Castello Episcopio Grottaglie: Storia Medievale e Architettura Fortificata

Il Castello Episcopio di Grottaglie è una maestosa fortezza medievale che si eleva nel cuore del centro storico, a ridosso del celebre Quartiere delle Ceramiche. Con una superficie complessiva di oltre 6.000 metri quadrati e un’altezza massima della torre maestra di oltre 28 metri, il castello domina il territorio dalla sommità di una gravina in posizione strategica. Ubicato nella zona sud-orientale del centro storico, il castello rappresenta uno dei monumenti più significativi della Puglia medievale.

Le Origini e la Fondazione nel XIV Secolo

Il nucleo originario del Castello Episcopio, con mastio e settore orientale, risale alla fine del XIV secolo. Il mastio venne eretto per volere dell’arcivescovo di Taranto Giacomo d’Atri, che durante il suo mandato pastorale dal 1354 al 1381 ha profondamente trasformato Grottaglie. Oltre al castello, l’arcivescovo d’Atri ha commissionato la realizzazione della Chiesa Matrice e l’edificazione della cinta muraria che fortificava l’intero insediamento urbano. La struttura iniziale, probabilmente, non era una costruzione totalmente nuova ma la riedificazione di una struttura preesistente, una tipica masseria-fortezza così diffusa in Puglia nel medioevo.

Il castello nasce quindi come residenza fortificata della diocesi, trasformando un insediamento rurale in un centro urbano dotato di difese permanenti. Per dotarsi di una residenza all’altezza del suo rango e per motivi difensivi, l’arcivescovo decise di fortificare la residenza episcopale, affidandosi all’impianto medievale di torre centrale e cinta muraria dotata di torrioni.

Evoluzione Architettonica: Dal Medioevo al Barocco

Il castello non rappresenta un’opera costruita in una sola fase, bensì il risultato di numerosi interventi di ampliamento e rimaneggiamento che si sono succeduti nel corso dei secoli. Già nel XV secolo il castello doveva apparire composto dalla Torre Maestra, dalla cinta muraria, da due torri addossate alle cortine murarie e dagli ambienti al piano nobile destinati a residenza arcivescovile.

Durante il XVII secolo, il castello subisce una trasformazione radicale che lo converte da struttura puramente militare a residenza aristocratica. Il cardinale Bonifacio Caetani ha fatto realizzare il giardino cinquecentesco adiacente al lato ovest del castello, un’area di circa 1.000 metri quadri su un unico livello pianeggiante. Successivamente, monsignor Tommaso Caracciolo nel 1649 ha commissionato nuovi lavori che hanno ingrandito il castello senza alterare l’impianto generale e difensivo del complesso. Questi interventi hanno includono la realizzazione del loggiato interno dell’episcopio, una cappella per uso privato con altare in pietra e affreschi barocchi, nonché nuove strutture per funzioni di servizio, foresteria e alloggi del personale.

In epoca barocca, la struttura ha ricevuto una nuova facciata nello stile tipico del periodo, conferendo al castello un aspetto più elegante rispetto all’austerità medievale. Nonostante l’apparenza fredda ed austera delle facciate esterne, l’interno del castello è ricco di sale ampie e maestose, illuminate da grandi finestre.

La Struttura Architettonica

Il castello nella sua configurazione attuale si presenta composto da due blocchi principali. Il blocco principale, disposto a sud-est, è articolato intorno a un atrio ed è circondato da mura sui lati nord e est, mentre sui lati sud e ovest i bastioni coincidono con il fabbricato principale. Il settore a nord-ovest, di più recente edificazione, è edificato solo sul lato ovest ed è occupato per la maggior parte della sua estensione da un vasto cortile-giardino interno.

L’elemento più rappresentativo è la Torre Maestra, alta oltre 28 metri, che si articola su quattro piani indipendenti tra loro, originariamente collegati mediante un sistema di scale esterne. La torre è coronata da merli difensivi e presenta il piano terra scavato direttamente nel tufo della gravina sottostante. Sul lato orientale, un piombatoio permetteva di lanciare pietre e oggetti per difendere la struttura da assedianti.

Il fabbricato principale, dove aveva sede l’episcopio, si sviluppa su due piani con un parziale terzo livello nell’ala sud-est, e presenta un loggiato interno con volta a crociera che si estendeva per l’intera lunghezza dell’edificio, fungendo da collegamento tra il cortile e il piano nobile. All’angolo sud-est, nel punto di giunzione tra il fabbricato e la cinta muraria, si trova una torre di cortina pentagonale prospiciente il Quartiere delle Ceramiche.

Il Giardino Giacomo d’Atri

Il giardino intitolato all’arcivescovo Giacomo d’Atri rappresenta un elemento di grande suggestione nel complesso castellano. Localizzato nelle adiacenze del lato occidentale del castello e ad esso collegato mediante scalinate, il giardino si estende per circa 1.000 metri quadrati su un unico livello pianeggiante. Un documento della curia episcopale del 1711 attesta l’esistenza del giardino, distinguendolo da quello che occupava il settore nord-occidentale del castello. Nel XIX secolo veniva elencato tra i beni concessi in fitto dall’episcopio tarantino. La forma definitiva del giardino risale al XVII secolo, durante la trasformazione del castello da struttura militare a residenza aristocratica.

Dal Demanio Ecclesiastico al Bene Pubblico

Per secoli il castello è stato una delle sedi principali dell’arcivescovato di Taranto, simbolo tangibile del potere temporale esercitato dai vescovi sulla popolazione grottagliese. Nel XX secolo, il castello ha subito gli ultimi rimaneggiamenti strutturali con l’innalzamento del piano di calpestio nel cortile nord-occidentale, la costruzione di intercapedini per illuminare i locali interni e la realizzazione di corpi aggiunti per impianti igienico-sanitari. Negli anni ottanta del novecento è stato sottoposto a un importante intervento di restauro che ha salvaguardato le caratteristiche storiche della struttura.

Il castello è stato ceduto dal Comune di Grottaglie a seguito della cessione da parte dell’arcivescovato. Grazie ai restauri e agli interventi di risistemazione, l’antica struttura è diventata un luogo ancora vivo, ospitando numerose manifestazioni artistiche e culturali che valorizzano il patrimonio storico locale.

Il Museo della Ceramica

Nell’ala sud-est del castello, all’interno degli ambienti che anticamente servivano come stalle, ha oggi sede un importante Museo della Ceramica. Il museo espone numerosi manufatti ceramici di uso domestico e ornamentale rappresentativi della tradizione figulina locale. La collezione permette di comprendere l’evoluzione delle tecniche ceramiche grottagliesi nel corso dei secoli, dalla produzione medievale ai manufatti contemporanei.

Manifestazioni Culturali e Eventi

Il castello è diventato il cuore pulsante della vita culturale grottagliese. Nelle sue sale si svolgono ogni anno due importanti rassegne: la Mostra della Ceramica (agosto-settembre) e la Mostra del Presepe (dicembre-gennaio), con numerose opere rappresentative dell’artigianato figulino grottagliese e della sua storia millenaria. Dal 2004 il castello ospita ininterrottamente il Concorso di Ceramica Contemporanea Mediterraneo, giunto alla trentesima edizione, un evento di portata internazionale che seleziona e premia le opere che spiccano per innovazione tra ceramisti nazionali e internazionali.

Come Visitare il Castello

Il Castello Episcopio è situato in piazza Immacolata nel centro storico di Grottaglie, facilmente raggiungibile a piedi dal cuore del borgo. Grottaglie si trova in provincia di Taranto, a circa 18,9 chilometri dalla Stazione di Taranto Centrale e a circa 44,7 chilometri dal porto di Brindisi.

Il Museo della Ceramica è aperto dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:30, mentre sabato e domenica l’orario è 10:30-13:00 e 15:30-19:00. Il museo rimane chiuso il lunedì. L’ingresso ha un costo di circa 4 euro (ridotto 2 euro per visitatori dai 15 ai 25 anni e gruppi da 15 persone; 1 euro dai 6 ai 14 anni; gratuito fino a 5 anni e per possessori di tessera ICOM).

Il castello e il Museo della Ceramica ospitano visite guidate a partenza fissa ogni venerdì, sabato e domenica per conoscere i dettagli della collezione, oltre ad attività laboratoriali per famiglie ogni domenica mattina alle ore 11:00. Il museo è dotato di un ampio bookshop e di un info point.

Si consiglia di indossare scarpe comode per esplorare le viuzze acciottolate del centro storico e del Quartiere delle Ceramiche. La migliore stagione per visitare è la primavera e l’autunno, quando il clima è temperato e gradevole. Oltre alle sale del museo, meritano una visita i due giardini dell’antico edificio medievale: il giardino mediterraneo e il giardino dedicato all’arcivescovo Giacomo d’Atri, che rivelano l’evoluzione architettonnica della residenza da fortezza a dimora aristocratica.

Lascia un commento