Dopo gli episodi verificatisi al termine della finale playoff, il Giudice Sportivo avrebbe inflitto pesanti sanzioni al Taranto. Le decisioni adottate riguarderebbero tanto la società quanto dirigenti e calciatori.
La partita e gli episodi di domenica 14 giugno a Massafra
Il Taranto avrebbe perso contro il Gladiator al 94′ per 2-1 sul neutro di Massafra, nella partita di ritorno della finale dei playoff di Eccellenza valida per la promozione in Serie D. Subito dopo il triplice fischio, secondo quanto ricostruito, un gruppo di tifosi rossoblù avrebbe eluso i controlli sfondando un cancello d’ingresso e si sarebbe scagliato contro i calciatori del Taranto. In particolare, sarebbe stato colpito il capitano Nicola Loiodice. L’intervento degli agenti di polizia presenti avrebbe evitato conseguenze più gravi, permettendo alla squadra di rifugiarsi negli spogliatoi.
Le sanzioni contro la società ionica
Una penalizzazione di 2 punti in classifica da scontare nella stagione sportiva 2026-2027 rappresenterebbe il provvedimento principale. La motivazione riguarderebbe i 16 fumogeni introdotti nel corso del primo tempo (15 utilizzati nel settore della tifoseria e uno lanciato sul terreno di gioco), unitamente a quattro bottigliette da mezzo litro semipiene, oltre al danneggiamento di un lucchetto e all’apertura di un cancello della tribuna. Le sanzioni sarebbero state aggravate dalla recidiva specifica contestata alla società. Lo stadio del Taranto sarebbe stato inoltre squalificato, impedendo alla squadra di giocare in casa fino al 15 novembre 2026.
I provvedimenti contro i dirigenti
La decisione più severa riguarderebbe Daniele Petrosino, colpito da un’inibizione fino al 30 giugno 2030. Petrosino sarebbe ritenuto responsabile di aver fatto ingresso sul terreno di gioco senza essere presente in distinta, strattonando il Quarto Uomo e tentando di colpirlo. Un ulteriore calciatore, Konate, sarebbe stato sospeso per due turni.
Le implicazioni sportive
La finale contro il Gladiator rappresentava una sfida decisiva per conquistare la promozione in Serie D. La comunità tarantina e l’ambiente rossoblù dovranno metabolizzare una sconfitta sportiva le cui conseguenze disciplinari potrebbero impattare significativamente sulla stagione successiva.
