Sostituzione integrale del Ponte Girevole di Taranto: il progetto da 25 milioni per il 2027-2028

Il Ponte Girevole di Taranto, simbolo iconico della città dal 1958, non sarà semplicemente restaurato. La Marina Militare ha optato per una sostituzione integrale della struttura, una decisione destinata a transformare profondamente l’infrastruttura portuale e urbana. Non si tratta di consolidamento marginale, ma di rigenerazione strutturale completa che rappresenta una svolta nelle strategie di intervento sulle infrastrutture critiche della città.

Il cronoprogramma: dalla progettazione al completamento

Il cronoprogramma per la realizzazione della nuova struttura è articolato in fasi precise. La progettazione esecutiva dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2025. Entro la fine del 2026 sarà pubblicato il bando di gara per l’appalto integrato. I lavori veri e propri avranno inizio nel 2027, con l’inaugurazione della nuova struttura prevista nel 2028. L’opera è finanziata con un investimento complessivo di 25 milioni di euro attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), con la Marina Militare che ha già impegnato oltre sei milioni di euro. Si tratta di uno degli interventi infrastrutturali più significativi del decennio per Taranto, integrato nel più ampio piano di riqualificazione del centro storico e realizzazione delle linee Brt.

Una struttura tecnologicamente avanzata

Il progetto affidato all’ingegnere Massimo Majowiecki, specializzato in strutture d’acciaio non convenzionali, rappresenta un’evoluzione tecnologica significativa. La nuova struttura sarà realizzata in acciaio zincato e verniciato con una forma a nido d’ape del peso di 1470 tonnellate, concepita per supportare carichi pesanti inclusi i futuri autobus del sistema Brt. Un elemento distintivo sarà l’implementazione di un gemello digitale, un sistema di monitoraggio predittivo mediante sensori dedicati che permetterà agli ingegneri di prevedere fenomeni di fatica nei materiali e intervenire preventivamente. Questa innovazione digitale trasformerà il Ponte Girevole in un’opera monitorata continuamente attraverso tecnologie smart, garantendo interventi tempestivi e una gestione più efficiente delle risorse manutentive.

Spazi pubblici innovativi e funzionalità multidisciplinare

Oltre al traffico automobilistico, il nuovo ponte integrerà piste ciclabili dedicate e passaggi pedonali separati con barriere dal traffico veicolare. Le carreggiate pedonali saranno ritraibili per non interferire con il passaggio delle grandi unità navali, mantenendo la capacità portuale del canale navigabile. Una volta operante, i meccanismi di apertura e chiusura saranno ottimizzati per interrompere il traffico urbano per soli pochi minuti durante il transito di navi. L’estetica del nuovo ponte si integrerà con il borgo umbertino senza distaccarsi molto dalla struttura attuale, pur essendo risultato un po’ più largo per permettere a pedoni e ciclisti di passeggiare in libertà.

Gestione della viabilità durante la fase costruttiva

La fase costruttiva rappresenta una sfida ingegneristica significativa. Lo smontaggio del ponte attuale avverrà a ponte aperto: la struttura sarà sezionata in sei blocchi e rimossa utilizzando una chiatta munita di gru. I tempi stimati per lo smontaggio e l’installazione oscillano tra 40 e 60 giorni. Durante questa fase delicata, una struttura galleggiante temporanea sarà posizionata tra la rampa Leonardo da Vinci e la discesa Vasto, composta da cinque piattaforme mobili con sezioni centrali rimovibili due volte al giorno per consentire il passaggio delle navi. Si tratta di una soluzione già sperimentata negli anni ’80 del secolo scorso. Il ruolo del Comune di Taranto sarà determinante nel predisporre soluzioni alternative per la mobilità di veicoli e pedoni, con l’obiettivo di evitare il blocco del traffico e il congestionamento delle aree centrali.

Prospettive tra innovazione e conservazione

Nonostante l’entusiasmo ufficiale per il progetto, non mancano critiche dalla comunità professionale degli architetti e restauratori locali, che contestano la demolizione totale di un’opera considerata patrimonio identitario collettivo. Alcuni esperti richiedono invece un approccio conservativo mediante restauro selettivo e consolidamento delle parti danneggiate, preservando la memoria storica dell’infrastruttura. Accanto al progetto ufficiale, circola anche una proposta alternativa: realizzare un nuovo ponte levatoio tra via Roma e via Garibaldi, lasciando intatto il Ponte Girevole storico, soluzione che consentirebbe di affrontare i problemi infrastrutturali senza compromettere l’identità visiva della città. Tuttavia, il processo di attuazione sembra ormai inarrestabile, con il progetto che ha ottenuto il via libera da tutti gli enti competenti e il supporto delle istituzioni locali.

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