Mancano meno di tre mesi all’apertura dei XX Giochi del Mediterraneo e sul cantiere-Taranto 2026 torna a pesare l’incertezza finanziaria. Un taglio di 8,5 milioni di euro da parte del Governo sui 275 milioni destinati agli impianti sportivi rischia di rallentare una serie di lavori. La cifra, inizialmente stimata in 7,5 milioni, sarebbe stata aggiornata a 8,5 milioni in seguito a successive verifiche.
Il terzo masterplan ancora senza risposta
Il nodo si intreccia con la sorte del terzo documento programmatico elaborato dalla struttura commissariale. Il commissario straordinario Massimo Ferrarese avrebbe trasmesso al Governo il terzo masterplan degli interventi — documento che ridefinisce e integra la pianificazione già approvata negli anni precedenti — chiedendo l’autorizzazione all’utilizzo di 34 milioni di euro derivanti da economie di gara. In particolare, a metà febbraio, il commissario avrebbe inviato al Governo il piano richiedendo di sbloccare 3,4 milioni dei risparmi senza attendere i collaudi, ma su questo il Governo non avrebbe ancora risposto.
Il problema dei tagli sarebbe stato portato all’attenzione del ministro dello Sport Andrea Abodi nelle sue ultime due visite a Taranto, il 13 e il 28 maggio. Nella prima occasione, il ministro avrebbe riferito che era stata svolta una riunione al Ministero dell’Economia e che lo sblocco delle somme era in fase di definizione. Nel secondo incontro, Abodi avrebbe riconosciuto il lavoro svolto dal commissario sulle economie, assicurando che le risorse necessarie non sarebbero mancate.
Cosa rischia Taranto
A Taranto il rischio riguarderebbe la pista di pattinaggio nel parco urbano dello sport alla Salinella, alcuni lavori stradali, il rifacimento della facciata di Palazzo di Città e una parte degli interventi nella base navale di Chiapparo della Marina Militare, dove dovranno ormeggiare le due navi destinate all’accoglienza degli atleti.
Sul versante leccese, tra gli interventi più esposti figurerebbe il completamento della copertura dello stadio Via del Mare, previsto nel secondo masterplan per un importo complessivo di 25 milioni di euro. In caso di reintegro della somma revocata, entro il 21 agosto — giorno inaugurale dei Giochi allo stadio Iacovone di Taranto — lo stadio leccese potrebbe avere completati sia il primo lotto relativo alla ristrutturazione, sia la centratura del terreno di gioco.
La gestione delle economie e la richiesta di reintegro
Secondo quanto riferito, il commissario Ferrarese non avrebbe richiesto fondi aggiuntivi rispetto al budget originario: una parte dei fondi — circa 14 milioni di euro — sarebbe già stata destinata a compensare l’aumento dei costi dei materiali, senza necessità di ulteriori richieste economiche al Governo. Da qui la richiesta che le risorse già assegnate restino a disposizione di Taranto, della Puglia e dei Giochi. Al momento, tuttavia, gli 8,5 milioni non risulterebbero disponibili, rendendo più complessa l’ultima fase di avvicinamento alla manifestazione.
Il quadro complessivo dei finanziamenti
I fondi complessivamente stanziati per i Giochi ammontano a 275 milioni di euro, di cui 150 milioni nel 2022 e 125 milioni a fine 2023 con la legge di Bilancio. Con decreto interministeriale a firma congiunta dei ministri Raffaele Fitto, Andrea Abodi e Giancarlo Giorgetti, adottato d’intesa con il Presidente della Regione Puglia, era stato approvato il secondo masterplan, ammesso alla registrazione della Corte dei Conti il 30 agosto 2024. Saranno coinvolti oltre 30 impianti sportivi tra riqualificati e costruiti ex novo; le nuove costruzioni, tutte a Taranto, comprendono un nuovo stadio da 20.000 posti e un impianto natatorio per 2.000 spettatori con due vasche olimpiche.
L’obiettivo resta quello di completare gli interventi entro fine giugno o, al più tardi, nei primi giorni di luglio. L’evento internazionale, in programma dal 21 agosto al 3 settembre 2026, coinvolgerà oltre 4.500 atleti provenienti da 26 Paesi mediterranei, con gare distribuite tra Taranto, Brindisi, Lecce e i rispettivi hinterland.