A meno di tre mesi dal via — cerimonia inaugurale allo Stadio Iacovone prevista per il 21 agosto — Taranto si avvicina all’appuntamento più importante della sua storia sportiva recente con un conto che ha suscitato più di un dibattito nell’opinione pubblica locale. Il Governo ha stanziato complessivamente 300 milioni di euro per la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Eppure, i numeri che arrivano dal Nord Italia rimettono la cifra in prospettiva.
Il deficit di Milano-Cortina
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si sono concluse a febbraio, ma i conti restano aperti. Il deficit della Fondazione Milano-Cortina ammonterebbe a 310 milioni di euro — 230 milioni per maggiori costi e 80 milioni per minori entrate rispetto alle previsioni iniziali — con una stima di rischio massimo che, secondo una delibera del Consiglio comunale milanese del 2022, potrebbe portare il passivo fino a 400 milioni. Non si tratta del costo totale delle Olimpiadi, bensì del solo extra rispetto al budget originario della Fondazione organizzatrice, che in sede di candidatura aveva promesso Giochi a costo zero per le casse pubbliche.
Il Comitato Olimpico Internazionale avrebbe fatto sapere di non voler intervenire per coprire il passivo. Il deficit dovrà essere ripianato unicamente dai soci pubblici della Fondazione: per il 50% dallo Stato e per il restante 50% dagli enti territoriali coinvolti, tra cui le Regioni Lombardia e Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano e i Comuni ospitanti.
Il confronto aritmetico è immediato: il solo disavanzo aggiuntivo del comitato olimpico invernale supera già l’intera spesa pubblica destinata ai Giochi del Mediterraneo tarantini.
Taranto 2026: composizione del budget
I 300 milioni complessivi coprono sia le spese di organizzazione dell’evento sia gli interventi infrastrutturali, e riguardano Taranto come sede centrale insieme a Brindisi, Lecce e altri comuni delle province di Taranto, Brindisi e Bari. In origine le risorse impegnate riguardavano solo l’impiantistica; gli stanziamenti aggiuntivi hanno portato il plafond all’attuale cifra totale, in vista dell’arrivo atteso di circa 4.500 atleti provenienti dai Paesi affacciati sul Mediterraneo.
Tra gli interventi già avviati figurano il restyling dello Stadio Erasmo Iacovone e la riqualificazione di impianti esistenti come l’Atlantico D’Amuri di Grottaglie. È prevista inoltre la realizzazione di nuovi impianti, tra cui il Centro Nautico nell’area dell’ex Stazione Torpediniere, che punta a trasformare il lungomare e le aree sul Mar Piccolo in un polo per vela, canottaggio e nuoto di fondo. Per un raffronto storico, nell’edizione del 1997 ospitata a Bari lo Stato spese 50 miliardi di lire per le opere; i 300 milioni attuali sono considerati lo stanziamento pubblico più elevato mai destinato a una manifestazione sportiva in Puglia e nel Mezzogiorno.
Il nodo del villaggio atleti
La macchina organizzativa presenta alcune criticità. Secondo quanto riportato da diverse testate nelle scorse settimane, i costi di funzionamento — personale, trasporti, hospitality — avrebbero richiesto risorse aggiuntive. Tra queste, il noleggio di navi da adibire a villaggio atleti, in assenza di strutture ricettive idonee a Taranto per un numero così elevato di sportivi. La soluzione individuata prevede l’ormeggio di due navi da crociera nella base della Marina Militare cittadina: una compagnia con sede a Malta avrebbe vinto la gara per fornire una delle imbarcazioni, capace di ospitare circa 3.500 atleti, con una base d’asta di circa 17 milioni di euro su un budget complessivo di 26 milioni destinato alle navi.
L’evento coinvolgerà in totale 26 nazioni, 33 discipline e una platea di 14 comuni pugliesi nelle province di Taranto, Brindisi, Bari e Lecce, oltre al capoluogo ionico.
Una misura comune
Il confronto con Milano-Cortina non è una contrapposizione Nord-Sud, né una valutazione priva di riserve sulla gestione tarantina — che ha conosciuto le proprie turbolenze. È piuttosto un invito a utilizzare la stessa unità di misura quando si discute di spesa pubblica per grandi eventi sportivi. L’obiettivo dichiarato è lasciare a Taranto un’eredità infrastrutturale, sportiva e turistica duratura: se quella promessa sarà mantenuta, il paragone con i conti ancora aperti delle Olimpiadi invernali potrebbe risultare, negli anni a venire, ancora più significativo.
