La Cassazione conferma il sequestro dell’Altoforno 1: resta il blocco per l’ex Ilva tarantina

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Acciaierie d’Italia contro il mancato dissequestro dell’Altoforno 1, confermando l’impostazione già adottata dalla Procura di Taranto e dal gip Mariano Robertiello. I magistrati avrebbero ritenuto necessario mantenere intatto il luogo dell’evento per consentire ulteriori accertamenti tecnici. L’udienza davanti alla quarta sezione penale della Cassazione si è svolta venerdì 12 giugno davanti alla presidente Donatella Ferranti, mentre il dispositivo è stato depositato sabato 13 giugno.

L’Altoforno 1 resta sequestrato in seguito all’incendio del 7 maggio 2025. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’episodio non avrebbe causato feriti ma avrebbe reso necessari approfonditi accertamenti tecnici per chiarire le cause dell’evento e verificare le condizioni di sicurezza dell’impianto, considerato il principale teatro del rogo e fonte di prova.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, il sequestro probatorio dovrebbe essere mantenuto ogniqualvolta il bene sottoposto a vincolo conservi una concreta, attuale e non meramente potenziale attitudine a fungere da fonte di prova. L’azienda aveva sostenuto che gli accertamenti tecnici sull’impianto si sarebbero conclusi ad aprile, ma i magistrati avrebbero ritenuto di mantenere intatto l’impianto per le necessarie verifiche.

Secondo il ministro delle Imprese Adolfo Urso, il sequestro in corso da oltre un anno avrebbe arrecato danni all’azienda per oltre 2 miliardi di euro, riferiti alla mancata produzione e alla cassa integrazione. Dal dissequestro dell’altoforno dipenderebbe la possibilità per lo stabilimento di tornare a un assetto di marcia regolare con tre altiforni; servirebbero almeno 8 mesi per il ripristino funzionale dell’impianto.

La motivazione della decisione della Suprema Corte dovrebbe essere conosciuta entro 30 giorni dal deposito del dispositivo. È previsto un tavolo sindacale il 16 giugno, dove probabilmente verranno discusse le conseguenze della sentenza e le prospettive occupazionali dello stabilimento tarantino.

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