La nona edizione del progetto Fuorigioco riparte alla Casa Circondariale di Taranto con sport, formazione e inclusione sociale per i detenuti. L’obiettivo del progetto è trasmettere ai detenuti i valori autentici dello sport: il rispetto delle regole, dell’avversario, della lealtà e della convivenza civile, principi fondamentali nel percorso di rieducazione e reinserimento.
Un progetto consolidato con riconoscimenti istituzionali
Quest’anno il progetto ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Giustizia e il sostegno di Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comune di Taranto e Associazione Nazionale Magistrati, confermando il riconoscimento istituzionale del suo valore educativo e rieducativo. Il progetto è stato ideato e coordinato dall’avvocato Giulio Destratis, presidente dell’Aps-Ets “Fuorigioco”, ed è stato condiviso dalla direzione della Casa Circondariale guidata da Luciano Mellone.
La struttura del progetto: teoria e pratica
La fase iniziale si è aperta con un incontro di presentazione con l’Ispettore Capo della Polizia Penitenziaria Domenico Madeo e la dottoressa Doriana De Gaetani dell’Area Trattamentale. Successivamente i partecipanti avrebbero seguito un percorso formativo dedicato ai principali aspetti del mondo sportivo: dalle nozioni tecnico-tattiche del calcio alla giustizia sportiva, dalla preparazione mentale all’educazione sanitaria legata alla pratica sportiva e alla prevenzione degli infortuni. Al termine delle lezioni si svolgono sedute di allenamento all’interno del carcere.
Ospiti di rilievo nel progetto 2026
Tra gli ospiti avrebbe figurato Ciro Danucci, tecnico del Taranto Calcio, che avrebbe condiviso con i detenuti la propria esperienza umana e professionale. Al termine dell’incontro avrebbe partecipato a una foto ricordo insieme al coordinatore del progetto davanti a un murales realizzato dai detenuti e dedicato a una storica formazione del Taranto. In questa edizione avrebbe dovuto prendere parte anche Pantaleo Corvino, dirigente sportivo, per un incontro dedicato alla riflessione sullo sport come strumento di riscatto e educazione.
Il torneo conclusivo: quando i ruoli svaniscono
L’appuntamento finale è previsto per sabato 27 giugno 2026 alle ore 18.30 presso lo Stadio Comunale di San Giorgio Jonico, dove si disputerà il tradizionale torneo quadrangolare che dovrebbe vedere scendere in campo le rappresentative di magistrati, avvocati, agenti della Polizia Penitenziaria e detenuti. Un evento che rappresenta un esempio di come lo sport possa diventare veicolo di dialogo, inclusione e crescita personale. L’accesso è libero. Lo stadio è raggiungibile dalla strada statale 106 e dispone di aree parcheggio adiacenti.
Il significato del progetto per Taranto
Fuorigioco rappresenta un’applicazione dei principi costituzionali sulla rieducazione dei detenuti. In un contesto come quello tarantino, dove le problematiche sociali richiedono interventi strutturali, iniziative come questa offrono un percorso di cambiamento attraverso lo sport. Il progetto continua a consolidarsi come punto di riferimento nel panorama nazionale delle attività penitenziarie che utilizzano lo sport quale strumento di crescita e reinserimento sociale.
