Il Ponte Girevole di Taranto non è semplicemente un collegamento stradale, ma una macchina complessa di ingegneria che coniuga precisione meccanica e azionamento elettrico. Per comprendere come si apre, occorre analizzare in dettaglio il sistema che lo anima.
La struttura a doppio semiponte e il perno centrale
La caratteristica distintiva del Ponte Girevole tarantino risiede nella sua divisione in due semibraccia indipendenti. Ciascun semiponte ruota intorno a un perno centrale ancorato tramite tirafondi alla banchina in cemento. Questo elemento costruttivo, ancorché semplice nel principio, rappresenta il fulcro di una macchina dalle proporzioni imponenti: il ponte pesa circa 1600 tonnellate.
Il sistema di rotazione: cremagliera, pignone e motore
Il movimento rotatorio del Ponte Girevole avviene mediante un sistema meccanico raffinato. Ciascun semiponte si muove sopra una cremagliera tramite un pignone sempre in presa azionato da un motore elettrico. Il tutto poggia su una pista di rotolamento costituita da una serie di cilindri di acciaio che distribuiscono uniformemente il peso della struttura. Questo sistema di trasmissione, rimasto sostanzialmente invariato dai tempi della ricostruzione del 1958, garantisce la regolarità del movimento durante le operazioni di apertura e chiusura.
La sequenza alternata delle manovre di apertura
L’apertura del ponte segue una procedura rigorosamente prestabilita. Le prime operazioni manuali consistono nella rimozione degli otto calaggi e dello sganciamento dei due chiavistelli posti alle estremità, elementi che stabilizzano il ponte quando è chiuso. Solo dopo questa fase preparatoria inizia la rotazione vera e propria.
L’apertura seguire una sequenza ben definita: il semiponte lato Borgo Antico ruota prima di circa 45 gradi, quindi il semiponte lato Borgo Nuovo completa una rotazione di 90 gradi, seguito dal completamento della rotazione di quello lato Borgo Antico. Questo movimento alternato dei due semiponti crea l’effetto visivo caratteristico, con i due bracci che si spalancano verso il Mar Piccolo come un saluto.
Tempi di manovra e comando elettrico
L’intero ciclo di apertura e chiusura richiede complessivamente una ventina di minuti. Il tempo effettivo delle manovre di rotazione ammonta a circa tre minuti. Le operazioni sono condotte da due cabine di pilotaggio situate nei pressi di ciascun semiponte, dove operatori specializzati controllano il funzionamento del sistema. Quattro operai addetti al controllo monitorano costantemente i dispositivi automatici, pronti a intervenire in caso di avaria.
L’evoluzione dal sistema idraulico al motore elettrico
Nella versione originale del 1887, il Ponte Girevole funzionava grazie a turbine idrauliche alimentate da un grande serbatoio di 600 metri cubi d’acqua posto sul Castello Aragonese adiacente. Quando era necessario aprire il ponte, l’acqua cadeva dalle vasche alimentando due turbine situate sotto ciascuno dei piloni, mettendo in rotazione la struttura.
Con la ricostruzione del 1957-1958, la struttura originaria fu demolita e rimontata interamente, mantenendo i principi ingegneristici di base ma introducendo un funzionamento completamente elettrico. Il nuovo sistema, progettato dalla Società Nazionale Officine di Savigliano, ha conservato l’identità meccanica del ponte pur garantendo maggiore affidabilità e controllo rispetto al precedente sistema idraulico.
Il controllo e la manutenzione della Marina Militare
Attualmente, la gestione dell’apertura e la manutenzione dell’intera infrastruttura sono affidate alla Marina Militare Italiana. Le aperture ordinarie per il transito di unità militari avvengono principalmente nelle prime ore del mattino, intorno alle 5:00. Il ponte è sottoposto a periodici interventi di manutenzione sia degli organi meccanici che della struttura metallica, essenziali per preservare l’integrità e l’efficienza di una macchina urbana che rappresenta il cuore pulsante della città.
