Impianti sportivi al servizio dello sport tarantino: l’appello di Turco (M5S)

Chiarezza sul futuro dello stadio Iacovone e degli impianti sportivi realizzati o riqualificati con risorse pubbliche per i Giochi del Mediterraneo 2026. Lo Stadio Erasmo Iacovone e gli altri impianti sportivi riqualificati con risorse pubbliche devono continuare a svolgere prioritariamente la loro funzione sportiva, al servizio delle società del territorio e dei cittadini: è questo il messaggio lanciato da Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e responsabile delle Politiche economiche e fiscali del M5S.

L’investimento pubblico e le risorse in gioco

Le risorse messe in campo per la riqualificazione dell’impianto principale sono significative: gli investimenti previsti per la riqualificazione dell’impianto tarantino ammontano a oltre 60 milioni di euro solo per lo stadio. A livello più ampio, l’impegno economico per il solo Comune di Taranto è imponente: circa 163 milioni di euro, cifra che non copre solo le grandi infrastrutture, ma anche interventi capillari come la ristrutturazione del Pala Mazzola, del campo sportivo di Talsano e il restyling di Villa Peripato.

Il nodo della gestione post-Giochi

L’esponente pentastellato ha chiesto maggiore chiarezza sul futuro utilizzo dello stadio Iacovone e degli altri impianti interessati dagli interventi legati alla manifestazione sportiva internazionale. La questione non è secondaria: dopo la conclusione dei Giochi, prevista dal 21 agosto al 3 settembre 2026, occorre individuare operatori per la gestione continuativa.

Secondo Turco, esiste un “preoccupante silenzio” che rischia di creare difficoltà alle società sportive in vista delle iscrizioni. Per questo motivo, è necessario avviare al più presto le procedure per l’affidamento delle concessioni, premiando le progettualità più solide.

Quali strutture e quali opportunità?

Lo stadio Iacovone sarà certificato per la Serie B e rispetterà i parametri Uefa 1. Lo stadio, oltre ad essere integralmente coperto, avrà un nuovo sistema di illuminazione integrato che permetterà l’eliminazione delle vecchie torri faro. Saranno installati due maxi schermi da 16×10 metri e un impianto audio di ultima generazione.

Altre strutture riqualificate riguardano: lo Stadio del Nuoto con due vasche (una da dieci e una da otto corsie) con una capienza di 2mila posti, rendendo l’impianto idoneo per campionati mondiali e qualificazioni olimpiche, oltre al Pala Ricciardi che sarà il campo indoor di atletica più a sud d’Italia, con 1.500 posti a sedere.

Lo stato delle procedure: bandi e manifestazioni d’interesse

Nella giornata di martedì 9 giugno sono stati pubblicati tutti i bandi relativi all’utilizzo delle strutture sportive che entreranno nella disponibilità degli enti gestori interessati dopo la conclusione della manifestazione. Tuttavia, fa eccezione soltanto il nuovo stadio Erasmo Iacovone, per il quale il bando non è stato ancora pubblicato.

Il project financing presentato dalla famiglia Ladisa resta l’unica manifestazione d’interesse concreta presentata per la gestione del nuovo stadio Iacovone. Parallelamente, la società americana Legends Global manifesta interesse per la gestione dello stadio Iacovone e altri impianti sportivi di Taranto realizzati per i Giochi del Mediterraneo 2026.

L’appello alle istituzioni

Turco chiede di valorizzare progetti sportivi seri, radicati nel territorio e orientati alla crescita dello sport tarantino, prevedendo adeguate premialità per le società che rappresentano la città e ne promuovono l’identità e la cultura sportiva.

L’invito rivolto all’amministrazione comunale, al Governo e agli enti competenti è quello di accelerare le decisioni sulla futura gestione degli impianti. Per questo è necessario avviare quanto prima le procedure e i bandi per l’affidamento delle concessioni.

Uno stadio simbolo, non un’occasione mancata

Lo stadio Iacovone deve rappresentare il simbolo della rinascita sportiva della città e non l’ennesima occasione mancata, conclude Turco. Il richiamo è rivolto al Taranto Calcio e alle altre società cittadine, che necessitano di certezze programmatiche per poter pianificare gli iscritti ai campionati successivi.

La questione della gestione degli impianti sportivi post-Giochi rappresenta dunque uno snodo cruciale per la continuità dello sport tarantino, fra esigenze economiche, trasparenza amministrativa e sviluppo del tessuto calcistico e dilettantistico della provincia.

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