Brogli elettorali a Taranto: udienza preliminare il 21 ottobre per presunti irregolarità al seggio 54

Sarà il gup del Tribunale di Taranto Rita Romano a decidere il 21 ottobre sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità emerse durante lo scrutinio delle elezioni politiche del 25 settembre 2022 nel seggio numero 54 di Taranto. Il sostituto procuratore Mariano Buccoliero avrebbe chiesto il processo per cinque persone: Alessandro Dipino, Maria Grazia Cartini, Federica Trianni, Massimiliano Di Cuia e Vito De Palma.

Le contestazioni, formulate a vario titolo, riguarderebbero presunti reati elettorali e falso ideologico legati all’attribuzione dei voti tra le liste di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Secondo la ricostruzione della Procura, i dati riportati nelle tabelle di scrutinio sarebbero stati alterati con l’attribuzione di 52 voti alla lista Forza Italia, voti che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero invece spettati a Fratelli d’Italia.

Una circostanza che, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto conseguenze dirette sull’assegnazione del seggio parlamentare interessato, determinando l’elezione di Vito De Palma al posto dell’avvocato Marcello Lanotte. Quest’ultimo, assistito dall’avvocato Michele Cianci del Foro di Trani, avrebbe annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento.

Il caso sarebbe nato dall’esposto del forzista Marcello Lanotte: secondo la Digos, nel seggio 54 di Taranto sarebbero stati invertiti i voti, attribuendo a Forza Italia i 213 voti di Fratelli d’Italia (a cui andrebbero le 52 preferenze azzurre). Un’alterazione che, per il gioco dei resti, avrebbe tolto lo scranno parlamentare a Lanotte per assegnarlo a De Palma.

Agli atti ci sarebbero anche gli sms scambiati tra Di Cuia e Dipino. Inizialmente, secondo le contestazioni, il consigliere si sarebbe rammaricato per il seggio perso, ma pochi giorni dopo avrebbe festeggiato il verdetto della Corte d’Appello che proclamava De Palma alla Camera, aprendo di conseguenza a Di Cuia le porte del Consiglio regionale.

De Palma e Di Cuia avrebbero dichiarato la loro estraneità ai fatti.

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