Il Duomo di Manduria, formalmente noto come Chiesa Collegiata della Santissima Trinità, è un capolavoro di architettura gotico-rinascimentale situato nel cuore del centro storico di Manduria. Con i suoi straordinari dettagli artistici, le decorazioni in carparo e gli elementi catalaneggianti, il monumento rappresenta uno dei massimi esempi dell’arte sacra del Rinascimento nel Salento, secondo solo a Lecce per concentrazione e importanza di testimonianze religiose.
Una storia plurisecolare fra Normanni e Rinascimento
Le origini della Chiesa Madre affondano nel periodo normanno. La prima costruzione risale probabilmente all’XI secolo, quando Ruggero il Normanno fondò il nucleo urbano di Casalnuovo (l’antico nome di Manduria), su cui sorgevano già i resti dell’antica città messapica. I leoni stilofori del portale e i resti di pilastri rinvenuti nel presbiterio costituiscono certamente un relitto di questa fabbrica primitiva, testimoniando come l’edificio sacro sia stato costruito letteralmente sopra strati di storia precedente.
Tuttavia, la chiesa che oggi possiamo ammirare è il risultato di profonde trasformazioni avvenute a partire dalla fine del Quattrocento. Una radicale ricostruzione si verificò verso gli ultimi decenni del 1400, quando la Chiesa Matrice fu completamente riedificata secondo lo schema dell’architettura tardo-gotica catalana che dalla Spagna e dalla Provenza, attraverso la Sicilia, si andava diffondendo in tutta l’Italia Meridionale. La costruzione fu avviata nel XV secolo e si concluse probabilmente nel 1562, con successivi rimaneggiamenti che continuarono per tutto il XVI secolo.
La seconda fase della ricostruzione avvenne negli anni Trenta del 1500, quando venne applicato il magnifico portale principale e probabilmente modificata la struttura stessa della chiesa con un ampliamento. Proprio in questo periodo, intorno al 1532, il maestro Raimondo da Francavilla realizzò il magnifico portale rinascimentale e la lunetta, capolavori di scultura e di gusto estetico che tuttora catturano lo sguardo del visitatore.
Caratteristiche architettoniche e decorative
L’architettura della struttura possiede un chiaro impianto romanico su cui si innestano elementi tardo-gotici e catalaneggianti. La pianta è quadrangolare e l’edificio si compone di cinque navate. La navata centrale, con il suo soffitto ligneo a cassettoni che costituisce un elemento di notevole valore artistico, si connette con il presbiterio mediante un’alta abside esagonale.
La facciata è uno degli elementi più spettacolari del monumento. Presenta uno splendido rosone centrale annoverato tra i più belli di tutta la Puglia, circondato da decorazioni raffinate. Il frontone cuspidato con salienti curvilinei riproduce lo stile del Duomo di Ostuni, facendo del monumento manduriano un pendant architettonico di altre chiese costruite fra il Quattrocento e il Cinquecento. Due leoni stilofori scultorei affiancano il portale principale, elementi che rimandano alla tradizione romanica e che rappresentano il legame con la chiesa primitiva dell’XI secolo.
I due comparti laterali della facciata hanno spioventi diritti, creando una dissonanza affascinante rispetto allo stile gotico della facciata principale, che riflette proprio l’evoluzione costruttiva dell’edificio in due momenti storici distinti.
Le altre due navate esterne sono occupate da altari e cappelle comunicanti, con caratteristiche voltine dalle cornici diversamente intagliate nel caldo carparo locale, il tufo dorato tipico del territorio salentino. Questi elementi decorativi hanno fatto pensare a studiosi di architettura se non ad elementi pienamente catalani, almeno a motivi fortemente catalaneggianti.
Il campanile: un monumento nel monumento
All’interno della chiesa, incorporato nella costruzione principale fra le navate di destra e il presbiterio, si trova il campanile, descritto nei documenti storici come “la gran torre della Chiesa”. Questo elemento architettonico è a cinque piani sovrapposti, con larghe finestre monofore sostenute e arricchite da colonnine. Altre colonne decorano gli spigoli e le pareti, insieme a balconcini, mascheroni, animali mitologici di un fantastico bestiario, ricchezze decorative che costituiscono un elemento di singolarità raramente riscontrato in altre torri campanarie del Salento.
Questa straordinaria ricchezza decorativa richiama altre strutture coeve del Salento, come la guglia di Soleto, frutto dell’eccletismo orsiniano dei tempi. Il campanile ebbe una storia avventurosa: nel 1910 dava segni di cedimento, nel 1920 il sovrintendente Quagliati ordinò la demolizione di un brutto cupolino ottocentesco, e nel 1925, per il pericolo imminente di crollo, il prefetto dispose l’abbattimento della struttura. Tuttavia, il provvedimento fu revocato “a furor di popolo”, e nel 1926-27 l’ingegnere Dimitri di Manduria effettuò importanti lavori di consolidamento statico che ne garantirono la stabilità.
Tesori artistici e ornamenti interni
L’interno della chiesa conserva opere di grande valore artistico. Nel soffitto a cassettoni si trovano due bassorilievi raffiguranti San Pietro e San Gregorio, protettore di Manduria. Il presbiterio è stato restaurato nella sua bella architettura seicentesca dagli interventi dell’architetto restauratore Lorenzo Cesanelli negli anni 1938-1940, quando il crollo del soffitto fornì l’occasione per evidenziare aspetti dell’antica architettura.
All’interno si ammira inoltre un pulpito in legno di noce, addossato a una colonna, che reca la data 1608. Il manufatto, eseguito da maestranze locali, è decorato riccamente con cornici, colonnine, capitelli, festoni e motivi floreali. Accoglie riquadrature raffiguranti la Santissima Trinità che incorona la Vergine, San Pietro e San Gregorio, mentre quattro cariatidi a tutto tondo, alate e nude sino alla cintola, rappresentanti le quattro età del mondo o della donna, sostengono il pergamo.
Due cappelloni a pianta ottagonale si fronteggiano simmetricamente: uno a sinistra, dedicato al Santissimo Sacramento e costruito agli inizi del XVIII secolo, e l’altro a destra dedicato a San Gregorio Magno, terminato verso la fine dello stesso secolo. In questi spazi si ammirano grandi tele di pittori napoletani, salentini e manduriani, fra cui spiccano i lavori di Vincenzo Filotico e Pasquale Bianchi.
La vasca battesimale della chiesa, ricavata in un unico blocco di pietra dura locale, è un’opera di straordinaria fattura. Sulla fascia esterna del bordo sono scolpite a bassorilievo, racchiuse da fasce orizzontali e interrotte da scanalature, dieci figure a mezzo busto di Santi e Martiri, con al centro il battesimo di Cristo ad opera di San Giovanni Battista. Questa vasca è sostenuta da una colonna formata da quattro puttini con le mani alzate, in atteggiamento di danza composta, che poggiano su una base quadrata con incisa la data 1534. La stessa data e certe assonanze stilistiche fanno ragionevolmente pensare a Raimondo da Francavilla come autore di questa straordinaria opera scultorea.
Orari di apertura e come organizzare la visita
Il Duomo di Manduria è aperto al pubblico con orari regolari: dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00. È consigliabile verificare eventuali variazioni legate a celebrazioni liturgiche particolari contattando direttamente la Parrocchia al numero 099 9713663.
La chiesa si trova nel cuore del centro storico di Manduria, facilmente raggiungibile a piedi dalle principali piazze cittadine. È situata in una posizione centrale che consente di integrarla agevolmente in un percorso di visita del patrimonio artistico manduriano. Non è previsto un biglietto di ingresso: si tratta di una chiesa parrocchiale ancora attiva, aperta alla devozione e alla visita culturale. Si consiglia il massimo rispetto durante le celebrazioni liturgiche.
Consigli pratici per la visita
Per apprezzare pienamente il Duomo di Manduria, è consigliabile dedicare almeno un’ora alla visita, suddividendo il tempo fra l’osservazione attenta della facciata esterna (particolarmente suggestiva al tramonto, quando la luce dorata illumina il carparo locale) e l’esplorazione meditata degli spazi interni.
È bene iniziare dall’esterno, osservando il magnifico rosone, i leoni stilofori del portale, le decorazioni del campanile e le diverse fasi costruttive leggibili nella disarmonia stilistica fra la facciata principale e i comparti laterali. Successivamente, entrando in chiesa, si consiglia di soffermarsi su ogni elemento: il soffitto a cassettoni, il pulpito del 1608, la vasca battesimale del 1534, i cappelloni ottagonali con le loro tele dipinte e il presbiterio con l’abside esagonale.
La visita al Duomo di Manduria può essere completata con l’esplorazione del centro storico circostante, dove si trovano il Palazzo Imperiali, il ghetto ebraico di epoca medievale, altre chiese di interesse artistico e le strette viuzze caratteristiche dell’urbanistica medioevale. Per approfondire la storia della città messapica e comprendere il contesto storico in cui il Duomo si colloca, è possibile visitare il Parco Archeologico delle Mura Messapiche e il Fonte Pliniano situati nelle vicinanze.
Si consiglia di indossare un abbigliamento consono al luogo di culto e di evitare le ore centrali della giornata nei mesi estivi per visitare la chiesa nelle condizioni climatiche più confortevoli.
