Gravina di San Marco: il cuore rupestre di Massafra

La Gravina di San Marco è il tratto più iconico di Massafra, il cuore pulsante di quella che gli antichi soprannominarono il “Paradiso di Massafra”. Questa profonda gola carsica si estende nel territorio dell’entroterra tarantino, creando una barriera naturale che ha plasmato non solo la geologia della città, ma anche la sua storia millenaria. A partire dal VI secolo, le pareti di roccia calcarenitica di questa gravina sono state scavate dall’uomo, trasformandosi in chiese rupestri, villaggi ipogei e insediamenti monacali che testimoniano una civiltà rupestre straordinaria.

Le origini storiche e il significato del nome

La Gravina di San Marco deve il suo nome alla chiesa-cripta dedicata a San Marco, il cui primo scavo risale probabilmente al VI secolo. Questo non è un dettaglio minore: la cripta di San Marco rappresenta il monumento fondatore da cui trae origine l’identità stessa della gravina. Lungo i costoni e i terrazzamenti della gola, si sviluppa una vegetazione spontanea rigogliosa insieme con orti, giardini e coltivazioni di fichi d’India, caratteristiche che nel passato hanno fatto meritare il nome “Paradiso di Massafra” (dal greco paradeisos, ovvero giardino). Questa denominazione affonda le radici nella percezione medievale di questi spazi come luoghi di contemplazione e vita spirituale, dove monaci ed eremiti cercavano il ritiro dal mondo.

La struttura della gravina e i tre ponti iconici

La Gravina di San Marco divide il borgo antico dalla città moderna, separando il nucleo medievale caratterizzato da strette vie dall’ottocentesco Borgo Santa Caterina. La gola è sormontata da tre viadotti storici che permettono il passaggio e offrono vedute spettacolari: il Ponte Nuovo, il Ponte degli Zingari e il Ponte Vecchio. Quest’ultimo rappresenta il belvedere privilegiato da cui ammirare la gravina nella sua interezza. Affacciandosi dal Ponte Vecchio è possibile scorgere il villaggio di Santa Marina e la chiesa rupestre omonima, oltre alla casa dell’Igumeno, testimonianze di una vita che si sviluppava verticalmente sulle pareti rocciose.

La chiesa-cripta di San Marco: capolavoro dell’architettura rupestre

Tra i monumenti più importanti della gravina figura la chiesa-cripta di San Marco, considerata la meglio conservata delle cripte cittadine. La struttura interna è a tre navate, divisa da due pilastri centrali. Una delle caratteristiche più affascinanti è l’accesso che avviene attraverso un profondo nartece con due arcosoli, sui quali sono ancora visibili pannelli devozionali raffiguranti San Marco. Sulla parete destra dell’aula centrale spicca un grande affresco del Santo a cui è dedicata la chiesa. L’area absidale mostra modifiche risalenti all’XI secolo. La chiesa presenta due absidi simmetriche al termine di due celle comunicanti, con altari che conservano tracce di antiche pratiche liturgiche.

Il villaggio rupestre di Santa Marina

Una delle meraviglie nascoste della Gravina di San Marco è il villaggio rupestre di Santa Marina, accessibile dagli spalti superiori della gravina dalla zona del Borgo Ottocentesco. Questo insediamento rappresenta una straordinaria testimonianza di vita in grotta tra il III e il XVII secolo, anche se tracce di antropizzazione potrebbero risalire a periodi ancora più antichi. La chiesa rupestre di Santa Marina fa parte di questo villaggio e si contraddistingue per la notevole altezza interna, dovuta a un abbassamento del pavimento di circa un metro rispetto al piano originale. L’aula è separata dal bema da tre arcate impostate su massicci pilastri, mentre nel presbiterio rettangolare si trova un’abside a calotta con altare, affrescata con una Dèesis raffigurante Cristo Pantocrator tra la Vergine e il Battista. Nell’aula sono ancora visibili sedili ricavati direttamente nella roccia.

La cripta della Candelora e le altre chiese rupestri

Nella Gravina di San Marco si trovano altre chiese rupestri di grande importanza, in particolare la cripta della Candelora, considerata un gioiello dell’architettura rupestre per la sua complessità strutturale. Questo edificio risale alla fine del XII secolo ed è caratterizzato dalla presenza di volte multiple e da dipinti di notevole pregio, tra cui la “Presentazione di Gesù al Tempio” con Gesù fanciullo raffigurato mentre cammina tenendo per mano la Madonna. Gli affreschi contengono iscrizioni sia greche che latine, testimoniando la contaminazione culturale tra l’oriente e l’occidente. Altre chiese rupestri meritevoli di visita includono quella di San Biagio e quella di San Leonardo, quest’ultima con affreschi altomedievali ben conservati che mostrano una sensibilità artistica straordinaria.

La civiltà rupestre: abitazioni, monasteri e insediamenti

All’interno della gravina sono disseminate numerose testimonianze di quella che è stata definita la civiltà rupestre medievale. Durante l’Alto Medioevo, le grotte di origine carsica vennero inizialmente utilizzate come abitazioni, poi trasformate in luoghi di culto. Questo processo di antropizzazione ha generato una struttura urbana verticale unica nel suo genere, con abitazioni-grotta, celle monastiche, ipogei piramidali e depositi agricoli scavati nelle pareti rocciose. Molti di questi ambienti erano originariamente adibiti a magazzini, stalle e depositi per attrezzi agricoli, riflettendo un’economia basata sulla sfruttamento agricolo del territorio.

Il contesto geografico e il Parco Terra delle Gravine

La Gravina di San Marco fa parte del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, istituito nel 2005, che si estende su 28 mila ettari di territorio tra le province di Taranto, Brindisi e Matera, incastonato tra l’altopiano della Murgia tarantina e il Mare Jonio. Le gravine hanno lunghezze che variano da 1 a 10 km, larghezze dai 10 ai 300 metri e profondità massime di 50 metri, anche se la Gravina di San Marco può raggiungere profondità di oltre 100 metri in alcuni tratti. Massafra risulta il territorio più ricco di gravine nella regione, con circa 11 gravine sul suo territorio, rendendo questa città uno dei siti più importanti per lo studio della civiltà rupestre europea.

Come visitare la Gravina di San Marco

La Gravina di San Marco è facilmente visitabile dal centro storico di Massafra, con accesso libero dai ponti principali che sovrastano la gola. Per esplorare in profondità gli insediamenti rupestri e le chiese affrescate è consigliabile contattare l’Ufficio Turistico di Massafra (Piazza Giuseppe Garibaldi, Tel: 099 880 4695) per prenotare visite guidate. Molte chiese rupestri si trovano in aree private o sotto edifici moderni e richiedono l’apertura da parte di guide autorizzate. La Cooperativa Nuova Hellas gestisce itinerari e visite guidate specializzate alle gravine, disponibili tramite il sito www.massafraturismo.it. È consigliabile indossare scarpe da escursionismo robuste e pianificare la visita durante i mesi primaverili e autunnali, quando le temperature sono più gradevoli. L’accesso ai villaggi rupestri all’interno della gravina può variare a seconda delle condizioni di manutenzione e della disponibilità delle guide locali.

Cosa vedere nei dintorni della Gravina di San Marco

Affacciandosi sulla Gravina di San Marco si trova il Castello di Massafra, le cui prime notizie risalgono a un documento longobardo del 970. Il castello è di forma quadrangolare con torri ad ogni angolo, tre di forma circolare e una a sud-est di forma ottagonale, riflettendo modifiche normanne, angioine, sveve e aragonesi. All’interno sono ospitati la biblioteca comunale e il museo civico storico-archeologico dedicato alla civiltà del vino e dell’olio. Un’altra gravina altrettanto suggestiva è quella della Madonna della Scala, profonda circa 40 metri, che ospita oltre 200 cavità utilizzate come abitazioni e il Santuario della Madonna della Scala, costruito nel 1731 sopra una cappella preesistente. All’interno di questa gravina si trovano anche la Grotta del Ciclope e la Farmacia del Mago Greguro, un complesso di 12 grotte collegate dove venivano conservate le erbe utilizzate da un guaritore dell’anno Mille.

Informazioni pratiche e orari

La Gravina di San Marco è visitabile in qualsiasi momento della giornata dall’esterno, ma per accedere alle chiese rupestri è necessario contattare anticipatamente l’Ufficio Turistico di Massafra. Non ci sono costi di ingresso al parco naturale, ma le visite guidate alle chiese e ai villaggi rupestri prevedono tariffe variabili secondo gli operatori locali. L’accesso ai ponti è sempre libero, permettendo di ammirare i panorami della gravina anche durante brevi soste nel centro storico. Massafra dista circa 30 minuti d’auto dal capoluogo Taranto e si raggiunge facilmente via strada, con parcheggi disponibili nel centro urbano.

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