Gli ipogei di Città Vecchia si preparano al rilancio: via alla riqualificazione storica di Taranto

Un progetto da 2 milioni per 9 ipogei storici

Il progetto, dal valore complessivo di 2 milioni di euro, rientra nel Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) per Taranto ed è finanziato attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020, nell’ambito del Piano operativo “Cultura e Turismo”. L’obiettivo è il restauro, la messa in sicurezza e la valorizzazione della rete di ambienti ipogei di proprietà comunale, con interventi di adeguamento funzionale e tecnologico per renderli fruibili al pubblico.

L’intervento riguarderà alcuni tra i più significativi ambienti sotterranei del centro storico: Palazzo Delli Ponti, Vicoletto Galeone, Vico Ospizio, Funerario, Fornace, Frantoio, Passo di Ronda, Ciura e Palazzo Amati. Cinque di essi, concentrati nell’area di Via Cava, daranno vita a un distretto culturale sotterraneo, nucleo di una rete dedicata alla valorizzazione del patrimonio ipogeo.

Quando iniziano i lavori e quando apriranno gli ipogei

Il progetto di restauro della rete degli ipogei in Città Vecchia, interamente finanziato con i fondi Cis, aprirà al pubblico le antiche cavità entro un anno. L’ingegnere Giovanni Nardelli guida il procedimento, affiancato da un team di collaboratori tecnici e amministrativi interni all’ente, oltre a due direttori operativi incaricati di seguire da vicino le fasi di cantiere.

I tempi di realizzazione hanno subito ritardi rispetto alle scadenze iniziali. Il progetto esecutivo è stato validato nel novembre 2024 e la gara d’appalto, formalizzata nel febbraio 2025, ha visto la partecipazione di 51 imprese. L’impresa La Pietrafesa S.r.l. ha vinto la gara con un ribasso del 25,65% sull’importo a base d’asta, con un valore dell’appalto pari a circa 1,09 milioni di euro.

Due itinerari turistici e accessibilità per tutti

Il piano tecnico prevede la creazione di due percorsi con gradi di complessità differenti; l’ipogeo Passo di Ronda fungerà da vero e proprio centro informativo per orientare i visitatori nel distretto di via Cava, che comprende gli ambienti sotterranei Frantoio, Funerario, Fornace e Delli Ponti.

Sono previsti un itinerario più breve dedicato agli ipogei e uno più ampio collegato agli altri attrattori della Città Vecchia, dal Castello al Duomo, fino al Museo Diocesano e a Palazzo Pantaleo; il recupero non resta solo architettonico, ma diventa un tassello dell’offerta turistica cittadina.

È stata posta particolare attenzione all’accessibilità: sarà possibile rendere accessibili anche alle persone con disabilità motorie il 50% degli ipogei. Sono previste puliture, consolidamenti, nuove pavimentazioni in cocciopesto, sistemi di ventilazione, accessi più sicuri e soluzioni per migliorare la fruizione, comprese piattaforme elevatrici in alcuni ambienti.

Mostre, concerti e spazi culturali vivi

Il progetto di restauro e valorizzazione mira non solo a migliorare la fruibilità dei luoghi per la creazione e l’attivazione di itinerari di visite guidate, ma anche a rendere gli ipogei contenitori culturali attivi e vivi organizzando conferenze, dibattiti, mostre e concerti.

Sono previsti itinerari turistici integrati: un itinerario breve (2 ore) con visita agli ipogei principali e degustazioni di prodotti tipici, e un itinerario esteso (4 ore) che collega gli ipogei ai principali attrattori della Città Vecchia. L’amministrazione ha inoltre annunciato la messa a gara di dodici locali in via Cava, sottolineando che non avrebbe senso riqualificare gli ipogei senza costruire intorno un solido sistema economico e artigianale.

La storia sotterranea di Taranto in nove ambienti

Gli ipogei in Città Vecchia non sono nient’altro che dei vuoti che si sono creati nel corso dei secoli, almeno a partire dall’VIII secolo a.C., con l’arrivo degli spartani e la formazione della colonia di Taranto; vengono aperte, in blocco, una serie di cave di estrazione che servivano per la costruzione delle mura e degli edifici più importanti della città.

Gli ipogei rappresentano un patrimonio archeologico e culturale straordinario: antiche cave di calcarenite diventate frantoi, cantine, magazzini, ricoveri per carri e animali, e luoghi di culto. Tra gli ipogei vi è quello della Fornace medievale di via Cava; durante il Medioevo, l’area era un centro di diverse produzioni; le fonti raccontano della presenza di diverse fornaci dedite alla produzione di ceramiche d’uso comune, e l’ambiente conserva ancora oggi la presenza di tre forni di cottura.

Impatto sulla valorizzazione di Città Vecchia

Il sindaco Piero Bitetti ha evidenziato come l’obiettivo sia dar vita a una nuova economia cittadina partendo dalla valorizzazione delle risorse storiche e identitarie. La direzione è precisa: proteggere il patrimonio e, insieme, renderlo leggibile e accessibile; per i residenti e per i visitatori questo significa una Taranto più riconoscibile, più visitabile e più capace di trasformare la propria storia sotterranea in una risorsa concreta.

Foto: Fonzie1951 — CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

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