Ex Ilva, operaio colpito da una catena all’Altoforno 2: avviate le verifiche Spesal, i sindacati chiedono chiarimenti

Un nuovo infortunio sul lavoro si sarebbe verificato nella notte tra martedì 28 e mercoledì 29 aprile all’interno dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, oggi gestito da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Coinvolto un operaio di 46 anni, dipendente della ditta Semat, in servizio nel reparto manutenzione degli altiforni: stando alle prime ricostruzioni, durante le operazioni nell’area del campo di colata dell’Afo2, il lavoratore sarebbe stato colpito alla coscia da una catena.

L’episodio si sarebbe verificato intorno all’1.30, durante alcuni interventi di manutenzione. Secondo le prime informazioni, la catena si sarebbe staccata improvvisamente dalla benna di un escavatore. La causa tecnica del movimento resta tuttavia materia di accertamento.

L’uomo avrebbe ricevuto immediato soccorso presso l’infermeria interna allo stabilimento, per poi essere trasferito con il 118 all’ospedale Santissima Annunziata per ulteriori accertamenti. Avrebbe riportato una contusione a un piede, con una prognosi di cinque giorni. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione.

Sul fronte istituzionale, lo Spesal è stato informato dell’accaduto e dovrà verificare dinamica, procedure, attrezzature coinvolte, coordinamento dell’appalto e misure di prevenzione applicate nell’area. L’autorità giudiziaria valuterà eventuali decisioni sulla base degli accertamenti.

L’episodio avrebbe suscitato la reazione delle organizzazioni sindacali. Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto avrebbero indirizzato una comunicazione ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, lamentando di aver appreso dell’infortunio in maniera informale anziché attraverso i canali aziendali. Le sigle avrebbero chiesto con urgenza una convocazione per ottenere dettagli, contestando quella che ritengono una violazione degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro e riservandosi di intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela dei lavoratori in assenza di riscontri tempestivi.

L’infortunio si inserirebbe in un contesto già segnato da una serie di episodi analoghi. Lo scorso 21 aprile, un altro operaio sarebbe rimasto ferito a una gamba da una lamiera in un’area simile dello stabilimento. A metà aprile, un muletto si sarebbe ribaltato durante i lavori di rifacimento dell’Altoforno 4. Sul fronte impiantistico, dal 7 maggio 2025 l’Altoforno 1 è sotto sequestro senza facoltà d’uso, a seguito di un incendio provocato dallo scoppio di una tubiera, provvedimento confermato dal Tribunale di Taranto.

Le verifiche dello Spesal e l’eventuale apertura di un fascicolo da parte della magistratura dovranno chiarire la precisa dinamica dell’accaduto e stabilire se siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza previste per le attività in quell’area dello stabilimento.

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