Le forze di centrodestra della Regione Puglia continuano la mobilitazione contro l’aumento dell’addizionale Irpef deciso dalla giunta Decaro per ripianare il disavanzo della sanità. Secondo quanto riferito dai presidenti dei gruppi regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Misto, i cittadini avrebbero ormai compreso la gravità della misura, che secondo le critiche dell’opposizione avrebbe un impatto pesante sui redditi medio-alti.
Secondo quanto riportato dai rappresentanti dell’opposizione, durante i gazebo organizzati nei giorni scorsi, i pugliesi avrebbero manifestato preoccupazione per l’effetto dell’aumento sulle buste paga, in particolare con riferimento al conguaglio fiscale di dicembre che potrebbe interessare la tredicesima.
L’aumento previsto comporterebbe incrementi mensili che variano a seconda della fascia di reddito: da un minimo di 4 euro al mese per i redditi tra 15 e 28mila euro, fino a oltre 66 euro mensili per chi supera i 50mila euro di reddito annuo. I cittadini con redditi inferiori a 15mila euro sarebbe toccati marginalmente.
L’aumento dell’addizionale regionale è stato deciso dalla Regione Puglia per far fronte al disavanzo di 349 milioni di euro della sanità regionale. Il presidente Decaro ha precisato di aver prima ridotto le spese interne della Regione, tagliando circa 107 milioni di euro dai costi della politica e della macchina regionale.
La raccolta firme annunciata dal centrodestra durante i flash mob rappresenterebbe la prima tappa di una mobilitazione che proseguirebbe nei fine settimana successivi in tutti i Comuni pugliesi, con appuntamenti previsti per i week-end del 6-7 e 13-14 giugno.
Il centrodestra critica il provvedimento sottolineando come la Regione dovrebbe prima individuare eventuali sprechi nel sistema sanitario, anziché scaricare il peso sui cittadini. L’opposizione chiede inoltre una Commissione d’inchiesta sull’aumento del deficit nel biennio 2024-2025.
Il presidente Decaro ha replicato ricordando come l’aumento sia stato una scelta definita obbligata, e ha suggerito che il centrodestra avrebbe dovuto protestare presso il Governo nazionale a Roma, poiché il problema del finanziamento della sanità riguarderebbe tutte le Regioni italiane.
Anche i sindacati avrebbero sollevato preoccupazioni, evidenziando come l’aumento del costo della vita e i salari bassi renderebbero difficile sostenere ulteriori prelievi fiscali, mentre molti cittadini già rinuncerebbero alle cure a causa dei tempi di attesa lunghissimi.
La questione rimane centrale nel dibattito politico regionale, con ricadute dirette anche sui cittadini di Taranto e provincia, dove il tema della sanità rimane particolarmente sensibile data la situazione dell’ospedale San Cataldo e della rete sanitaria territoriale.
