Il sindaco Bitetti chiede un confronto diretto con Meloni sulla vertenza ex Ilva

Taranto. Il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha scritto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, invitandola a venire in città per un confronto diretto con il Governo sulla situazione dello stabilimento siderurgico ex Ilva e sulle prospettive industriali, ambientali e occupazionali del territorio ionico.

L’iniziativa rappresenterebbe un’escalation della pressione amministrativa sulla presidenza del Consiglio dopo mesi di vertenze senza soluzione. Il sindaco riterrebbe opportuno che il governo tocchi con mano la grave crisi sociale che la città sta vivendo e che sia fatta chiarezza in maniera trasparente e partecipata, come annunciato ai lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento.

Secondo Bitetti, non sarebbe più possibile scaricare le responsabilità sul territorio o su un’amministrazione che si riterrebbe coerente sin dal primo momento, con la richiesta di una decarbonizzazione vera e progressiva tutelando salute e lavoro. Una posizione che sottintende una divergenza fra le strategie dell’ente locale e quelle portate avanti da Roma.

Nel novembre scorso, il sindaco avrebbe sottolineato come un’intesa firmata il 18 giugno tra amministrazione e sindacati avrebbe individuato le criticità dell’attuale strategia del governo, e avrebbe espresso il timore che si fosse giocato un bluff politico per spostare responsabilità altrove.

La richiesta tarantina convergerebbe con le istanze dei sindacati metalmeccanici, che chiederebbero il ritiro del cosiddetto ‘piano corto’ e l’apertura immediata di un tavolo unico di negoziazione a Palazzo Chigi per discutere con la presenza della Presidente del Consiglio.

La situazione si sarebbe ulteriormente complicata negli ultimi mesi. Lo sciopero deriverebbe dall’estrema incertezza sul futuro del gruppo e dei suoi lavoratori, in particolare dopo il fallimento della seconda gara per la vendita, tenutasi a novembre 2025. Ad oggi l’unica richiesta arrivata sarebbe quella da parte di Acciaierie d’Italia (Adi) in amministrazione straordinaria di proroga della cassa integrazione per 4.450 lavoratori del gruppo, dei quali 3.803 a Taranto, per altri 12 mesi.

Secondo il sindaco, sarebbe diventato necessario e indispensabile l’intervento della Presidente del Consiglio, che avrebbe l’obbligo di prendere in mano un Tavolo interministeriale che coinvolga oltre allo Sviluppo Economico, anche Lavoro, Sanità, Università e Ricerca e Ambiente.

A gennaio scorso, il primo cittadino avrebbe apprezzato alcune dichiarazioni di apertura della premier, ma avrebbe subito ribadito la richiesta di un incontro con Meloni, ritenendolo imprescindibile in una fase definita delicata.

La vicenda dell’ex Ilva rimane al centro della politica nazionale, ma per Taranto e i suoi lavoratori l’attesa di risposte concrete si protrae. Il territorio continua a pagare il prezzo di una transizione industriale che, secondo le istituzioni locali e i sindacati, avrebbe dovuto beneficiare di una visione e di un impegno maggiori da parte del governo centrale.

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