Una piazza dalle radici profonde: la storia di Piazza Plebiscito
Piazza Plebiscito, anche nota come Piazza di San Martino, rappresenta il centro nevralgico di Martina Franca fin dalle origini medievali della città. Fin dalla fondazione di Martina, qui si sviluppò un’unica grande piazza cittadina, denominata fino a metà Ottocento Piazza Pubblica. Era il luogo dove confluivano le strade provenienti dalle quattro porte di Santo Stefano, di San Pietro, di San Nicola e di Santa Maria, trasformandosi nel corso dei secoli nel cuore amministrativo, religioso e civile della comunità.
Nel 1478, il re Ferdinando d’Aragona concesse a Martina Franca il privilegio di amministrarsi tramite l’Università, un’istituzione politica fondamentale che assicurava ai cittadini pari diritti e senza distinzioni sociali. Proprio questa piazza fu scelta come sede del potere politico locale, simbolicamente vicina alla chiesa matrice di San Martino che rappresentava il potere religioso. Nel XVII e XVIII secolo, durante l’epoca d’oro della dominazione dei Caracciolo, la piazza assunse progressivamente l’aspetto sontuoso e ordinato che ancora oggi ammiriamo, trasformandosi nel palcoscenico della grandezza barocca martinese.
La Basilica di San Martino: il capolavoro barocco della piazza
La Basilica di San Martino è senza dubbio il monumento più imponente di Piazza Plebiscito e il simbolo monumentale dell’intera città. Edificata tra 1747 e 1767 su progetto dell’architetto Giovanni Vincenzo Pipi, sorge su una precedente chiesa romanica. La sua costruzione rispose al terremoto del 1743, e il geniale progetto iniziale fu raffinato e perfezionato da Giuseppe Morgese insieme ai figli Francesco e Gaetano Morgese, con il contributo di Pasquale Montanini.
La facciata della basilica è un trionfo di stile rococò, ricca di decorazioni elaborate. Alta 37 metri e realizzata con l’iconica pietra calcarea bianca locale, la facciata si divide in due ordini arricchiti da fasce di paraste con capitelli misti. Colonne slanciate si ergono a sostenere un timpano spezzato, mentre la statua del santo patrono domina maestosamente il portale principale. Proprio sopra il portale d’ingresso si trova una scultura particolarmente significativa: San Martino che divide il suo mantello con il povero, tema centrale nella devozione popolare.
All’interno, la basilica conserva una pianta a croce latina che racchiude altari marmorei, stucchi dorati e opere d’arte di inestimabile valore. L’altare maggiore è il fulcro spirituale del luogo, accompagnato da statue e vetrate che richiamano continuamente l’immagine del santo patrono. Le reliquie di Santa Comasia, compatrona insieme a San Martino di Martina Franca, completano il patrimonio religioso conservato all’interno. Nel 22 aprile 1998, papa Giovanni Paolo II le ha conferito la dignità di piccola basilica papale. Da venerdì 27 settembre 2002, l’UNESCO l’ha dichiarata «Monumento araldico di una cultura di pace».
Il Palazzo dell’Università e la Torre Civica: il potere civile in pietra
Sul lato destro della piazza si affacciano due edifici di straordinaria importanza civile: il Palazzo dell’Università e la Torre Civica, costruiti nei decenni che trasformarono Martina Franca in una città d’arte.
Il Palazzo dell’Università è un edificio settecentesco che si erge sulla facciata della piazza principale, diviso in cinque campate precisamente evidenziate da paraste in pietra. Realizzato tra 1734 e 1761 con la rielaborazione dei decori barocchi, rappresenta la sede storica dell’istituzione che Ferdinando d’Aragona aveva concesso nel 1478 per l’amministrazione locale. Il portale d’ingresso, non centrale rispetto al prospetto, si colloca nella campata più stretta ed è contornato da una coppia di paraste con capitelli a volute inverse. Sopra segue un balconcino evidenziato da paraste con capitello dorico. Oggi il palazzo è sede della Società Artigiana, un’associazione di mutuo soccorso.
Accanto al Palazzo dell’Università spicca la Torre Civica con l’orologio del 1734, costruita nel 1734 per iniziativa del potere civico. Si innalza su quattro piani che presentano caratteristiche architettoniche e decorative completamente differenti. Il piano terra è circondato da colonne e con angoli arrotondati, il primo piano ha una coppia di lesene e un balcone centrale. Ogni livello rappresenta una fase diversa della decorazione, culminando nei piani superiori con dettagli più raffinati.
La piccola chiesa del Monte Purgatorio: un gioiello nascosto
Sulla sinistra della Basilica di San Martino si trova un gioiello architettonico facilmente trascurato dai visitatori frettolosi: la piccolissima Chiesa del Monte Purgatorio, risalente al 1649. Era la sede della Congrega del Monte Santissimo del Purgatorio. All’interno, completamente decorato ad effetto marmo, si trovano rappresentazioni delle virtù. Il dipinto più significativo è quello sulla parete di fronte all’ingresso, che raffigura le anime del Purgatorio nel momento in cui possono finalmente salire in cielo. Si tratta di uno spazio intimo che racconta una storia di fede controriforma e sensibilità spirituale popolare.
Piazza Maria Immacolata: l’elegante prolungamento barocco
Adiacente a Piazza Plebiscito si trova Piazza Maria Immacolata, meglio conosciuta dai martinesi come «I Portici». Fu costruita nel 1854 da Davide Conversano per iniziativa di un sacerdote, Giacomo Fedele, che commissionò la realizzazione di uno spazio pubblico destinato alle attività mercantili. L’angolo semi-ellittico della piazza crea un luogo accogliente ed elegante, con una successione di 13 profonde e consecutive arcate che ospitavano bancarelle e venditori. Originariamente era il business forum della città, dove si scambiavano merci, stoffe, olio e capi di bestiame.
Oggi Piazza Maria Immacolata ha radicalmente cambiato destinazione d’uso, trasformandosi in un punto di ritrovo per gli abitanti del borgo e un riferimento importante per chi vuole degustare le specialità gastronomiche locali. La piazza rimane circondata dai preziosi palazzi Fanelli, Caramia di via Cavour e Palazzo Marino Motolese, creando una cerniera armoniosa tra gli stili architettonici diverse epoche.
L’architettura della piazza: elementi barocchi e rococò
L’architettura di Piazza Plebiscito è la quintessenza dello stile barocco e rococò pugliesino. Martina Franca si distingue dalle altre città pugliesi per una particolare leggerezza formale e per l’uso della pietra bianca locale, che conferisce alle facciate una luminosità unica. Balconi con decorazioni elaborate, portali ricchi di stemmi e maschere apotropaiche, cornicie traforare e decorate caratterizzano ogni edificio che si affaccia sulla piazza.
L’ingresso principale alla basilica presenta il consueto modello del barocco di Martina Franca: il portale principale in linea con il balcone situato al di sopra, con uno sviluppo longitudinale del modulo accentuato da una cornice traforata e decorata. Le paraste, elemento ricorrente della grammatica barocca locale, dialogano continuamente con lo spazio urbano, suddividendo le facciate in campate ben proporzionate e evidenziando la geometria ordinata dello spazio pubblico.
Come visitare Piazza Plebiscito: orari, accessi e consigli pratici
Piazza Plebiscito è accessibile tutto l’anno e il suo centro storico è completamente pedonalizzato. Per arrivarvi, il parcheggio consigliato è ubicato fuori dalle mura antiche, con una breve passeggiata fino al cuore della città. Martina Franca è raggiungibile in auto via la strada statale SS172, che collega la Valle d’Itria. Chi viaggia in treno può usufruire della stazione locale servita dalla linea Ferrovie del Sud Est (FSE), che collega a Bari e altri centri della Puglia.
La Basilica di San Martino è generalmente aperta al pubblico durante il giorno. Per una visita ottimale, è consigliato arrivare nel primo mattino o nel tardo pomeriggio per evitare le ore di maggiore affollamento. L’orario migliore per ammirare gli interni della basilica senza flash fotografico è il mattino presto, quando la luce naturale penetra dalle aperture superiori illuminando gli altari marmorei e gli stucchi dorati.
Il centro storico è interamente percorribile a piedi su strade acciottolate e lastricate in marmo. È consigliato indossare scarpe comode e confortevoli per una passeggiata di almeno 2-3 ore che permetta di apprezzare pienamente i dettagli architettonici della piazza e dei monumenti circostanti.
Vivacità e animazione: la piazza come spazio di vita contemporanea
Piazza Plebiscito non è soltanto un monumento congelato nel tempo, ma uno spazio vibrante di vita contemporanea. Numerosi bar e caffè si affacciano sullo spazio pubblico, ideali per una pausa con vista sulla Basilica. La piazza è un punto naturale di incontro per gli abitanti, specialmente nel tardo pomeriggio e alla sera quando la luce dorata illumina le facciate barocche e crea suggestivi giochi d’ombra.
Durante l’estate, la piazza ospita passanti di ogni genere: turisti che fotografano la facciata della basilica, coppie che si innamorano sotto il cielo stellato, famiglie che assaporano gelato locale. L’atmosfera è piacevole e ordinata, con una vivacità gentile che non turba il fascino contemplativo del luogo. Le decorazioni in ferro battuto dei balconi riflettono la luce del tramonto, creando momenti di rara bellezza fotografica.
A pochi passi dalla piazza, nel centro storico di Martina Franca, si trovano numerose botteghe di artigianato locale, negozi di souvenir e ristoranti dove assaggiare le specialità gastronomiche martinesi. Il capocollo, simbolo culinario della città, viene conservato in trulli storici e aromatizzato con erbe mediterranee. Le bombette di Martina Franca, involtini di capocollo e formaggio, rappresentano un’altra eccellenza locale.
Martinafranca: capitale del Barocco pugliese
Martina Franca è universalmente riconosciuta come capitale del Barocco pugliese, una distinzione che la contraddistingue da Lecce, pur condividendo con essa la magnificenza dello stile. La differenza risiede in una sobrietà quasi neoclassica che caratterizza le forme martinesi, meno opulente ma altrettanto eleganti di quelle leccesi.
Il XVII e XVIII secolo rappresentarono l’epoca d’oro di Martina Franca, quando la dominazione dei duchi Caracciolo favorì la trasformazione urbana. Le famiglie nobili fecero a gara per abbellire la città con splendidi palazzi barocchi, mentre chiese eleganti e dimore signorili transformarono il paesaggio urbano. Piazza Plebiscito rimane il capolavoro di questa trasformazione, il luogo dove storia, arte, religione e vita civile si incontrano in una sintesi perfetta.
Il Festival della Valle d’Itria: musica nel Palazzo Ducale
Proprio nelle vicinanze di Piazza Plebiscito, il Palazzo Ducale (seat del municipio, ubicato in Piazza Roma) ospita dal 1974 il celebre Festival della Valle d’Itria, una delle manifestazioni liriche più apprezzate nel mondo. Il festival si svolge nell’atrio del palazzo, donando ai visitatori un’acustica perfetta e uno scenario pittoresco e raccolto. Durante i mesi estivi, la città si trasforma in una capitale internazionale della musica classica, attirando appassionati e musicisti da tutto il mondo. Le note delle composizioni liriche si diffondono per le vie del centro storico, dal Palazzo Ducale fino a Piazza Plebiscito, trasformando l’intera città in un palcoscenico diffuso di cultura e musica.
