Daspo decennale per il tifoso tarantino: aggressione a un poliziotto durante la finale playoff

La Polizia ha notificato il Daspo della durata di dieci anni a un 44enne ritenuto presunto responsabile dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate in relazione ai disordini avvenuti domenica scorsa al termine della gara Taranto-Gladiator, finale playoff nazionale del campionato di Eccellenza disputata allo stadio Italia di Massafra. L’uomo, originario di Palagiano, era già finito agli arresti domiciliari.

Cosa è accaduto al termine della gara

Nel caos creatosi nei pressi dell’ingresso degli spogliatoi, il 44enne avrebbe aggredito un funzionario della Polizia di Stato intervenuto sul terreno di gioco per garantire la sicurezza dei componenti della SS Taranto 2025. Il poliziotto ha riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 44enne, residente a Palagiano e già noto alle forze dell’ordine, avrebbe preso parte al parapiglia creatosi nei pressi dell’ingresso degli spogliatoi. Attraverso l’analisi delle immagini registrate durante il servizio di osservazione predisposto in occasione dell’incontro, gli investigatori sono riusciti a individuare alcuni dei tifosi coinvolti nell’invasione di campo avvenuta dopo il triplice fischio finale e nel successivo tentativo di aggressione ai calciatori della SS Taranto 2025.

La decisione del Questore: il massimo della pena

Il questore di Taranto, Michele Davide Sinigaglia, ha ritenuto congruo il divieto per il tifoso di accedere per 10 anni ai luoghi in cui si svolgano incontri di calcio. Lo stesso provvedimento inoltre fa divieto al tifoso di accedere alle aree di parcheggio nel raggio di 500 metri dal perimetro esterno dell’impianto sportivo interessato dal gioco della squadra Taranto Calcio nonché l’obbligo di firma, per un periodo di 5 anni, presso strutture di polizia cinque minuti dopo inizio del primo tempo e 5 minuti dopo la fine del secondo tempo in occasione di ogni incontro di calcio disputato dalla squadra SS Taranto.

Secondo quanto evidenziato dalla Questura, la condotta contestata al tifoso sarebbe indicativa di una personalità ritenuta potenzialmente pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione di manifestazioni sportive.

La recidiva e il precedente del 2006

La decisione di applicare la durata massima prevista dalla normativa tiene conto della storia personale del soggetto. La misura restrittiva applicata per la durata massima prevista dalla vigente normativa in materia tiene conto anche della recidiva del 44enne che nel 2006 fu destinatario di un analogo provvedimento di Daspo per un periodo tre anni.

All’epoca l’ultrà tarantino si rese responsabile allo stadio Menti di Castellammare di Stabia del lancio di una bottiglia nei confronti di un agente della Polizia di Stato in servizio di ordine pubblico nel corso dei violenti scontri fra le opposte tifoserie. Quella vicenda risaliva a vent’anni fa, ma le precedenti conseguenze legali hanno influito sulla determinazione della pena attuale.

Lo status procedurale

Si ricorda che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva di condanna. Il Daspo, tuttavia, rappresenta una misura amministrativa che può essere applicata indipendentemente dalla conclusione del processo penale.

Il contesto: le conseguenze per il Taranto

L’episodio rappresenta un ulteriore strascico della finale persa dal Taranto contro il Gladiator, gara che aveva già portato a pesanti conseguenze sportive per il club ionico, tra cui la squalifica del campo, una sanzione economica e punti di penalizzazione per la prossima stagione. Le indagini della Digos proseguono per identificare gli altri tifosi coinvolti nell’invasione del terreno di gioco e nei successivi episodi di violenza.

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