Taranto si costituisce parte civile: la società rossoblù tutela l’immagine dopo gli scontri della finale playoff

La SS Taranto avrebbe comunicato che, a tutela della propria immagine, dei propri tesserati e della propria comunità sportiva, si costituirà parte civile nei procedimenti che verranno instaurati nei confronti dei soggetti responsabili dei fatti contestati. La decisione della società rossoblù rappresenterebbe una risposta ai gravi episodi di violenza che si sarebbero verificati al fischio finale della gara di ritorno della finale playoff contro il Gladiator.

La condanna della società nei confronti della violenza

La SS Taranto avrebbe ribadito la più ferma condanna di ogni comportamento contrario ai principi di lealtà, correttezza e rispetto che devono caratterizzare il mondo dello sport. La proprietà della famiglia Ladisa avrebbe sottolineato la totale estraneità rispetto alle condotte oggetto di contestazione.

Le azioni legali della società

La SS Taranto avrebbe dato mandato ai propri legali di promuovere ogni opportuna azione giudiziaria, compreso un atto di citazione per il risarcimento dei danni, nei confronti del soggetto indicato nel provvedimento del giudice sportivo. Secondo quanto comunicato, la persona avrebbe colpito il quarto uomo con uno schiaffo, pur non risultando tesserata con la SS Taranto, circostanza che avrebbe comportato un pregiudizio all’immagine e alla reputazione del club.

Le sanzioni della giustizia sportiva

A seguito degli episodi di violenza verificatisi al triplice fischio del match contro il Gladiator, il Giudice Sportivo avrebbe disposto che fino al 15 novembre i rossoblù giocherebbero le loro partite interne a porte chiuse e lontano dallo Iacovone. Alla società sarebbero stati inoltre comminati una penalizzazione di due punti per responsabilità oggettiva e un’ammenda di 6.500 euro.

La collaborazione con le autorità

La società avrebbe dichiarato che continuerà a collaborare con le autorità competenti e con gli organi della giustizia sportiva affinché venga fatta piena luce sui fatti e siano accertate tutte le responsabilità.

Lascia un commento