Un nuovo infortunio sul lavoro si sarebbe verificato nella notte all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, l’ex Ilva oggi in amministrazione straordinaria. Secondo quanto riportato da più fonti, un operaio di 43 anni, dipendente della ditta Semat Engineering, sarebbe rimasto ferito alla gamba sinistra durante alcune operazioni di armatura nell’area dell’altoforno 2 (Afo2).
Stando alle prime ricostruzioni, il lavoratore sarebbe stato colpito da una catena che si sarebbe staccata improvvisamente dalla benna di un escavatore, con un impatto che avrebbe provocato una frattura all’arto inferiore. La dinamica precisa dell’accaduto è ancora al vaglio degli inquirenti.
Il ferito avrebbe ricevuto un primo soccorso nell’infermeria interna allo stabilimento, per poi essere trasferito con il 118 all’ospedale Santissima Annunziata per ulteriori accertamenti. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione immediata. I tecnici dello Spesal (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) sarebbero intervenuti sul posto per i rilievi necessari, al fine di chiarire se si sia trattato di un cedimento accidentale, di un problema tecnico o di una criticità organizzativa.
L’episodio si inserisce in una scia di incidenti che negli ultimi mesi ha tenuto alta l’attenzione sulla sicurezza nello stabilimento ionico. Solo il 21 aprile un altro operaio sarebbe rimasto ferito a una gamba da una lamiera in un’area simile. Prima ancora, il 2 marzo 2026, il trentaseienne Loris Costantino aveva perso la vita dopo essere precipitato da una passerella grigliata del reparto agglomerato, e il 12 gennaio Claudio Salamida, 46 anni, era morto nell’Acciaieria 2 a seguito del cedimento di un pavimento grigliato.
Il contesto in cui maturano questi episodi è quello di uno stabilimento alle prese con profondi mutamenti gestionali e produttivi. Il siderurgico tarantino attraversa una fase di estrema incertezza, tra trattative con potenziali acquirenti, produzione ridotta al minimo e un piano di decarbonizzazione contestato dalle organizzazioni sindacali, che lamentano scarsa comunicazione da parte dell’azienda e invocano interventi urgenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza dei lavoratori, tanto diretti quanto dell’indotto.
