Frecciarossa a Metaponto: Taranto rischia l’isolamento ferroviario dal Nord

Dopo quattro mesi di lavori sulla linea Battipaglia-Potenza-Metaponto, il Frecciarossa potrebbe non tornare più a Taranto. Il collegamento sarebbe ripartito con capolinea a Metaponto, mentre prosegue il confronto tra Puglia, Basilicata, Ministero delle Infrastrutture e Ferrovie dello Stato sul futuro della tratta verso la città ionica. Per Taranto significherebbe perdere il collegamento diretto con Roma e il Nord, tornando a fare i conti con un nuovo isolamento ferroviario.

Le cause della possibile disputa tra le Regioni

Alla base della possibile soppressione del capolinea tarantino ci sarebbe il mancato accordo economico tra Regione Puglia e Basilicata sulla compartecipazione ai costi del servizio, con la Regione lucana che avrebbe già formalizzato a Trenitalia la richiesta di limitare la corsa. La soglia circolata nelle carte politiche sarebbe il 30% di una partita indicata in circa quattro milioni di euro.

Secondo quanto sostenuto dall’assessore ai trasporti della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, l’intesa sarebbe stata trovata con l’ex presidente Emiliano. Successivamente con il presidente Decaro e l’assessore Piemontese non sarebbe stata ratificata. Per questa ragione, la Regione lucana avrebbe limitato il Frecciarossa a Metaponto, senza penalizzare ulteriormente i lucani.

L’accusa del Governo che scarica i costi

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, avrebbe puntato il dito contro il Governo e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, sostenendo che non possa essere la Regione a finanziare un servizio ferroviario nazionale. Decaro avrebbe scritto settimane fa al ministro Salvini per chiedere i motivi per cui il collegamento Frecciarossa tra Taranto e Roma dovesse essere sostenuto con 1,6 milioni di euro di risorse regionali.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità avrebbe insistito nel ritenere che, se davvero si vuole costruire un Mezzogiorno competitivo, non si possono usare i collegamenti ferroviari come merce di scambio, costringendo le Regioni a finanziare servizi che dovrebbero essere garantiti a tutti gli italiani con le risorse dello Stato.

Le voci dal territorio

Il Comitato Treni a Taranto, guidato dal presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano, avrebbe evidenziato come la città rischia di ritrovarsi con una stazione riqualificata grazie ai fondi del PNRR ma con un’offerta ferroviaria sempre più ridotta. Il Comitato avrebbe denunciato la mancanza di investimenti sulle infrastrutture ferroviarie e il fatto che il Frecciarossa 9414 partirebbe ormai da Metaponto e non più da Taranto.

Anche Confcommercio Taranto avrebbe chiesto un’azione condivisa tra istituzioni per scongiurare il rischio di isolamento della provincia ionica. Secondo il presidente Giuseppe Spadafino, l’attivazione del nuovo Frecciarossa diretto tra Lecce e Napoli rappresenterebbe un passo avanti, ma evidenzierebbe l’esclusione di Taranto dalle principali direttrici ferroviarie.

Il contesto dei Giochi del Mediterraneo

La questione assume contorni rilevanti considerando che a meno di 50 giorni dall’accensione della fiaccola dei Giochi del Mediterraneo, la città che tra poche settimane accoglierà quattromila atleti da ventisei nazioni si troverebbe senza il collegamento diretto in Frecciarossa con Roma e il Nord.

Come viaggiare da Taranto

Resterebbero comunque in circolazione le due coppie di Intercity Roma-Taranto con fermate lucane, mentre nei giorni feriali circolerebbero 24 treni regionali. Chi partisse da Taranto per una Freccia verso Roma, Milano o Torino dovrebbe agganciare il servizio in altra stazione oppure usare l’Intercity fino a una stazione di coincidenza.

Va notato che il Frecciarossa è un servizio commerciale e non rientra negli obblighi di servizio pubblico previsti dal regolamento europeo 1370/2007, il che aprirebbe interrogativi sulla legittimità dei criteri di richiesta di compartecipazione tra Regioni.

Il nodo infrastrutturale di fondo

La questione riguarderebbe il diritto alla mobilità di un territorio che chiede di non essere periferia. Taranto non avrebbe l’alta velocità e non avrebbe un collegamento autostradale diretto degno di questo nome, reggendosi su un sistema viario pensato per un’altra epoca in un momento in cui la città si prepara ad accogliere i Giochi del Mediterraneo.

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