Nel cuore del centro storico di Laterza si erge uno dei monumenti religiosi più significativi della Puglia: la Chiesa Matrice di San Lorenzo Martire. Edificata fra il 1408 e il 1414, questa chiesa rappresenta un capolavoro dello stile tardo-gotico che continua a dominare visivamente il tessuto urbano del borgo grazie al suo imponente campanile neoclassico. La chiesa non è solo un edificio di culto, ma un vero simbolo identitario della comunità laertina, testimonianza della ricchezza e dell’importanza storica di Laterza.
Una costruzione quattrocentesca ricca di significati
La chiesa matrice risulta costruita negli anni 1408-1414, un periodo di sviluppo economico per Laterza. La consacrazione ufficiale avvenne il 19 novembre 1673, e da quella data l’anniversario della consacrazione è celebrato il 31 agosto di ogni anno. La dedica a San Lorenzo Martire non è casuale: all’epoca, Laterza era già celebre per la sua produzione ceramica, e San Lorenzo è il patrono dei ceramisti. Questa scelta riflette l’importante ruolo artigianale che caratterizzava l’economia locale nel Quattrocento.
Nei secoli successivi, la chiesa ha subito numerosi interventi di restauro e adeguamento. Nel 1864, l’Arciprete Arcangelo Giannico fece realizzare l’altare principale in marmo, sostituendo un precedente altare ligneo indorato. Il restauro più radicale avvenne nel 1960, sebbene con esiti discutibili: in quell’occasione vennero smantellati la finta volta a incannucciata e gli stucchi settecenteschi che ornavano la chiesa, portando alla luce i fusti originari affrescati delle colonne. Tuttavia, le colonne furono immediatamente rivestite di cemento armato per un ipotizzato rischio di crollo. Gli ultimi interventi più organici si svolsero dal 1978 al 1987, durante l’archipresbyterato di Pasquale Tamborrino, quando fu collocata la nuova mensa eucaristica secondo le disposizioni conciliari.
L’architettura tardo-gotica e la facciata straordinaria
La facciata della Chiesa Matrice è modellata in stile tardo-gotico e presenta caratteristiche formali che la rendono unica nel panorama architettonico pugliese. Scandita da quattro lesene verticali, si articola in tre sezioni: la parte centrale, più alta, accoglie il portale principale ed è sovrastata da un ampio rosone; le due parti laterali si concludono con timpani a spioventi convessi, che si contrappongono ai spioventi concavi della sezione centrale. Questa composizione crea un gioco di luci e ombre che varia a seconda dell’ora del giorno.
L’elemento architettonico più caratteristico è il grande rosone centrale, un esempio straordinario di decorazione gotica. Si tratta di una ruota di carro incastonata in un grande occhio circolare riccamente lavorato, composto da una successione di venti arcatelle gotiche poste su altrettante colonnine convergenti verso un mozzo centrale, come raggi di una ruota. Le due aperture laterali più piccole sormontano lunette ad arco leggermente acuto, all’interno delle quali sono rappresentati affreschi della Mater Domini, con la figura ben conservata di sinistra che mantiene i colori più vivaci su un fondo rosso arabescato e un cielo azzurro costellato.
Facciata e composizione ricordano altre importanti chiese pugliesi coeve: la chiesa madre di Manduria, la cattedrale di Ostuni (quasi contemporanea), e le successive di Mottola (1507), Maruggio (1519) e Manduria (1532). Tuttavia, la somiglianza più stretta è con la ex Cattedrale di Ostuni, tanto che solo dopo un attento esame ci si accorge di trovarsi davanti a due monumenti distinti. Questo crea una famiglia di chiese tardo-gotiche pugliesi che rappresentano un linguaggio architettonico coerente e riconoscibile.
Il portone principale, in legno massiccio con dimensioni di 2,10 metri di larghezza per 3,50 di altezza, è contornato da tre fasce a bassorilievo scolpite nel tufo: la fascia più interna è attorcigliata a fune, quella esterna presenta un motivo a fascio con corregge di legamento, mentre la fascia mediana riporta decorazioni che completano l’apparato simbolico dell’ingresso.
L’interno: un patrimonio di affreschi e opere d’arte
L’interno della chiesa si presenta con un impianto basilicale a tre navate, scandite ciascuna da due file di tre colonne. La navata centrale è caratterizzata da un’ampiezza doppia rispetto a quelle laterali, conferendo una proporzione monumentale all’interno. Le pareti sono riccamente affrescate, sebbene i restauri del Novecento abbiano modificato alcuni aspetti dell’aspetto originale.
Il presbiterio, rialzato di qualche gradino rispetto alle navate, si presenta tripartito in corrispondenza delle tre navate. Nel vano centrale più ampio si erge l’altare principale in marmo realizzato nel 1864. Oggi, lo spazio precedentemente occupato dall’organo accoglie il simulacro ligneo di San Lorenzo, realizzato da artigiani tirolesi negli anni Ottanta, collocato nella seconda cappella laterale dedicata al santo titolare.
Le cappelle laterali ospitano un patrimonio straordinario di tele e opere d’arte. Una cappella, anticamente denominata cappellone del Corpo di Cristo o Cuore di Gesù, fu arricchita nel 1749 da un sontuoso altare in legno dorato che contiene la riproduzione della grande tela della Deposizione, opera del pittore Arcangelo Giannico. Sulle pareti laterali di questa cappella si trovano quattro tele dello stesso artista che rappresentano il Martirio di Santa Flavia, la Decapitazione di San Placido, la Vestizione Sacra e le Tre storie di San Benedetto. L’interno conserva inoltre quattro tele rappresentanti gli evangelisti Giovanni, Luca, Marco e Matteo, oltre a una tela di San Michele Arcangelo.
Il campanile: stella polare di Laterza
Il campanile, in stile neoclassico, è uno dei tratti più caratteristici dell’edificio ed è visibile da molteplici punti della città. Originariamente il campanile sorgeva a sinistra della chiesa presso l’abside del Santissimo Sacramento, ma crollò a causa di un terremoto e fu ricostruito successivamente sul lato della sacrestia nello stile neoclassico che oggi caratterizza la sua struttura. La maestosità della torre permette ai visitatori e agli abitanti di orientarsi facilmente fra le viuzze del centro storico, fungendo da punto di riferimento naturale per le passeggiate nella cittadella. La facciata della chiesa, perennemente baciata dal sole, si affaccia sul dirupo della gravina, quasi a volersi mostrare nel suo splendore come un manifesto di benvenuto per chi guarda il paese dall’altro costone del canyon.
Orari di visita e accesso
La chiesa è normalmente aperta tutti i giorni feriali dalle 16 alle 21, mentre nei giorni festivi rimane sempre aperta. Chi desiderasse visitarla nelle ore del mattino è invitato a chiedere al vicinato della zona, dove solitamente si trovano persone in possesso delle chiavi per l’apertura. L’accesso è garantito da una rampa per anziani e disabili, realizzata sulla sinistra dei gradini d’ingresso, mentre una ringhiera in ferro recinge la facciata a destra e a sinistra. L’indirizzo è Via Chiesa, 24 a Laterza.
La Chiesa Matrice nel contesto diocesano
Dipendente fin dall’origine dall’Arcidiocesi di Acerenza e poi da quelle unite di Acerenza e Matera, la chiesa fu aggregata alla Diocesi di Matera nell’agosto 1945. Infine, con decreto della Congregazione dei Vescovi dell’8 settembre 1976 fu aggregata alla Diocesi di Castellaneta, dove rimane tutt’oggi. Con Bolla del marzo 1764 il beneficio dell’antica Abbazia di Santa Maria la Grande venne unito in perpetuo alla chiesa matrice di San Lorenzo, per cui da quella data gli arcipreti assumono il titolo di Abate. Istituzionalmente, la chiesa si presentava come una chiesa ricettizia con a capo l’Arciprete, cui spettava la cura delle anime; questi era eletto in gremio al Capitolo ed era di nomina arcivescovile.
Consigli per la visita
Una visita alla Chiesa Matrice di San Lorenzo Martire consente di comprendere il significato spirituale e artistico che ha contraddistinto Laterza nel corso dei secoli. Si consiglia di visitare la chiesa al tramonto, quando la luce radente illumina la facciata tardo-gotica mettendone in risalto le geometrie e i motivi decorativi. È importante indossare abbigliamento rispettoso, come richiesto in ogni luogo di culto, e di mantenersi in silenzio durante le ore di preghiera. Le fotografie all’interno sono generalmente consentite, ma è sempre opportuno verificare con il personale della chiesa. Una visita completa all’interno e alla facciata richiede circa 45-60 minuti, permettendo una contemplazione attenta di tutte le opere d’arte conservate.
