Fauna delle Gravine del Tarantino: Un Ecosistema di Straordinaria Biodiversità

Le gravine del Tarantino non sono soltanto paesaggi suggestivi di canyon rocciosi e chiese rupestri: rappresentano un ecosistema di straordinaria complessità biologica, dove convivono centinaia di specie animali che hanno trovato nelle loro profondità un habitat privilegiato di sopravvivenza. Il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, istituito nel 2005, protegge quest’area che si estende per quasi 28 mila ettari tra le province di Taranto, Brindisi e Matera, riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) nell’ambito della rete Natura 2000.

Questo ecosistema unico, caratterizzato da canyon profondi da 70 a 200 metri riccamente boscati e percorsi da piccoli corsi d’acqua, offre una molteplicità di microambienti differenti. La fauna presente testimonia un delicato equilibrio evolutivo che risale a ere geologiche lontane, quando la forma e la geologia di questi paesaggi permettevano il passaggio di specie tra il Mediterraneo, il continente europeo e i Balcani.

L’Avifauna: Regno dei Rapaci e delle Specie Migratrici

Il mondo delle gravine tarantine è dominato dagli uccelli. Le specie ornitologiche presenti sono di straordinaria importanza conservazionistica, tanto che le gravine sono state inserite tra le aree IBA (Important Bird Areas) da BirdLife International. Tra i rapaci diurni figurano il Capovaccaio, l’avvoltoio degli egizi che ogni primavera migra dall’Africa per nidificare nei canyon, la Cicogna Nera tornata a nidificare negli ultimi anni, la Poiana, il Biancone e il Gufo Reale. La varietà di falchi è sorprendente: sono presenti il Gheppio, il Nibbio reale, il Nibbio bruno, il Pellegrino, il Grillaio e il Lanario, specie che trovano nelle pareti verticali rocciose i siti ideali per la riproduzione.

Accanto ai rapaci diurni, le gravine ospitano una ricca comunità di rapaci notturni, tra cui il Barbagianni, la Civetta, il Gufo comune e l’Assiolo. Negli ambienti rupicoli trovano rifugio il Passero solitario, la Ghiandaia marina, il Corvo imperiale, la Monachella e lo Zigolo capinero, quest’ultimo di particolare valore biogeografico per il suo areale limitato.

I Mammiferi: Predatori e Erbivori delle Profondità

Le profondità boscate delle gravine ospitano una comunità di mammiferi di notevole interesse biologico. Tra le specie presenti figurano il Tasso, carnivoro diffuso nei boschi della Puglia, la Faina con le sue caratteristiche abitudini notturne, la Volpe, l’Istrice con i suoi aculei inconfondibili, la Donnola e il Gatto selvatico. Questi ultimi due, in particolare, rappresentano testimonianze viventi di una fauna selvatica ancora resiliente malgrado l’intenso sfruttamento agricolo che caratterizza i paesaggi circostanti le gravine.

Durante i mesi estivi, quando la temperatura sulle Murge tarantine raggiunge picchi notevoli, la maggior parte della fauna terrestre si concentra nel fondo delle gravine, dove l’ombra proiettata dalle pareti rocciose e dai boschi di leccio crea condizioni microclimatiche più temperate e umide. Questo comportamento migratorio verticale dimostra come le gravine funzionino come veri e propri rifugi climatici.

Rettili Endemici: Testimonianze del Miocene

Tra le specie animali più affascinanti delle gravine tarantine figurano i rettili di origine balcanica, che rappresentano una testimonianza geologica straordinaria. Il Geco di Kotschy e il Colubro leopardiano sono presenti in Italia esclusivamente in Puglia, e la loro presenza nelle gravine tarantine documenta l’esistenza di un preistorico ponte di terra con la penisola balcanica risalente al periodo del Miocene. Questi rettili non sono relitti casuali, ma veri e propri marcatori biologici di un passato geomorfologico affascinante.

La presenza di rettili endemici e rare specie transadriatiche fa delle gravine tarantine un’area di eccezionale valore zoogeografico, dove è possibile osservare in uno spazio limitato l’effetto delle grandi trasformazioni climatiche e geologiche che hanno modellato il Mediterraneo.

Anfibi: Abitanti delle Acque Temporanee

Il fondo delle gravine, caratterizzato nei mesi più piovosi dalla presenza di raccolte di acqua temporanea, costituisce un habitat ideale per numerose specie di anfibi rari. Tra questi figurano l’Ululone appenninico, l’Ululone dal ventre giallo, il Tritone italico e la Raganella italiana. Questi piccoli vertebrati rappresentano uno dei gruppi più vulnerabili agli ecosistemi, sensibili alle variazioni di umidità e alla qualità dell’acqua. La loro presenza in buone densità nelle gravine testimonia lo stato di relativa conservazione di questi ambienti rispetto ad altre aree della Puglia, dove gli anfibi hanno subito declinazioni drastiche.

L’Ecosistema Stratificato: Dalla Roccia al Bosco

La struttura fisica delle gravine determina una stratificazione ecologica complessa. Dal ciglio della gravina fino al fondo, si osserva un susseguirsi di comunità animali differenti, ognuna adattata alle condizioni specifiche del proprio strato ambientale. I boschi di leccio e quercia che ricoprono i gradoni rocciosi ospitano insetti, uccelli forestali e piccoli mammiferi. Man mano che si scende verso il fondo, gli ambienti umidi delle sponde dei corsi d’acqua accolgono rettili semi-acquatici e anfibi. Le pareti rocciose verticali, infine, sono il dominio incontrastato di uccelli rupicoli e rettili saxicoli.

Questa moltiplicità di microambienti spiega perché le gravine, nonostante occupino un’area territoriale limitata, ospitino una biodiversità comparabile a quella di aree naturali molto più vaste. L’eterogeneità ambientale è la chiave del successo biologico di questi ecosistemi.

Conservazione e Sfide Attuali

Nonostante il riconoscimento formale come area protetta, la fauna delle gravine affronta sfide significative. Le attività antropiche storiche, come il pascolo eccessivo e l’espansione edilizia, hanno alterato gli equilibri naturali e ridotto gli habitat preferenziali di molte specie. Il pascolamento intenso ha determinato la scomparsa di piante erbacee apprezzate dalla fauna erbivora, riducendo le catene alimentari su cui si fondano intere comunità biologiche.

Nel 2005, il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine è stato istituito con l’obiettivo esplicito di tutelare e valorizzare le biodiversità degli ecosistemi presenti. Progetti specifici come il programma “Best” nel contesto della cooperazione europea Interreg hanno promosso azioni pilota di monitoraggio della fauna, della flora e degli ecosistemi naturali. La LIPU gestisce dal 1999 la Gravina di Laterza come oasi protetta, contribuendo alla conservazione di specie di uccelli in via d’estinzione.

Lo stato di conservazione della fauna gravinetica rimane tuttavia un indicatore cruciale della salute ecologica dell’intera provincia tarantina. Proteggere le gravine significa proteggere uno dei rari serbatoi di biodiversità rimasti nella Puglia contemporanea, dove gli ambienti agricoli intensivi hanno progressivamente cancellato gli habitat naturali tradizionali.

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