Le gravine offrono percorsi di trekking emozionanti per esplorare paesaggi naturali unici nel cuore della Murgia tarantina. Nel territorio della provincia di Taranto si contano oltre sessanta gravine, molte delle quali incluse nel Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, istituito nel 2005. Queste incisioni carsiche si estendono da Ginosa a Grottaglie, offrendo un’esperienza escursionistica che combina bellezza naturale, biodiversità straordinaria e testimonianze storiche di insediamenti rupestri medievali.
Le principali gravine per il trekking
La Gravina di Laterza rappresenta il gioiello più spettacolare del parco. Con un’estensione di oltre 12 chilometri e pareti che superano i 200 metri di altezza, è uno dei canyon più grandi d’Europa. Il canyon ha un originale decorso meandriforme caratterizzato da muraglioni di roccia levigata disseminati di innumerevoli cavità. L’Oasi LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) gestisce un’area protetta all’interno della gravina, dove è ideale sia per trekking sui sentieri superiori che per escursioni più impegnative nel fondo della gravina.
La Gravina di Ginosa offre un’esperienza diversa, distinguendosi per la possibilità di scendere nell’alveo della gravina e visitare gli antichissimi villaggi rupestri medievali, come il suggestivo villaggio di Rivolta. Un itinerario combinato tra la Gravina di Laterza e quella di Ginosa prevede un totale di circa 15 chilometri, percorsi lungo il ciglio della gravina di Laterza e nella gravina di Ginosa con sentieri e strade di campagna.
La Gravina di Castellaneta presenta un livello di difficoltà medio-impegnativo e rappresenta una sfida stimolante per chi possiede già esperienza in trekking. La Gravina di Palagianello si distingue per le sue aree pic-nic attrezzate e sentieri ben segnalati, rendendola particolarmente accessibile per famiglie e escursionisti di tutti i livelli.
La Gravina di Riggio a Grottaglie ospita la cascata naturale, elemento straordinario che la rende unica in tutta la regione pugliese. La cascata precipita per 15 metri, creando uno spettacolo suggestivo soprattutto durante i periodi autunnali e invernali quando le abbondanti piogge alimentano il flusso d’acqua.
Tipologie di percorsi e difficoltà
I percorsi trekking nel parco si suddividono in due versioni principali. La versione semplice segue la sentieristica panoramica sul crinale della gravina, mentre la versione più impegnativa intercetta l’alveo attraverso tracce di sentiero sul pendio. Tale flessibilità consente a ciascun visitatore di scegliere il grado di difficoltà più idoneo alle proprie capacità.
L’escursione più popolare è il trekking lungo il ciglio della Gravina di Laterza, un percorso di circa 9-12 chilometri che richiede circa 4 ore di cammino e presenta una difficoltà media. Questo itinerario consente di attraversare la macchia mediterranea e il bosco di fragno, passando accanto alla Grotta Croce e godendo di viste panoramiche continue. Il trekking lungo il ciglio della gravina rimane un’esperienza adatta a famiglie e escursionisti medi, con difficoltà calcolata come 50% turistica e 50% escursionistica.
Per i trekker più esperti e allenati, sono disponibili escursioni guidate che scendono fino al fondo del canyon. Questi percorsi durano circa 6 ore, coprono una distanza complessiva di circa 7 chilometri e regalano la prospettiva unica di camminare tra le imponenti pareti di roccia bianca levigata dall’acqua.
Il Sentiero n.3 dell’Oasi LIPU di Laterza è uno dei percorsi più noti: circa 11 chilometri che costeggia il bordo della gravina, permettendo di ammirare il canyon e la vegetazione circostante. L’itinerario escursionistico più popolare intorno a Ginosa e Laterza è il Giro della Gravina di Laterza, un sentiero di 18,2 chilometri che richiede circa 5 ore per essere completato e offre ampie viste sulla gravina.
Flora e fauna straordinaria
La ricchezza naturalistica del Parco Terra delle Gravine è straordinaria. Le consistenti altezze delle pareti rocciose hanno favorito la creazione di un microclima particolare che garantisce una biodiversità unica. Il parco è caratterizzato da un’alta concentrazione di insediamenti rupestri e siti archeologici, nonché da una ricca vegetazione con specie endemiche di origine balcanica come il Fragno (quercia) e la Campanula Versicolor.
La fauna è altrettanto impressionante: è possibile osservare il raro avvoltoio capovaccaio, gufi reali, barbagianni e altri rapaci, nonché istrici, cinghiali e volpi. La diversità di fiori selvatici lungo i percorsi è notevole, così come l’occasione di avvistare piccole lucertole e ascoltare il ronzio degli insetti. In primavera la macchia mediterranea è particolarmente rigogliosa con la presenza di piante aromatiche come timo e rosmarino, mentre caratteristici sono gli ulivi pluricentenari che conferiscono un aspetto fiabesco ai sentieri.
Orari, accesso e costi
Le gravine sono generalmente visitabili durante le ore diurne, ma è consigliabile contattare direttamente l’Oasi LIPU o il Parco Terra delle Gravine per verificare orari specifici di apertura e eventuali restrizioni stagionali. Il centro visite dell’Oasi LIPU della Gravina di Laterza rappresenta il punto di riferimento principale per i visitatori e per avere informazioni sugli itinerari disponibili.
Per quanto riguarda i costi, gli accessi dai ponti e dalle terrazze che sovrastano le gole sono generalmente liberi. Numerosi operatori privati offrono escursioni guidate con prezzi variabili: le escursioni gestite da cooperative locali prevedono quote di circa 15 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini (8-13 anni). Per la Gravina di Riggio, alcuni tour organizzati prevedono tariffe minime attorno ai 2 euro a persona, mentre escursioni private richiedono un compenso di circa 100 euro per gruppo (massimo 15 persone).
Le escursioni guidate rappresentano il modo più pratico e sicuro di entrare in questo ambiente, che comunque presenta difficoltà data la presenza di strapiombi non indifferenti. Visite guidate alle chiese rupestri e ai villaggi rupestri sono disponibili su prenotazione presso gli info point turistici locali.
Come raggiungere le gravine
Le gravine si trovano nell’entroterra tarantino, nella provincia di Taranto, comprese tra l’altopiano delle Murge e il Mare Jonio. Sono facilmente raggiungibili dai comuni della zona: Massafra (circa 20 km a nord di Taranto), Laterza, Ginosa, Castellaneta, Mottola e gli altri paesi inclusi nel parco.
La Gravina di Laterza è facilmente raggiungibile da Taranto, distante circa 50-60 km in direzione nord-ovest. Si consiglia di viaggiare in auto verso il comune di Laterza, dove si trovano i principali accessi al sito e il centro visite dell’Oasi LIPU. La Gravina di Riggio si trova a Nord-Ovest di Grottaglie. Da Grottaglie, si esce sulla strada per Martina Franca e, poco fuori l’abitato, a un bivio all’altezza di alcune villette, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per la gravina di Riggio.
Migliori stagioni e preparazione
La primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) sono i periodi ideali per visitare le gravine, con temperature moderate e condizioni asciutte per il trekking. Durante l’estate l’afflusso di turisti aumenta, sebbene questa sia la stagione balneare per frequentare Marina di Ginosa. L’estate può essere calda, soprattutto al fondo delle gravine, mentre l’inverno è meno adatto per escursioni impegnative. In inverno è consigliabile controllare le condizioni dei sentieri prima di partire, mentre nella stagione umida da novembre a marzo il corso d’acqua è attivo e più visibile.
Per un’esperienza indimenticabile è essenziale indossare scarpe da trekking comode e robuste, in grado di affrontare terreni sterrati e rocciosi. Sono fondamentali dato l’impervia natura dei sentieri, preferibilmente con buona aderenza per affrontare eventuali tratti rocciosi e roccia affiorante. Si consiglia di indossare abbigliamento comodo e a strati, specialmente nelle spalle, poiché anche in primavera le escursioni impegnative possono generare variazioni termiche significative.
Indispensabile portare acqua in abbondanza (soprattutto nei mesi più caldi), protezione solare e una fotocamera o smartphone per catturare i panorami. È consigliabile indumenti per eventuali cambiamenti meteorologici, cappellino o berretto per proteggersi dai raggi solari, crema solare ad alta protezione e uno spray anti-insetti. Per un’escursione impegnativa portare snack energetici e un pranzo al sacco.
Durante la visita è imperativo rispettare la natura, non lasciare rifiuti e seguire esclusivamente i sentieri tracciati per evitare di danneggiare l’habitat delicato. È sempre consigliabile informare qualcuno dei piani di escursione e dell’orario previsto di rientro. Per le gravine situate su proprietà privata, come la Gravina di Riggio, è consigliato visitarle esclusivamente attraverso guide specializzate che hanno l’autorizzazione dei proprietari.
Villaggi rupestri e patrimonio culturale
Le gravine del Tarantino ospitano un patrimonio straordinario di chiese rupestri affrescate e villaggi medievali scavati nella roccia. Da almeno tre millenni, l’uomo ha trasformato le pareti calcaree scavando abitazioni, chiese e insediamenti rupestri. Grotte naturali, frequentate fin dal Paleolitico e abbandonate poi in età classica, tornarono ad essere popolate a partire dall’Alto Medioevo da comunità religiose di monaci italo-greci e benedettini, oltre che da gruppi di agricoltori e pastori.
La visita dal ciglio è possibile quasi ovunque dai borghi principali, con accessi liberi dai ponti e dalle terrazze che sovrastano le gole. Gli Uffici Turistici dei comuni forniscono informazioni dettagliate su sentieri, chiese rupestri visitabili e organizzano periodicamente escursioni guidate. Sono disponibili itinerari di diverse lunghezze e difficoltà, dai percorsi facili su tracciati ciclopedonali attrezzati anche per disabili ai trekking più impegnativi per appassionati.
