Una decisione tecnica che diventa scelta identitaria. Il 25 luglio 2022 la Difesa avrebbe affidato la progettazione definitiva ed esecutiva al raggruppamento guidato da Mjw Structures Ing di Massimo Majowiecki, che dopo mesi di verifiche e analisi strutturali avrebbe indicato una sola strada: demolire e ricostruire. L’intenzione non sarebbe solo quella di fare un restyling della struttura risalente al 1958, ma un salto nel futuro.
Il progetto ufficiale risulta ambizioso dal punto di vista tecnico. Tra innovazione strutturale e monitoraggio digitale, il progetto di restyling del Ponte Girevole segnerebbe un passo avanti fondamentale per le infrastrutture di Taranto, unendo soluzioni meccaniche avanzate a tecnologie di monitoraggio predittivo. Verrebbe creato un ‘gemello digitale’ del ponte per poter effettuare un monitoraggio continuo e conservare la storia tensionale dell’infrastruttura.
Come cambierebbe il ponte: innovazione e spazi pubblici
Il nuovo ponte avrebbe un’estetica che si integrerebbe con il borgo umbertino senza distaccarsi molto da quello attualmente attraversato, e risulterebbe un po’ più largo per permettere a pedoni e ciclisti di passeggiare. Una modifica che non interferirebbe con il passaggio di grandi navi, perché le due carreggiate pedonali sarebbero ritraibili. La struttura verrebbe realizzata con materiali all’avanguardia, in acciaio zincato e verniciato con una struttura a nido d’ape da 1470 tonnellate, concepita per supportare carichi pesanti, inclusi i futuri mezzi del sistema di trasporto Brt. Verrebbero inoltre installati sensori per creare un gemello digitale del ponte.
Il cronoprogramma: lavori dal 2027, consegna nel 2028
Entro fine anno dovrebbe essere pubblicato il bando di gara per un appalto integrato e i lavori avverrebbero a partire dal 2027, con il nuovo ponte girevole previsto nel 2028. Durante i lavori, la città verrebbe collegata da un ponte galleggiante composto da cinque piattaforme mobili, con sezioni centrali rimovibili due volte al giorno per consentire il passaggio delle navi. La struttura attuale verrebbe sezionata in sei blocchi e portata via utilizzando una chiatta munita di gru.
La voce dei professionisti: conservazione versus innovazione
Non tutti in città condividerebbero entusiasmo la scelta della sostituzione integrale. Dal mondo degli architetti – soprattutto da chi si occupa di restauro, consolidamento e tutela dei monumenti identitari – emergerebbe un parere critico verso la demolizione totale. Secondo questa prospettiva, ci sarebbero opere che non appartengono solo alla loro epoca o funzione, ma alla memoria collettiva di una città, e il Ponte Girevole rappresenterebbe una di queste.
Gli esperti richiederebbero conservazione attraverso restauro, consolidamento e sostituzione selettiva delle parti danneggiate, rispettando il carattere dell’opera originale. Una sostituzione integrale, secondo questa lettura, cambierebbe forma, proporzioni e linea, rappresentando una potenziale violazione del vincolo identitario.
L’alternativa in discussione: un nuovo ponte levatoio parallelo
Accanto al progetto ufficiale, circolerebbe una proposta alternativa: realizzare un nuovo ponte levatoio tra via Roma e via Garibaldi, lasciando intatto il Ponte Girevole storico. Una soluzione che consentirebbe di affrontare i problemi infrastrutturali senza compromettere l’identità visiva della città.
La storia del Ponte: quasi 140 anni di simbolo urbano
Dal primo passaggio in legno dell’epoca aragonese si giunse nel 1887 alla prima struttura girevole in acciaio. L’attuale ponte fu realizzato nel 1958, con un costo di 400 milioni di lire, ed è lungo 67 metri e pesa 1350 tonnellate. Il ponte girevole costituisce il principale simbolo della città di Taranto ed è considerato una mirabile opera d’ingegneria navale. Grazie al ponte girevole e all’Arsenale Militare marittimo, Taranto avrebbe trasformato la propria economia da agricola a industriale, con una notevole crescita demografica.
Cosa aspettarsi da qui al 2027
I tempi per lo smontaggio e l’installazione sarebbero stimati tra 40 e 60 giorni. Il ruolo del Comune di Taranto risulterebbe determinante nel predisporre soluzioni alternative per la mobilità, con l’obiettivo di evitare il blocco del traffico. La città rimane divisa tra chi vede l’innovazione come necessaria e chi teme la perdita di un’identità consolidata in quasi 140 anni di storia.
Foto: fdecomite — CC BY 2.0 (Wikimedia Commons)
