MArTA: il Museo Archeologico Nazionale che custodisce i tesori della Magna Grecia

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, noto come MArTA, rappresenta una delle istituzioni museali più importanti d’Italia e un capolavoro della ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico. La sua collezione è senza paragoni quando si tratta di testimonianze della Magna Grecia, quella rete di colonie greche che trasformò il Mediterraneo meridionale in un crocevia di civiltà.

Una storia di salvaguardia e crescita

Il MArTA fu istituito nel 1887, un’epoca cruciale per la città di Taranto. La decisione di fondare il museo nacque dall’urgenza di tutelare i reperti archeologici che emergevano durante l’urbanizzazione dell’area a est del Canale Navigabile, con la costruzione del Borgo umbertino. Numerosi scavi hanno riportato alla luce migliaia di oggetti dalle necropoli e dalle città antiche, ma rischiavano di disperdersi. Fu così che l’archeologo Luigi Viola, inviato a Taranto per questa missione, ottenne l’istituzione del museo nell’ex convento dei Frati Alcantarini, detto anche di San Pasquale di Baylon, edificio settecentesco che ancora oggi lo ospita. Nel corso del Novecento, l’edificio è stato ampliato e ristrutturato in più occasioni: una delle trasformazioni più significative avvenne negli anni Trenta-Quaranta, con la realizzazione dell’ala settentrionale, mentre nel 1903 vennero ricostruite le facciate secondo il progetto dell’architetto Guglielmo Calderini.

L’organizzazione del percorso espositivo

Il museo si sviluppa su due piani con un’articolazione complessa: dieci sale al primo piano e quindici al secondo consentono di ammirare collezioni stratificate secondo la cronologia e le tipologie di reperti. Il percorso inizia dal secondo piano, dove vengono mostrate le fasi più antiche della storia dell’insediamento in Puglia, dal Paleolitico e dal Neolitico, proseguendo verso la fondazione della colonia greca e la città classica ed ellenistica. Successivamente, il visitatore scende al primo piano per scoprire i reperti dall’epoca romana fino all’alto Medioevo, tracciando così l’evoluzione urbana, sociale e culturale di Taranto attraverso i secoli. Al piano mezzanino è custodita anche una collezione di quadri di stampo religioso, donati nel 1909 dal vescovo di Nardò Monsignor Giuseppe Ricciardi, che includono opere ascrivibili alla scuola di Luca Giordano e di altri maestri napoletani del XVII e XVIII secolo.

Gli Ori di Taranto: gioielli di incomparabile bellezza

Tra tutti i tesori custoditi dal MArTA, gli Ori di Taranto rappresentano il pinnacolo della collezione. Si tratta di una straordinaria raccolta di gioielli risalenti all’epoca della Magna Grecia, che comprende anelli, bracciali, collane, diademi e corone. Questi manufatti testimoniano una tradizione orafa di straordinaria abilità tecnica: ogni pezzo rivela un lavoro artigianale raffinato e la ricchezza della società greca d’Italia. Un esempio particolarmente celebre è la Corona di Taranto, un diadema in oro decorato con figure di ninfe e satiri che risale al IV secolo a.C. e rappresenta uno dei capolavori assoluti dell’arte orafa greca. L’importanza di questi oggetti è tale che frequentemente vengono prestati a musei internazionali per esposizioni e mostre di respiro mondiale.

Sculture e capolavori dell’arte greca

Accanto agli ori, il museo espone sculture di notevolissimo valore artistico. Tra le più significative si trovano le Veneri di Parabita, esemplari raffinati della scultura femminile greca, e lo Zeus di Ugento, una straordinaria statue bronzea risalente intorno al 530 a.C. che incarna la maestria della fusione e della configurazione delle forme divine. Altre opere notevoli includono rappresentazioni di Afrodite che colpiscono per grazia e bellezza, nonché sculture che riflettono la ricchezza del pantheon religioso greco e le connessioni spirituali della comunità tarantina con il mondo ellenico.

La ceramica: vasi, anfore e la vita quotidiana

La collezione di ceramiche del MArTA è altrettanto impressionante e fornisce una panoramica completa dell’evoluzione della produzione ceramica greca. Le sale dedicate accolgono vasi, anfore, crateri e kylix provenienti da corredi funerari, molti dei quali decorati con scene mitologiche e scene di vita quotidiana. Questi reperti non sono semplici oggetti decorativi, ma sono fonti preziose di informazione sui culti funerari, sulla mitologia, sugli scambi commerciali e culturali tra le colonie greche e le popolazioni autoctone del territorio ionico. La varietà degli stili—dall’arcaico al classico—consente di tracciare l’evoluzione artistica nell’arco di diversi secoli.

Contatti pratici: orari, tariffe e come visitare

Il MArTA si trova in Corso Cavour al civico 10, nel cuore di Taranto. Il museo è aperto dal martedì alla domenica con orario continuato dalle 8:30 alle 19:30 (la biglietteria chiude alle 18:45). La prenotazione online è fortemente consigliata per evitare assembramenti e garantire l’accesso prioritario. Il biglietto di ingresso per adulti costa 10 euro; è prevista una tariffa ridotta di 2 euro per i giovani dai 18 ai 25 anni, mentre l’accesso è gratuito per i minori e per le categorie protette secondo la normativa vigente. La prima domenica di ogni mese l’ingresso è completamente gratuito per tutti i visitatori. Gli studenti accompagnati dagli insegnanti con autorizzazione della scuola possono accedere gratuitamente. Il museo è accessibile alle persone con disabilità motoria e dispone di sale didattiche dedicate alle attività per scuole, famiglie e adulti.

Informazioni per la visita consigliata

Per una visita completa e consapevole è consigliabile dedicare almeno due ore al museo. Una prenotazione online è raccomandata, in particolare durante i periodi di alta stagione turistica. Il biglietto può essere acquistato anche direttamente in loco mediante carta di credito o di debito. Il museo non accetta pagamenti in contanti all’ingresso. Nel contesto della visita a Taranto, il MArTA si integra perfettamente con altri siti di interesse storico, come il Tempio di Poseidone nel centro storico, che con le sue colonne doriche rappresenta una tra le testimonianze più antiche dell’epoca della Magna Grecia. Spesso il museo ospita anche mostre temporanee di grande respiro internazionale che ampliano l’esperienza di visita e offrono approfondimenti tematici specializzati.

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