Il campanile del Duomo di Manduria: architettura gotica e consolidamento storico

Il campanile del Duomo della Santissima Trinità di Manduria è una struttura architettonica affascinante che merita uno studio specifico per comprendere il patrimonio artistico della Chiesa Madre. Incorporato nella costruzione principale tra le navate di destra e il presbiterio, questo elemento non rappresenta una torre libera ma una parte integrante dell’organismo edilizio complessivo del tempio.

Struttura e decorazioni del campanile

Il campanile si distingue per una configurazione a cinque piani sovrapposti, caratterizzata da larghe finestre monofore sostenute e arricchite da colonnine. Altre colonne decorano gli spigoli e le pareti, insieme a balconcini, mascheroni e animali mitologici di un fantastico bestiario. Questa ricchezza decorativa rappresenta un secondo registro di elaborazione artistica della facciata, che richiama altre strutture coeve del Salento, come la guglia di Soleto, frutto dell’eccletismo orsiniano che aveva caratterizzato le terre del Principato nel XV secolo.

Le origini stilistiche del campanile manduriano vanno ricercate in matrici gotiche napoletane. La datazione della struttura risale alla fine del XV secolo, contemporaneamente alla ricostruzione complessiva della chiesa che proseguì fino al 1562. Gli elementi decorativi in carparo, il tufo dorato tipico del Salento, conferiscono al campanile quella particolare tonalità che caratterizza i monumenti religiosi di maggior pregio del Rinascimento salentino.

La crisi statica e il consolidamento del 1926

Il campanile ha attraversato una fase critica nel corso del Novecento che ha rischiato di comprometterne l’esistenza. Nel 1910 la struttura ha iniziato a mostrare segni evidenti di cedimento. Nel 1920 il sovrintendente Quagliati ordinò la demolizione di un brutto cupolino ottocentesco che gravava sulla sommità della torre. Tuttavia, le problematiche strutturali proseguirono: nel 1925, per il pericolo imminente di crollo, il prefetto dispose l’abbattimento della struttura.

Fu a questo punto che intervenne la comunità di Manduria. Il provvedimento di demolizione fu revocato a furor di popolo, determinando una decisione storica che salvaguardò il monumento. Nel 1926-27 l’ingegnere Dimitri di Manduria effettuò importanti lavori di consolidamento statico che garantirono la stabilità della torre. Questi interventi risolutivi hanno permesso al campanile di giungere ai giorni nostri come testimone silenzioso di cinque secoli di storia architettonica manduriana.

Funzione decorativa e ruolo liturgico

A differenza di altri campanili che fungono da strutture emergenti nell’orizzonte urbano, quello del Duomo di Manduria svolge una funzione primariamente decorativa e liturgica, integrata nella composizione complessiva del tempio. La sua posizione incassata tra le navate conferisce al monumento una coherenza compositiva dove il campanile dialoga costantemente con gli altri elementi architettonici, dal rosone alla facciata rinascimentale del 1532.

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