L’eredità dei Giochi del Mediterraneo: Confartigianato avverte, la vera sfida inizia dopo

I XX Giochi del Mediterraneo si disputeranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026, portando con sé migliaia di atleti, tecnici e visitatori. Ma per Confartigianato Taranto, la vera sfida inizi dopo la realizzazione delle opere. L’associazione artigiana accende i riflettori su ciò che accadrà al termine dell’evento, quando le telecamere se ne andranno e inizierà la partita della gestione ordinaria degli impianti.

La gestione post-evento: dove si decide il futuro

Il presidente Giovanni Palmisano afferma che “non possiamo fermarci alla fase realizzativa” perché “la gestione post Giochi è dove si decide tutto: se questi investimenti entreranno nell’economia reale o resteranno opere fini a se stesse”. La questione non è meramente teorica: un impianto non funziona perché è stato costruito, ma funziona se ogni giorno viene mantenuto, gestito, reso efficiente attraverso manutenzioni, impianti tecnologici, energia, pulizie, sicurezza, servizi tecnici e logistica.

Dietro questa prospettiva c’è una preoccupazione concreta: il lavoro che caratterizza la gestione ordinaria può restare sul territorio o andare altrove. È qui che Confartigianato vede il banco di prova maggiore per gli investimenti pubblici che Taranto sta ricevendo.

Coinvolgimento delle imprese locali e permanenza dei visitatori

Confartigianato mette l’accento su un aspetto spesso sottovalutato: la gestione impianti post Giochi, da cui dipenderà la possibilità di trattenere sul territorio lavoro e opportunità per le imprese locali, evitando che la fase più duratura e redditizia venga affidata altrove. L’associazione suggerisce quindi di introdurre meccanismi che favoriscano il coinvolgimento dei soggetti economici locali sin da ora.

Un secondo tema cruciale riguarda la capacità di trattenere i visitatori in città. La cronica limitata disponibilità ricettiva cittadina porterà inevitabilmente una buona parte dei visitatori a soggiornare anche in altre località della Puglia e della vicina Basilicata, per cui il punto non è soltanto l’accoglienza, ma soprattutto la permanenza. Ogni ora trascorsa in più a Taranto significa maggiori opportunità per il commercio, la ristorazione, l’artigianato, i servizi, il sistema culturale e l’intero tessuto economico locale.

Durante i Giochi Taranto potrebbe diventare una città viva e attrattiva dall’alba fino a tarda notte, trasformandosi in un grande villaggio mediterraneo, dalle piazze alla Città Vecchia, dal lungomare ai luoghi della cultura e del commercio.

Il rischio della mancata ricaduta economica

Ma dietro le proposte costruttive si cela un’inquietudine più profonda. L’evento rappresenterebbe un’occasione di visibilità e orgoglio per il territorio, ma che da solo non basta a determinare una svolta economica, e il rischio è che, una volta spenti i riflettori dell’evento sportivo, la città si ritrovi “nuovamente sola” di fronte a criticità strutturali rimaste irrisolte.

Secondo Confartigianato, non è un caso isolato, ma si inserisce in una dinamica più ampia quella di grandi opere realizzate sul territorio, ma con una partecipazione limitata delle imprese locali, spesso relegate a ruoli secondari. Un esempio è l’appalto per la ristrutturazione del Mercato Fadini, recentemente aggiudicato a imprese esterne alla provincia.

Confartigianato insiste sulla necessità di trasformare la stagione degli investimenti pubblici in una leva stabile di sviluppo: maggiore coinvolgimento delle imprese locali, valorizzazione delle filiere territoriali e utilizzo della manodopera del territorio.

La necessità di un coordinamento strutturale

Tra i temi sollevati rientra anche la proposta, più volte avanzata da Confartigianato insieme ad altre rappresentanze economiche e sociali, di istituire una cabina di regia per Taranto, uno strumento di coordinamento che, pur condiviso a parole da istituzioni e forze politiche, non ha ancora trovato attuazione concreta.

La complessità delle sfide in corso (industriali, ambientali, infrastrutturali e sociali) richiede un unico centro di coordinamento, capace di orientare le risorse e valutarne i risultati.

Investimenti infrastrutturali e monitoraggio dei benefici

Il Consiglio dei ministri ha deliberato uno stanziamento aggiuntivo di 15 milioni di euro destinato alla realizzazione delle opere infrastrutturali connesse alla manifestazione, con il quale la dotazione complessiva destinata agli interventi infrastrutturali sale a 281,5 milioni di euro. Una mole di risorse considerevole, ma che per Confartigianato pone interrogativi sulla tracciabilità dei benefici.

L’associazione chiede una verifica puntuale sull’impatto degli investimenti: quante imprese locali sono state coinvolte, quanta occupazione è stata generata, quale filiera produttiva resterà a fine stagione e quale sarà la reale eredità economica degli interventi.

Il messaggio finale: squadra e visione integrata

Confartigianato si dichiara disponibile a collaborare con il Comune, il Comitato Organizzatore e altre realtà per favorire un coordinamento tra associazioni di categoria, operatori economici, imprese, enti culturali e terzo settore, mettendo in rete energie e competenze già presenti sul territorio.

Secondo Palmisano, la vera eredità che questo evento può lasciare a Taranto non sarà soltanto nelle opere realizzate o nelle competizioni disputate, ma nella capacità di trasformare la visibilità internazionale dei Giochi in nuove opportunità per le imprese, il lavoro, il turismo e lo sviluppo del territorio, una sfida che può essere vinta soltanto facendo squadra.

In sintesi, il messaggio di Confartigianato è chiaro: i Giochi possono rappresentare una straordinaria leva di sviluppo per Taranto, ma solo se ogni soggetto — istituzioni, imprese, operatori culturali e cittadini — farà la propria parte per trasformare la visibilità internazionale in ricchezza e opportunità concrete, durature e diffuse sul territorio.

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