Giochi del Mediterraneo 2026: scontro politico sui fondi e il nodo degli 8,5 milioni mancanti

A meno di tre mesi dall’avvio dei XX Giochi del Mediterraneo — in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026 — il dibattito politico cittadino si fa sempre più acceso, con uno scontro tra centrodestra e forze progressiste sui meriti, sulle risorse e sulla gestione dell’evento sportivo più importante mai ospitato nel Mezzogiorno.

Al centro della polemica c’è il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, Responsabile Unico del CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) per Taranto, che nelle ultime settimane avrebbe rivendicato il contributo dell’esecutivo Meloni al percorso di avvicinamento ai Giochi. Secondo quanto riferito da fonti di centrodestra, Iaia avrebbe rimproverato al Partito Democratico e all’amministrazione comunale di limitarsi alle critiche senza mettere sul tavolo risorse proprie, invitandoli a individuare finanziamenti concreti piuttosto che polemizzare.

Il quadro finanziario complessivo dell’evento è effettivamente imponente: il Governo avrebbe stanziato complessivamente 300 milioni di euro per la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Nel dettaglio, 25 milioni si aggiungerebbero ai 275 stanziati tra il 2022 e il 2023, rispettivamente 150 e 125 milioni di euro. Questi ultimi fondi andrebbero a coprire le spese di organizzazione dell’evento, che riguarderà Taranto come sede centrale, Brindisi e Lecce, più altri comuni del Tarantino, del Brindisino e del Barese: in precedenza, le risorse impegnate avrebbero riguardato solo l’impiantistica.

Sul fronte infrastrutturale, il 30 agosto 2024 la Corte dei Conti avrebbe registrato il decreto relativo al finanziamento di circa 107 milioni di euro per il secondo masterplan delle opere, che coinvolgerebbe oltre 30 impianti sportivi tra riqualificati e costruiti ex novo. Tra le nuove costruzioni tarantine figurerebbero un nuovo stadio calcistico da 20.000 posti, un impianto natatorio per 2.000 spettatori con vasca coperta e scoperta, e un centro nautico per le gare di vela, canottaggio e kayak.

Nelle ultime ore sarebbe però emersa una nuova complicazione: il Governo, per il tramite del ministro Giorgetti, avrebbe negato all’organizzazione gli 8,5 milioni di euro necessari a completare il terzo masterplan, inviato a febbraio dal commissario straordinario Massimo Ferrarese. Le risorse sarebbero state bocciate, secondo quanto trapelato, perché destinate alla realizzazione di nuove strade di collegamento, di un pattinodromo e di opere propedeutiche alla Marina Militare per l’accoglienza di navi da crociera. La questione assume particolare rilievo a poche settimane dalla prevista consegna degli impianti.

Sul fronte politico locale lo scontro sarebbe totale. I consiglieri di FdI avrebbero sostenuto che la priorità è la capacità di spesa degli enti locali, ritenendo non legittimo reclamare nuove risorse quando quelle assegnate resterebbero bloccate da oltre dodici anni. Dal fronte opposto, il M5S di Taranto avrebbe contestato la narrativa del centrodestra, ricordando che fu il Governo Conte II a deliberare e finanziare l’evento nel 2020 con uno stanziamento iniziale di 250 milioni di euro.

Non mancherebbero le preoccupazioni sul piano organizzativo più ampio. Il M5S locale avrebbe sollevato critiche anche sulla gestione logistica, contestando in particolare la scelta di destinare cinquanta milioni di euro a due navi da crociera, ritenuta uno spreco senza ricadute sul territorio, e segnalando la mancanza di contratti di sponsorizzazione e di biglietti venduti, in contrasto con quanto starebbe avvenendo per i Giochi invernali di Milano-Cortina.

Sul versante cantieristico arrivano alcune notizie positive dal Comune: il 2 maggio gli uffici comunali avrebbero approvato i progetti esecutivi per il restyling del campo di calcio di Talsano, la realizzazione di un impianto per il basket 3×3 alla Villa Peripato, l’adeguamento del PalaMazzola e le opere accessorie per lo stadio di atletica leggera Camposcuola «G. Valente».

Il conto alla rovescia è inesorabile. Alla cerimonia inaugurale allo stadio Iacovone sarebbero attesi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Mentre la città si prepara ad accogliere circa 4.500 atleti provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, il nodo politico sui finanziamenti rischia di appannare un’occasione che in molti, al di là degli schieramenti, continuano a definire storica per Taranto e per l’intero Mezzogiorno.

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