Il Ponte Girevole di Taranto, simbolo iconico della città, si prepara a una trasformazione radicale che andrà oltre il semplice restauro. La Marina Militare, quale soggetto attuatore, ha deciso per una sostituzione integrale della struttura inaugurata nel 1958, un’opera che rappresenta il passaggio definitivo dal consolidamento ai margini verso una rigenerazione strutturale completa. Dopo decenni di interventi parziali e rinvii, la decisione per la completa ricostruzione segna una svolta nelle strategie di intervento sulle infrastrutture critiche della città.
Il progetto, commissionato al prestigioso ingegnere Massimo Majowiecki, specializzato in strutture d’acciaio non convenzionali, rappresenta un’evoluzione tecnologica significativa rispetto alla precedente generazione di ponti. La nuova struttura sarà realizzata in acciaio zincato e verniciato con una forma a nido d’ape del peso di 1470 tonnellate, concepita per supportare carichi pesanti inclusi i futuri autobus del sistema Brt e per resistere alla corrosione marina con caratteristiche superiori all’attuale impalcato.
Un elemento distintivo del nuovo ponte sarà l’implementazione di un “gemello digitale”, un sistema di monitoraggio predittivo mediante sensori dedicati che permetterà agli ingegneri di prevedere fenomeni di fatica nei materiali e intervenire preventivamente. Questa innovazione digitale conserverà la storia tensionale dell’infrastruttura, trasformando il Ponte Girevole in un’opera monitorata continuamente attraverso tecnologie smart che garantiranno interventi tempestivi e una gestione più efficiente delle risorse manutentive.
Sul piano funzionale, il nuovo ponte integrerà anche spazi pubblici innovativi: oltre al traffico automobilistico, includerà piste ciclabili dedicate e passaggi pedonali separati con barriere dal traffico veicolare. Le carreggiate pedonali saranno ritraibili per non interferire con il passaggio delle grandi unità navali, mantenendo la capacità portuale del canale navigabile. Una volta operante, i meccanismi di apertura e chiusura saranno ottimizzati per interrompere il traffico urbano per soli pochi minuti durante il transito di navi.
La fase costruttiva rappresenta una sfida ingegneristica di rilievo. Lo smontaggio del ponte attuale avverrà a ponte aperto: la struttura sarà sezionata in sei blocchi e rimossa utilizzando una chiatta munita di gru, un’operazione strategica che evita di isolare completamente la città. I tempi stimati per lo smontaggio e l’installazione oscillano tra 40 e 60 giorni, durante i quali la viabilità urbana sarà garantita da un ponte galleggiante provvisorio di 18 metri di larghezza composto da cinque piattaforme mobili, posizionato tra la rampa Leonardo da Vinci e la discesa Vasto. Questa struttura temporanea permetterà tre corsie centrali per il traffico veicolare con due aperture giornaliere programmate per il passaggio navale, una soluzione già sperimentata negli anni ’80 e nel 1957.
Il cronoprogramma prevede il completamento della progettazione esecutiva nei primi mesi del 2025, con la pubblicazione del bando di gara entro fine 2026. I lavori di realizzazione dovrebbero avviarsi nel 2027, con l’inaugurazione della nuova struttura prevista nel 2028. L’opera, finanziata da un investimento complessivo di 25 milioni di euro attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), rappresenta uno degli interventi infrastrutturali più significativi del decennio per la città tarantina, integrato nel più ampio piano di riqualificazione del centro storico e realizzazione delle linee Brt.
Nonostante l’entusiasmo ufficiale, non mancano critiche da parte della comunità professionale degli architetti e restauratori locali, che contestano la demolizione totale di un’opera considerata patrimonio identitario collettivo. Alcuni esperti richiedono invece un approccio conservativo mediante restauro selettivo e consolidamento delle parti danneggiate, preservando la memoria storica dell’infrastruttura. In alternativa, circolano proposte di realizzare un nuovo ponte levatoio parallelo tra via Roma e via Garibaldi, mantenendo intatto il ponte storico e risolvendo comunque i problemi infrastrutturali della città.
