La Corte d’Appello di Lecce avrebbe condannato il ministero dell’Economia e delle Finanze a risarcire due giovani, un capotreno di 30 anni originario di Massa di Somma (Napoli) e un 23enne di Empoli, in relazione a una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto la provincia di Lecce.
La vicenda
Secondo la ricostruzione documentata, i due sarebbero stati fermati il 10 luglio 2022 e avrebbero trascorso alcuni giorni nel penitenziario “Borgo San Nicola” in relazione a presunte accuse di violenza sessuale di gruppo e lesioni. Un episodio che avrebbe avuto luogo presso un beach club nella zona della pineta del parco di Gallipoli. Rimasti ristretti fino al 14 luglio, sarebbero poi passati agli arresti domiciliari fino al 5 agosto, quando il Tribunale del Riesame avrebbe disposto la loro rimessione in libertà, rilevando secondo i fascicoli elementi contraddittori nella ricostruzione fornita.
L’archiviazione
Nel dicembre 2023 il tribunale di Lecce avrebbe disposto l’archiviazione dei procedimenti. I due giovani, fin dalle prime fasi, avrebbero assunto un atteggiamento collaborativo nelle risposte agli inquirenti, fornendo una ricostruzione alternativa dei fatti e descrivendoli come rapporto consensuale. Secondo gli atti del procedimento, questa narrazione risulterebbe compatibile con i dati medici acquisiti, in particolare con la documentazione del Tribunale del Riesame che indicherebbe l’assenza di sufficienti riscontri medici rispetto alla specifica dinamica inizialmente descritta.
I risarcimenti
La Corte avrebbe condannato il Ministero a corrispondere 6.854 euro a uno dei due giovani e 3.427 euro all’altro, somme inferiori a quanto richiesto (rispettivamente 50mila e 20mila euro). Per il primo giovane, i giudici avrebbero riconosciuto anche conseguenze psicologiche documentate attraverso relazione specialistica. Oltre agli indennizzi, sarebbero state liquidate anche le spese legali relative al procedimento.
