra marmorea e altare rococò del 1764, conserva cinque statue lignee della natività realizzate già nell’antica chiesa romanica: la Vergine, il Bambinello Gesù, San Giuseppe e due angeli nei corni. Una mangiatoia con bue ed asinello fu aggiunta all’epoca della costruzione dell’altare.
Il Cappellone del Santissimo Sacramento: affreschi e dipinti
Il corpo di fabbrica del Cappellone del Santissimo Sacramento, databile alla fine del XVIII secolo, rappresenta un capolavoro della decorazione pittorica interna. Gli affreschi dei Quattro Evangelisti, realizzati nel 1785 sui pennacchi della cupola, sono opera del pittore pugliese Domenico Carella (1721-1813), artista di grande fama nella regione. La medesima mano ha dipinto la grande pala d’altare in olio su tela raffigurante L’Ultima cena, datata 1804, che domina lo spazio con la sua monumentalità.
Il battistero e le decorazioni marmoree
Nel vano destro della basilica è collocato il battistero, realizzato nel 1773 da Crescenzo Trinchese. La nicchia presenta vari elementi in marmo bianco con rilievi finemente lavorati. Al centro si eleva il fonte battesimale ottagonale, elegantemente decorato con motivi floreali, che si conclude con il gruppo scultoreo del battesimo di Cristo. Le acquasantiere raffinate completano una ricerca estetica che caratterizza l’intera basilica.
Le statue argentee dei patroni
Nel presbiterio, accanto al Cappellone, è custodito il ricco tesoro della basilica. Spicca la statua in argento di San Martino, alta 210 centimetri, realizzata nell’anno 1700 dall’argentiere napoletano Andrea De Blasio, che impiegò oltre 36 chilogrammi di argento in un’opera che comportò una considerevole spesa di più di duemila ducati. La statua in argento di Santa Comasia, compatrona della città, rappresenta un ulteriore capolavoro dell’arte orafa napoletana.
Una tenue luce dorata permea l’intero ambiente interno, esaltando le pregevoli statue, i preziosi dipinti murali, i putti e le raffinate decorazioni, creando un’atmosfera di straordinaria bellezza spirituale e artistica.
