Ladisa pensa già al domani mentre il Taranto affronta il Gladiator: i progetti da Serie D al vivaio

La stagione del Taranto Calcio entra nella sua fase più delicata. Nella vigilia della finale di ritorno dei playoff nazionali, gli Ionici affrontano il Gladiator a Massafra domani, con il fischio d’inizio alle 16.30. Ma mentre la squadra guidata da Ciro Danucci prepara l’ultima sfida, il presidente Sebastiano Ladisa guarda già oltre: il futuro del club tarantino è già pianificato.

Il piano di rilancio: vivaio e sostenibilità economica

La SS Taranto Calcio ha delineato un progetto di rilancio che pone al centro il settore giovanile e la sostenibilità economica, con investimenti strutturati nel vivaio, programmi formativi d’eccellenza e scouting capillare per formare sia calciatori che uomini legati al territorio tarantino. Non si tratta di scelte improvvisate: dopo l’esclusione dalla Serie C, il Taranto avrebbe ripreso il suo cammino con un percorso che partirebbe dall’Eccellenza ma guarderebbe al ritorno tra i professionisti.

Il progetto economico punterebbe su contratti sostenibili, diversificazione delle entrate attraverso sponsorizzazioni, ticketing e merchandising, con l’obiettivo dichiarato di una crescita annua delle entrate del 25%. Un approccio che riflette la volontà di costruire solidità finanziaria anziché inseguire miracoli improvvisi.

Lo stadio Iacovone: il cuore della strategia futura

Il vero perno della visione di Ladisa ruota intorno alla gestione dello stadio Erasmo Iacovone. L’obiettivo è trasformare lo Iacovone da semplice stadio a Centro Sportivo d’eccellenza in linea con i più moderni standard europei, con la consegna dell’opera riqualificata attesa, secondo le prime stime, per dicembre 2026.

Non è un dettaglio marginale. Lo stadio Erasmo Iacovone è escluso dai bandi della città perché interessato da una procedura di project financing presentata dal gruppo Ladisa, legato al nuovo corso del Taranto Calcio. Il presidente Sebastiano Ladisa ha dichiarato alla vigilia della sfida contro il Gladiator: «Senza lo Iacovone, il nostro progetto termina qui». Un messaggio chiaro, che evidenzia quanto la gestione dell’impianto venga considerata strategica per sostenere un progetto ambizioso e riportare il Taranto stabilmente nel calcio che conta.

L’orizzonte della Serie D e l’impegno nei playoff

Ladisa non sceglie tra presente e futuro: li persegue insieme. Il presidente ha sottolineato che “con la mia famiglia abbiamo l’onore di guidare il Taranto Calcio. Il nostro sogno è tornare a giocare nel nostro stadio, ma oggi la priorità è raggiungere l’obiettivo sportivo che ci siamo prefissati. Al resto penseremo nel momento opportuno”.

La volontà di concretezza emerge anche dal fatto che per la finale contro il Gladiator la presenza della dirigenza è già confermata, e sarà presente ad Aversa come sempre nel settore indicato dalle autorità competenti.

Un progetto a lungo termine

Ciò che distingue la gestione Ladisa dall’approccio precedente è la prospettiva pluriennale. La Commissione del Comune ha scelto il gruppo della Società Sportiva Taranto 2025 che ha evidenziato una più profonda conoscenza del contesto sportivo cittadino, una comprovata esperienza nel settore e ha presentato un business plan di respiro quinquennale.

Lo stadio riqualificato entro fine 2026 coinciderà con l’arrivo a Taranto dei Giochi del Mediterraneo (21 agosto – 3 settembre 2026). Un timing che non è casuale: il patrimonio sportivo realizzato per i Giochi del Mediterraneo sarà chiamato a diventare uno strumento di crescita sportiva, sociale ed economica per l’intero territorio.

Mentre i rossoblù si preparano all’appuntamento decisivo di Massafra, la visione di Ladisa rimane incentrata sul domani. Non è solo una questione di ambizione: è il racconto di una città che decide di non arrendersi e di costruire, pezzo per pezzo, una struttura capace di durare nel tempo.

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