Il tavolo di ieri sera: assenza di risorse secondo quanto comunicato
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso avrebbe incontrato ieri sera al Mimit le organizzazioni sindacali metalmeccaniche di Taranto per un confronto dedicato alla situazione dell’ex Ilva. Secondo quanto comunicato, il prestito ponte non sarebbe rinnovato. I sindacati sarebbero usciti dal tavolo senza ricevere rassicurazioni, confermando che il governo non intenderrebbe investire ulteriori risorse nell’ex Ilva. L’annuncio avrebbe rappresentato un momento di particolare tensione durante la riunione. Non ci sarebbero fondi disponibili per sostenere la gestione dell’impianto, secondo le informazioni che emergono dall’incontro.
Quanti lavoratori interessati e cassa integrazione
La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria dovrebbe decorrere dal 1° marzo 2026 con una durata di 12 mesi, interessando la maggior parte dei 4.450 lavoratori dello stabilimento di Taranto. Si tratta di uno strumento che dovrebbe proteggere i dipendenti ma che non risolverebbe il problema di fondo della gestione finanziaria dello stabilimento.
Cosa chiedevano i sindacati prima dell’incontro
Le segreterie Fiom, Uilm e Usb avevano sollecitato un confronto con una richiesta unitaria avanzata a Palazzo Chigi e Mimit il 5 giugno scorso, per fare il punto sulla trattativa di vendita e invocando chiarezza sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito e sulle ripartenze degli impianti. L’incontro era arrivato dopo le richieste avanzate dalle organizzazioni metalmeccaniche durante la visita del ministro nel capoluogo ionico, con cassa integrazione, crisi dell’indotto e futuro della vendita degli impianti tra i temi sul tavolo.
Lo scenario industriale: Altoforno 1 sotto sequestro e gara in stallo
L’ex Ilva arriva al tavolo con una doppia pressione: il ministro Urso avrebbe dovuto illustrare ai sindacati la strada per tenere in marcia la siderurgia a Taranto e l’Altoforno 1 rimane indisponibile dopo il rigetto della Cassazione. La vendita attraverserebbe ancora il confronto tra Flacks e Jindal Steel International, con i commissari chiamati a valutare tenuta finanziaria e investimenti, senza separare il tema dagli impianti. Si tratta di una procedura che proseguirebbe ormai da mesi e che rappresenterebbe il futuro occupazionale del polo tarantino.
Il piano di decarbonizzazione come unica prospettiva dichiarata
Durante l’incontro Urso avrebbe dichiarato di voler illustrare in piena trasparenza quale sia la situazione attuale e quali siano le possibilità per dare una soluzione strutturale in continuità produttiva rispondendo agli obiettivi di piena decarbonizzazione dell’industria siderurgica italiana. Il ministro avrebbe illustrato il piano di piena decarbonizzazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto, che prevederebbe la realizzazione di tre forni elettrici a Taranto, un quarto a Genova e la costruzione del polo del DRI, una tecnologia ritenuta fondamentale per ridurre le emissioni della siderurgia tradizionale. Tuttavia, tali prospettive non sarebbero accompagnate dalle risorse finanziarie necessarie, secondo quanto emerso dall’incontro.
L’impatto sulla città: i numeri della crisi
Lo stabilimento rappresenterebbe il più grande complesso siderurgico d’Europa con 15 milioni di metri quadri. La sua situazione inciderebbe direttamente su migliaia di famiglie tarantine e sull’intero indotto della provincia. Il Consiglio d’Europa avrebbe chiesto alle autorità italiane di velocizzare gli interventi necessari a far sì che il siderurgico tarantino non costituisca più un pericolo per la salute degli abitanti e per l’ambiente, e avrebbe richiesto a Roma un aggiornamento sulla situazione entro la fine di quest’anno.
Prossimi passaggi e incertezza
La riunione di ieri non avrebbe prodotto nuovi annunci di investimento o misure strutturali. La decisione sarebbe stata comunicata senza alternative o piani di continuità, e nessun intervento finanziario sarebbe stato annunciato dal governo in vista del futuro dell’acciaieria. I sindacati rimangono in attesa di chiarimenti sulla prosecuzione della gara e sulle condizioni di sostenibilità della cassa integrazione straordinaria per i prossimi mesi.
