Le caratteristiche geologiche della Gravina di Laterza: anatomia di un canyon carsico profondo

La Gravina di Laterza rappresenta un manuale di geologia a cielo aperto. Visitando questo canyon profondo oltre 200 metri si attraversa la storia sedimentaria della Puglia, leggibile direttamente nelle pareti rocciose che raggiungono i 300 metri di altezza. Non è una semplice incisione fluviale: è il risultato di un processo di erosione differenziale su rocce di composizione e età diverse, dove il carsismo ha giocato un ruolo fondamentale quanto il corso d’acqua superficiale.

La successione stratigrafica: dal Cretacico al Pliocene

Le pareti della Gravina mostrano chiaramente due principali formazioni geologiche. Alla base, il Calcare di Altamura risale al periodo Cretacico, l’ultimo periodo dell’era Mesozoica. Questa roccia, più compatta e fitta, forma il substrato originario su cui si è sviluppato il canyon. Sovrapposta a questa formazione, la Calcarenite di Gravina si è depositata tra il Pliocene Superiore e il Pleistocene Inferiore, da 2 a 1 milione di anni fa. Questa roccia sedimentaria clastica è caratterizzata da una porosità e leggerezza che la rende più facilmente erodibile rispetto al calcare sottostante. La Calcarenite contiene fossili marini ben visibili: frammenti di gusci di molluschi, alghe, foraminiferi e resti di crostacei, testimonianze del paleo-ambiente marino costiero in cui si formò.

L’esame dei fossili presenti nel canyon non indica soltanto ambienti di sedimentazione, ma racconta di fondali marini temperati, poco profondi, dove vivevano organismi calcificanti. Il contrasto di erodibilità tra le due formazioni ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo dell’incisione: la Calcarenite, più fragile, è stata incisa più rapidamente, mentre il Calcare di Altamura ha resistito meglio, contribuendo a mantenere le pareti ripide e le geometrie nette caratteristiche del canyon.

Il carsismo: scavo verticale e sotterraneo

Circa 65,5 milioni di anni fa, l’emersione delle rocce calcaree ha consentito lo sviluppo dei fenomeni carsici. Con l’esposizione all’atmosfera, le acque piovane hanno iniziato a scavare il calcare attraverso processi di dissoluzione. La Gravina di Laterza è tecnicamente un’incisione di tipo carsico: l’acqua meteorica, leggermente acida per la presenza di anidride carbonica atmosferica, ha penetrato le fratture preesistenti della roccia, scavando non solo in superficie ma anche in profondità.

Questo doppio meccanismo di erosione ha creato due paesaggi complementari: uno visibile, rappresentato dalle pareti verticali e dai meandri caratteristici, e uno nascosto, costituito da una rete di grotte e condotti sotterranei ancora parzialmente inesplorati. Le profonde fratturazioni della roccia, originate da movimenti tettonici, hanno fungito da vie preferenziali per l’erosione. Durante le fasi umide, il calcare si dissolve e si erode; durante le fasi aride, la roccia si indurisce e una patina superficiale rallenta ulteriormente la dissoluzione, stabilizzando le forme nette e scoscese del canyon.

Geometria e dinamica erosiva del corso d’acqua

Il fiume Lato scorre nella zona da oltre due milioni di anni, esercitando un’azione erosiva continua e incessante. La potenza erosiva dell’acqua corrente si concentra soprattutto nei periodi di piena, quando il torrente diventa impetuoso, specialmente durante le precipitazioni intense tipiche dell’autunno e della primavera. Proprio durante questi episodi, l’acqua allarga le fratture, approfondisce il letto e scava le spallette laterali.

La geometria del canyon rivela questo processo: si estende per 12 chilometri con un decorso meandriforme, larghezza variabile tra 400 e 500 metri, e profondità massima superiore ai 200 metri. Le pareti mostrano un consumo differenziato: muraglioni di roccia levigati, cengie sospese, pinnacoli e guglie isolate testimoniano l’azione combinata dell’erosione idrica e della disgregazione per weathering meccanico e chimico. In alcuni settori, le pareti risultano quasi verticali, un’evidenza dell’equilibrio dinamico tra incisione fluviale e gravità.

Dai fossili al paesaggio moderno

All’interno del canyon sono stati rinvenuti fossili di crostacei e molluschi preistorici, indicatori di una vita fluviale sommersa che risale all’epoca della sedimentazione. Questi reperti certificano che il territorio è emerso dalle acque marine successive al Pliocene, e che la sua evoluzione verso l’ambiente continentale attuale è avvenuta gradualmente. La presenza di fossili marini in rocce oggi continentali offre un’ulteriore chiave di lettura: il passaggio da ambienti lacustri-marini a ecosistemi terrestri si è realizzato nel corso di milioni di anni, durante i quali i processi erosivi hanno modellato il paesaggio attuale.

La Gravina di Laterza rappresenta così un’eccezionale esposizione di rocce stratificate, dove ogni strato racconta un capitolo della storia geologica regionale. Dalle caratteristiche mineralogiche del calcare alle tracce fossili, dalle fratture tettoniche alle cavità carsiche, il canyon è una testimonianza del dinamismo della crosta terrestre e dei processi superficiali che continuano a modellare il paesaggio pugliese.

Lascia un commento