Tar Puglia annulla la delibera: ulivi protetti dal fotovoltaico

Il Tar Puglia avrebbe annullato la delibera della Regione Puglia di luglio 2025 che consentiva abbattimenti di ulivi non monumentali per far posto a serre e pannelli fotovoltaici. Secondo la sentenza, i giudici avrebbero accolto il ricorso del Gruppo di Intervento Giuridico – Odv, associazione di protezione ambientale, richiamando la legge 144 del 1951 che pone un divieto generale di abbattimento degli alberi di olivo.

La decisione sarebbe stata annunciata il 1° giugno 2026 ed è significativa per tutti i proprietari terrieri della provincia tarantina e pugliese che stanno valutando progetti fotovoltaici. La delibera della Regione sarebbe risultata illegittima nella parte in cui estende la nozione di ‘opere di pubblica utilità’ fino a ricomprendervi gli impianti privati per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il divieto nazionale di abbattere gli ulivi

La legge 144 del 1951 consentirebbe l’abbattimento, previa autorizzazione, soltanto in cinque ipotesi tassative, tra cui l’esecuzione di opere di pubblica utilità. Questo divieto storico sarebbe stato introdotto per proteggere un patrimonio agricolo e paesaggistico considerato fondamentale per l’identità della Puglia.

Secondo i giudici, la qualifica di opera di pubblica utilità attribuita da una recente legge del 2024 non produrrebbe alcun automatismo rispetto al divieto di abbattimento degli olivi. Quindi, anche se nel 2024 il legislatore nazionale ha considerato gli impianti fotovoltaici come opera di pubblica utilità, questo non significherebbe che automaticamente si possano abbattere gli oliveti.

La tutela del paesaggio agricolo

La delibera della Regione Puglia avrebbe alterato il bilanciamento degli interessi operato dal legislatore nazionale, subordinando la conservazione degli oliveti a valutazioni di convenienza economica. Secondo la sentenza, la legge circoscrive l’installazione di impianti fotovoltaici a terra in zone agricole ad ipotesi tassative, nessuna delle quali contempla l’abbattimento di oliveti.

I giudici avrebbero inoltre ritenuto che la sostituzione integrale dell’oliveto con altra coltura non migliorerebbe il fondo olivicolo, ma lo cancellerebbe. Il tribunale amministrativo avrebbe smontato la tesi secondo cui si potrebbe compensare l’abbattimento con reimpianti: una volta eliminato un oliveto, il danno sarebbe permanente.

Implicazioni per i progetti fotovoltaici nel territorio tarantino

La sentenza sarebbe particolarmente significativa per il territorio tarantino, dove negli ultimi anni si è registrato un aumento delle richieste di installazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli. Chi intenderà realizzare impianti fotovoltaici dovrebbe trovare soluzioni alternative che non prevedano l’abbattimento di ulivi, nel rispetto della tutela della biodiversità, del patrimonio culturale e della conservazione del paesaggio rurale.

Il bilanciamento tra transizione energetica e patrimonio agricolo

Al centro della disputa legale c’è il bilanciamento tra la transizione energetica e la conservazione del patrimonio agricolo. La sentenza non bloccherebbe l’installazione di pannelli fotovoltaici in Puglia, ma stabilisce che questo sviluppo deve essere compatibile con la tutela dei paesaggi rurali e della biodiversità. La pronuncia del Tar rappresenterebbe un precedente giuridico che potrebbe influenzare le scelte amministrative regionali e la pianificazione dei nuovi progetti energetici nel territorio tarantino e in tutta la Puglia nei prossimi anni.

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